Medicina e altro

Dialogando
Sic transit gloria mundi

Detto con il senno del poi non è mai bello, come peraltro ogni altra cosa a posteriori. Anzi, è ingeneroso e diventa volgare.
E poi Sic transit, detto antico (risale all’Imitazione di Cristo, anonimo testo monastico del XIII secolo) che indubbiamente racchiude una verità grande e incontrovertibile, non è comunque da comunicare ad un altro uomo (senza con questo volere mancare di rispetto alla liturgia pontificia, a proposito della quale chi sa mai se queste parole non abbiano provocato qualche silenzioso e riservato scongiuro da parte di taluno fra i successori di Pietro), ma da ricordare anzitutto -e sempre- a se stessi.
Specialmente se si detiene o si gestisce una qualche forma di potere (che, come ogni altra cosa umana, è concessa in amministrazione precaria e non mai in proprietà): da ripetere ogni mattina e davanti allo specchio prima d’indossare, per chi non può farne a meno, la maschera (di solito poco simpatica) suggerita o prescritta dalle moderne tecniche di efficace comunicazione.
Viceversa siamo costretti a dover rimanere nella poco consolante constatazione che nonostante il progresso di civilizzazione dei popoli, il pendolo dei comportamenti -beninteso sempre occhiutamente a carico degli altri- oscilla in malinconica continuità fra la desolazione del servo encomio (prima) e del codardo oltraggio (poi).
Alessandro Manzoni ne scrisse con intelligenza e pietà, indagando con poetico acume un laido e diffuso costume, passato e presente e futuro, a proposito di un moderno principe emblematico ed in occasione della sua solitaria morte (5 maggio 1821).

Luca Maria Pedrotti Dell'Acqua
Presidente


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Dialogando
Schivo, timido & introverso

La copertina di TIME (edizione U. S.) dello scorso 6 febbraio è dedicata al ‘potere della timidezza’: una (quasi) provocazione dopo che anni di altre teorie sembrano avere indicato un orientamento diverso fino ad essere opposto. L’estroverso, colui che stabilisce un subitaneo contatto con l’interlocutore, chi parla alto e forte, chi riesce simpatico per il suo comportamento disinvolto, chi si dimostra immediatamente sicuro di quello che dice e di quello che fa, chi è ‘amico’ di tutti… Sta venendo il dubbio che non sia tutto oro a rilucere. Forse non è sufficientemente attento, preferisce spendere parole a preferenza di fatti, l’ultima delle sue preoccupazioni è quella d’ascoltare gli altri (dato che quanto gl’interessa lo sa già da solo e glielo confermano i suoi numerosi collaboratori ubbidienti), appare più che è e dietro la maschera del sorriso continuo come della pacca sulle spalle c’è l’arroganza… Premesso che, a mio avviso, l’arroganza e la superbia (che comunque portano a comportamenti di violenza e di sopraffazione nel confronti del prossimo) si possono annidare indifferentemente sia in un prototipo sia in un altro, rimane certamente valido l’invito a ripensare a luoghi comuni sociali lungamente (troppo) considerati e accettati in modo acritico. Siamo convinti che la storia non si può fare con i ‘se’, ma il non per nulla celebre aforisma di Pascal circa il naso di Cleopatra (ciascuno può attualizzarne come meglio crede la parte anatomica) che, se brutto, avrebbe cambiato la storia dato che Cesare e Antonio etc, induce a pacatamente estendere la riflessione anche sui comportamenti umani dell’introverso ed estroverso, timido ed aggressivo. Senza dover ricorrere ad esempi importanti (come alcuni Presidenti statunitensi dal comportamento temerario e sfrontato) a ciascuno è in realtà possibile analizzare, già nelle proprie vicende personali, l’incontro e l’effetto che ne è conseguito in rapporto a soggetti estroversi o introversi. E ciascuno è quindi in grado di farsi un’idea da sé, anche se abbozzata e non illustrata o sostenuta da dati di origine scientifica.

Luca Maria Pedrotti Dell'Acqua
Presidente


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