News dalla stampa

Emergenza morbillo

Il morbillo è uno dei virus più contagiosi (cinque volte più contagioso dell'influenza e quasi dieci volte più di Ebola). Per il tramite di un vaccino efficace e della sua somministrazione di massa, i paesi civilizzati, Italia compresa, avevano ridotto di oltre il 90% l'incidenza di questa malattia che colpisce soprattutto i bambini, ma colpisce anche gli adulti. Nel 5% dei casi può dare polmoniti. Inoltre è un virus che infetta facilmente le cellule nervose e quindi da 1 a 3 su mille infetti possono sviluppare una grave encefalite con un tasso di mortalità tra il 15% e il 20%. L'ultimo bollettino del Ministero della Salute (14 Giugno) riporta 2988 casi dall'inizio dell'anno. Nel Giugno 2016 i casi segnalati erano 367, in tutto l'anno si fermeranno a 650: aumento di quasi 10 volte dei casi nazionali rispetto ad un anno fa! Il 91% dei casi sono localizzati in sette regioni: Piemonte, Lombardia, Veneto, Toscana, Lazio, Abruzzo e Sicilia. Età media: 27 anni. 89% dei casi in persone non vaccinate e il 6% in persone che non avevano fatto il richiamo (seconda dose) quando richiesto e quindi avevano un'immunità parziale. OMS ha scritto alla Commissione Salute del Senato sottolineando come l'Italia stia diventando un problema per l'Europa, dato che il 43% del totale dei casi di morbillo registrati in Europa (5483 ad oggi) si sono verificati nel nostro paese. La causa è il calo della copertura vaccinale. Meno bambini vaccinati, più casi di morbillo infantile e quindi più contagi anche tra gli adulti che non hanno fatto la vaccinazione da bambini. E’ necessario, oltre che urgente, un recupero culturale e operativo da parte della Sanità pubblica che deve ritornare a guadagnarsi, e nei fatti, la fiducia e la confidenza del cittadino. La scienza non può essere lasciata in mano ai ciarlatani o ai fa’ da sé, ma l’attuale deriva dimostra come le cose, particolarmente in prospettiva di continuo cambiamento, non siano mai definitivamente stabili e come la cultura, intesa nel senso più ampio, sia sempre una meta e mai un punto acquisito.

Infezioni: possibile causa di leucemia nei bambini. Il ruolo delle vaccinazioni

Secondo uno studio condotto su topi dalla ricercatrice Julia Hauer della Clinica di oncologia pediatrica ed ematologia di Dusselforf, presentato al Congresso dell'Associazione europea di ematologia (Eha) a Madrid, la leucemia linfoblastica acuta, che è la forma di tumore più comune dell'infanzia con incidenza in crescita, potrebbe essere innescata dalle infezioni. L’ ipotesi è in discussione dato che sono rare le evidenze sperimentali comprovanti una connessione tra l'esposizione ad infezioni comuni e leucemia. “Abbiamo osservato che i topi sviluppano la leucemia solo dopo l'esposizione ad un ambiente caratterizzato da infezioni comuni, ad esempio dal virus dell'epatite". Dunque, questo studio, sottolinea la ricercatrice, "offre per la prima volta una nuova intuizione sul ruolo delle infezioni nello sviluppo della leucemia infantile ed offre anche nuovi approcci per la prevenzione di questa malattia e dimostra l'importante ruolo delle vaccinazioni contro le infezioni”.

Omeopatia pediatrica

Secondo un'indagine presentata dal presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga, in occasione del X Congresso Nazionale FIMP (Federazione Medici Pediatri) in corso a Pisa, un pediatra di famiglia su tre affianca l'omeopatia alle cure farmacologiche tradizionali. Il dato indica una progressiva diffusione delle medicine complementari nella cura dei bambini, in affiancamento (non in alternativa) ai prodotti allopatici. L'indagine FIMP sottolinea una costante, sebbene lieve, crescita dell'utilizzo del farmaco omeopatico su prescrizione medica. La forma farmaceutica più utilizzata sono le gocce e i granuli nella fascia di età 0-2 anni, quindi i globuli nella fascia 2-10 anni. I pediatri ricorrono all'omeopatia per malattie delle vie respiratorie (68%), allergie, problemi dermatologici, gastroenteriti, malattie dell'alimentazione, problemi metabolici (85%), patologie nervose (61%) e disturbi del sonno.

Alcol e rischio per il cervello

In uno studio dell'università di Oxford, pubblicato da Bmj, i ricercatori utilizzando dati misurati per 30 anni, dal 1985 al 2015, di 550 uomini e donne in salute con anzianità media 43 anni all'inizio dello studio sono pervenuti alla conclusione che anche un consumo moderato di alcol, tra i 14 e i 21 drink a settimana, aumenta di tre volte il rischio di atrofia dell'ippocampo, una diminuzione del volume di un'area del cervello associata a problemi di memoria e di orientamento spaziale. I forti consumatori, sopra i 30 drink alla settimana, hanno mostrato il rischio più alto di atrofia dell'ippocampo, ma anche per quelli tra 14 e 21 unità il rischio è risultato triplo rispetto a bevitori 'light', sotto i 14 drink. Queste considerazioni mettono in dubbio le linee guida statunitensi secondo cui 24,5 unità a settimana sono sicure per gli uomini e mettono in luce che l'alcol potrebbe rappresentare un fattore di rischio per il declino cognitivo laddove interventi di prevenzione mirati alla terza età potrebbero essere tardivi.

Vaccini e scuola

Il decreto su "Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale" ha cominciato l’iter parlamentare per la conversione in legge. Aumenta il numero delle vaccinazioni obbligatorie, modulato per fasce di età:

  • i nati tra il 2001 e il 2011 dovranno essere in regola con 9 vaccini (difterite, tetano, epatite B, poliomielite, pertosse, emofilo, morbillo, parotite e rosolia);
  • i nati dal 2012 al 2016 dovranno aggiungere il meningococco C;
  • i nati nel 2017 anche varicella e meningococco B.

Senza vaccinazioni, i bambini da 0 a 6 anni non potranno essere iscritti al nido o alla materna. Per le famiglie dei ragazzi della scuola dell’obbligo sono invece previste sanzioni da 500 a 7.500 euro. All’atto dell’iscrizione i genitori dovranno esibire il libretto vaccinale completo o dimostrare di aver già richiesto l'appuntamento per le vaccinazioni mancanti. Sarà altresì possibile autocertificare la conformità vaccinale con l’obbligo di produrre la documentazione entro luglio.

SANTORIO FELLOWSHIP - FOR MEDICAL HUMANITIES AND SCIENCE

The FONDAZIONE COMEL – INSTITUTIO SANTORIANA announces an international scheme entitled to the Italian physician Santorio Santori (1561-1636), who introduced the quantitative method to medicine and is considered the father of experimental physiology.

AIM
The fellowship aims at encouraging cooperation amongst scholars across the Europe and is awarded to early career researchers (within 4 years from the PhD viva) and PhD students whose interests in the field of Medical Humanities (History of Medicine and Biology, History and Philosophy of Science, History of Ideas, Classics) are particularly strong and well recorded.
For the academic year 2016-2017, the scheme will support participants of the international conference Humours, Mixtures and Corpuscles. A Medical Path to Corpuscularism in the Seventeenth Century organised by Fabrizio Bigotti and Jonathan Barry.

APPLICATION PROCESS
5 Santorio Fellowships, worth of 500 euros each, will be offered throughout by means of an application process.
Applicants should send a title of their report provided with abstract (max. 300 words), CV (max. 2 pages) and a reference letter to santoriofellowship@fondazionecomel.org.
The deadline is 22 February 2017 with successful applications notified in March 2017.
For further details or queries please contact Dr Fabrizio Bigotti (f.bigotti@exeter.ac.uk).

Farmaci cinesi: risultati critici

Secondo un rapporto condotto dalla Food and Drug Administration cinese, riportato da Radio Free Asia e da International Business Times, l'80% dei test clinici sui farmaci condotti in Cina sarebbe a rischio di affidabilità. Nel corso di un anno di indagine, oltre 1600 test clinici di molecole in attesa di approvazione per il mercato domestico presentava dati incompleti, difficili da tracciare o che non soddisfacevano gli standard minimi di qualità.

Ipertesi 4 bambini su 100

Secondo la Società italiana di ipertensione arteriosa (Siia), il 4% dei bambini e ragazzi tra i 4 e i 18 anni ha la pressione alta e 4 bambini su cento sono ipertesi fin dalle elementari. Fra le cause la dieta scorretta - troppo sale e zucchero nei cibi – e uno stile di vita sedentaria caratterizzata da un uso eccessivo di internet e videogiochi: il 20,9% dei bambini nella fascia 8-9 anni è sovrappeso, mentre il 9,8% è obeso. Si consideri che un bambino sovrappeso su 20 ha la pressione elevata e un bambino obeso su 4 è iperteso. Pressione oltre i limiti anche per il 14% nella fascia di età 18-35 anni. Il congresso nazionale della Siia, in programma a Firenze dal 6 al 9 ottobre, affronterà il tema del rischio vascolare in collaborazione con la Società italiana di pediatria.

Aifa: la contraffazione dei farmaci

L’AIFA, per il tramite del suo ufficio Qualità dei prodotti e contraffazione, avverte che l’uso di canali diversi da quelli legali per rifornirsi di farmaci contro l’epatite C può comportare pericoli connessi alla insicurezza circa il principio attivo cercato. Fra i canali fuori controllo c’è l’acquisto via internet che non dà garanzie contro le contraffazioni.

Un organismo marino contro i sarcomi

Dal Congresso europeo di oncologia (Esmo) in corso a Copenhagen emerge che il sarcoma dei tessuti molli (Stma), tumore che può colpire ogni parte del corpo, può essere contrastato con l'Ecteinascidia turbinata, un piccolo invertebrato rivestito di cellulosa dal quale si è inizialmente ottenuta una molecola attiva contro il tumore oggi sintetizzata in laboratorio. Si tratta della trabectedina, molecola meno tossica rispetto alla chemioterapia convenzionale ed "oltre all'efficacia della terapia, il profilo di tollerabilità è molto buono: ad esempio, non diminuiscono i globuli bianchi, non cadono i capelli e quindi il trattamento è meno pesante per il paziente rispetto a quello tradizionale”. La terapia a base di trabectedina è approvata in più di 75 paesi nel mondo per il trattamento dei Stma in fase avanzata, dopo il fallimento della terapia standard con antracicline e ifosfamide o come trattamento di prima linea nei pazienti non idonei a ricevere chemioterapie a base di doxorubicina.