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APOCRIFA: Qualcuno ama gli ingegneri

Se la notizia è fondata, come sembra dalle fonti giornalistiche, gli ingegneri (che a detta di un amico, a sua volta appartenente alla categoria, non vivono come gli altri comuni mortali, ma funzionano) devono avere da qualche parte un ignoto nume tutelare il quale, apparentemente a loro beneficio, ha imbastito i primi falsi d’autore a carico della vestale dell’anticorruzione, l’ANAC, sottraendo carta e penna al suo noto presidente e di soppiatto sostituendolo.

A farne le spese sono state un’azienda pubblica di gestione dei rifiuti e l’Agenzia del Demanio (immobili pubblici), la prima in relazione a un bando per la realizzazione di servizi cimiteriali e la seconda per lavori di ristrutturazione di un aeroporto.

Orbene, i rispettivi bandi erano stati puntualmente contestati dall’ANAC a motivo del fatto che essi erano aperti a diverse figure professionali, laddove avrebbero dovuto essere riservati, appunto come si eccepiva, ai soli ingegneri.
Se non che le formali contestazioni in parola, che tra l’altro hanno anche prodotto qualche guasto in termini di spreco di tempo e denaro (uno dei bandi è stato addirittura ritirato e rifatto), non erano dell’ANAC, ma di un (allo stato ancora) ignoto soggetto che si era opportunamente (per lui) fornito di carta da lettera, numero di protocollo, firma presidenziale et segretariale e di quant’altro necessario e sufficiente alla bisogna.

Bisogna riconoscere che, se l’esercizio dovesse prendere piede, si sta per dischiudere una nuova strada -nell’ampia steppa dell’inganno- nota alla partenza, ma un po’ meno all’arrivo: la falsificazione di atti e documenti pubblici, campo fino ad ora poco coltivato dal crimine, prospetta viceversa una potenzialità eversiva e deviante ancora tutta da valutare nei suoi risvolti pratici.

A cominciare dalla prudente richiesta, d’ora in poi, di conferma di autenticità al rispettivo mittente di ogni singolo atto ricevuto che sia in grado di produrre o caricare, su chi lo riceve, un onere, una spesa, un impegno.

Donde, per esempio, la conseguente previsione di un canale di servizio ad hoc attuabile, verosimilmente, disponendo all’uopo una (nuova) sezione dedicata del singolo sito istituzionale che sia accessibile solo per il tramite sistemi personalizzati anti-effrazione, di norma più difficili da governare per il cittadino onesto che per il malintenzionato, o un call center dislocato da qualche parte dell’orbe la cui efficacia è, non di rado, nei fatti inversamente proporzionale alla distanza et coetera.

Donde, sempre e.g. (exempli gratia), un considerevole aumento di tempo di esecuzione, di incertezza circa termini perentori e non, e di contestabilità, per la gioia dei sempre attenti azzeccagarbugli, in un ambiente in cui la litigiosità percepita è quasi sempre inferiore a quella reale e aumenta implacabile l’attrito in ingranaggi già poco funzionali e ancor meno funzionanti.

Bisogna confidare che la mano nera oggi sollecita, si fa per dire, verso la benemerita categoria non faccia razza (ahi, lasso!) né nelle varie authorities né nelle ancor più varie amministrazioni centrali, regionali, locali di cui il nostro incerto e non mai rapido Paese è per sua sfortuna lardellato.

LPD

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