Spazio giovani

Spazio giovani Università di Pisa 


Volendo occuparsi, fra l’altro, di benessere, di salute e di ambiente (vale a dire dell’uomo nel suo habitat), prospettiva che si sviluppa nel presente, ma anche di necessità nel futuro, la Fondazione riserva attenzione specifica ai giovani.

Non esiste una speranza di miglioramento, in nessun campo, se manca la collaborazione più efficace fra le generazioni: in particolare, se la generazione che precede non si comporta -secondo il detto di un vecchio maestro giapponese- nella confidenza e con l’obiettivo che gli allievi, la generazione più giovane, riescano a salirle sulle spalle, procedendo nella conoscenza e facendo meglio perché hanno potuto trovare oltre all’esperienza messa a disposizione, basi e conforto.

Se è vero che ogni essere umano, in quanto tale, si trova in ogni tempo (facciamo fatica a credere ad un passato regolarmente migliore del presente ed al mito del buon tempo antico) a dover affrontare le difficoltà specifiche del proprio tempo (a ciascuno il suo), è però anche vero che lo scenario odierno e prossimo presenta, per i giovani, elementi di criticità che non c’erano nel passato (anche relativamente recente) e comunque diversi da quelli affrontati dai loro predecessori.

Fra questi (come la competitività esacerbata, la precarietà, l’insicurezza), di certo non banale, è l’affollamento e il grande numero delle persone, quello che Marcello Comel incisivamente denominava, con felice sintesi, crowding & cramping.

Elemento non banale, il crowding & cramping, perché tende necessariamente a dare spazio maggiore di quanto non meriterebbero a circostanze quali il caso, la fortuna, la conoscenza anteatta & privilegiante; con contemporanea e maggiore difficoltà a discernere, nella massa, il valore ed il merito della fatica del singolo.

Dunque a scapito di chi, forse, non riesce ad arrivare in tempo, e non tanto per sua (unica) responsabilità oltre che della conoscenza in generale. 

Lo spazio che la Fondazione desidera mettere a disposizione dei giovani è nella speranza, con tutti i limiti naturali di una iniziativa siffatta, di collaborare nella realizzazione, anche in piccola parte, di una delle principali funzioni o abilità dell’insegnamento, che consiste nel promuovere o fare nascere nell’animo la gioia nel sapere e nel creare: quindi saranno pubblicati -in tale modalità- e messi a disposizione dei lettori e dei visitatori del sito della Fondazione i lavori dei giovani considerati degni: tesi di laurea e di specializzazione, documenti di ricerca e così via.

Nel medesimo spazio potranno anche essere resi disponibili collegamenti con altri soggetti ed enti, pubblici o privati, le cui aree di attività presentino obiettivi di considerazione di esigenze giovanili o di prestazioni di servizi dedicati.


Selene Carboni, "I musei e i non vedenti: un connubio possibile".

Laurea 2010, Università degli Studi di Milano, Facoltà di Lettere e Filosofia, Corso di Laurea specialistica in Storia e Critica dell'Arte.


Valeria Colajanni, "La valutazione testale nei primi tre anni di vita: aspetti metodologici e importanza clinica dei test di comprensione linguistica".

Laurea 2010, Università degli Studi di Milano Bicocca, Facoltà di Psicologia, Corso di Laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche.


Carla Maffeo, "La mia esperienza di studente di medicina in Italia".  

Carla, studentessa del ciclo di studi in Medicina dell'Università di Miami (FL, USA), ha chiesto e ottenuto di frequentare per un breve periodo un'ospedale universitario italiano. Pubblichiamo, scritto di suo pugno, il report della sua esperienza. Se vuoi avere informazioni o soddisfare una semplice curiosità scrivi alla Fondazione (redazione@fondazionecomel.org): ti metteremo in contatto con Carla.


Giulia Castaldini, "La Scozia tra sudditanza e indipendenza".  

Anno accademico 2011/2012, Università degli Studi di Padova, Dipartimento di Scienze Politiche, Giuridiche e Studi Internazionali, Corso di laurea triennale in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali.


 

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