News dalla stampa

Il pericolo del lavoro notturno

I biologi del Massachusetts Institute of Technology (Mit), con uno studio condotto sui topi e pubblicato su Cell Metabolism, avanzano l’ipotesi che interrompere il naturale ritmo di sonno-veglia distrugga i geni 'lancetta' dell'orologio biologico i quali, fra l’altro, controllano la crescita delle cellule le quali, se sregolate, possono produrre tumori. La chiave è la luce, che tramite la retina segnala al cervello dove risiedono gli ingranaggi dell'orologio biologico: da qui partono i segnali che regolano le 'lancette' in ogni cellula del corpo. “Quando si perde questo segnale, si perde il ritmo naturale in tutte le cellule dell'organismo''. Le conseguenze del danno, secondo quanto emerge dagli esperimenti sui topi, possono essere gravi: i geni ‘lancetta’ Bmal1 e Per2, infatti, regolano la tempistica con cui viene acceso un altro gene, c-myc, che controlla la crescita della cellula: se i geni 'lancetta' non funzionano (attraverso un danno al Dna o per un alterato ritmo sonno-veglia), c-myc diventa super attivo e accelera la crescita della cellula, facendola proliferare in modo incontrollato col rischio di generare un tumore aggressivo.

Caldo, insetti e malattie

Il rischio di infezioni e malattie aumenta con il caldo. Secondo S. Esposito, presidente WAidid, Associazione mondiale per le malattie infettive e i disordini immunologici, "in estate batteri, miceti e parassiti sono tra i maggiori responsabili delle infezioni che colpiscono grandi e piccoli. Uno stile di vita sensato e l'ascolto dei consigli degli esperti è utile per prevenire la maggior parte delle situazioni a rischio. Laddove la prevenzione fallisse, l'adesione alle indicazioni e alla terapia prescritta dagli specialisti permette una gestione ottimale di ogni caso". Le malattie estive più comuni sono: l'impetigine, infezione batterica contagiosa che più comunemente colpisce i bambini; la micosi cutanea delle dita di piedi e mani, infezione fungina causata da due agenti del genere Trichophyton, T. rubrum e T. interdigitalis; le gastroenterite di origine infettiva dovuta a virus come il Rotavirus, Norovirus, Adenovirus e batteri come Escherichia coli, Salmonella, Shigella e Campylobacter; le allergie da punture di insetto, api e vespidi; le reazioni da contatto causate dalle punture di meduse e tracine; i colpi di sole e i colpi di calore.

Rumore e traffico, quando è troppo aumenta rischio morte

Uno studio della Technical University Dresden, Germania, pubblicato in Deutsches Arzteblatt International, rivela che l'esposizione costante al rumore del traffico, di una linea ferroviaria o di un aeroporto, puo' mettere sotto stress il corpo aumentando il rischio di attacchi di cuore. Studi precedenti avevano scoperto che il rumore aumenta il rischio ictus e morte prematura. Ora i ricercatori hanno analizzato i dati di oltre un milione di tedeschi e, relativamente ai pazienti morti di infarto fino al 2014/2015, hanno riscontrato un legame statisticamente significativo tra l'esposizione al rumore (costantemente sopra i 65 decibel) e il rischio infarto. L'esposizione al traffico influenza non solo il rischio di sviluppare una malattia cardiaca, ma anche l’aggravamento della malattia in atto a motivo dell'aumento dello stress psicologico e fisiologico sull’organismo.

Il beneficio di succhiarsi il pollice

Secondo uno studio uno studio della Dunedin School of Medicine, Nuova Zelanda, e della McMaster University, Canada, pubblicato in Pediatrics, i bambini che si succhiano il pollice o si mangiano le unghie hanno minori probabilita' di sviluppare sensibilita' allergiche. Se poi fanno ambedue le cose, di norma contrastate dagli adulti, hanno ancora meno probabilita' di essere allergici ad acari della polvere, erba, gatti, cani, cavalli o funghi dispersi nell'aria. I ricercatori hanno misurato la sensibilizzazione atopica dei soggetti tramite test cutanei sia a 13 sia a 32 anni. Questi risultati sono coerenti con la teoria per cui una (certa) esposizione precoce ai germi riduce il rischio di sviluppare allergia, teoria sintetizzata prima ancora che dalla scienza nella sapienza popolare dai vecchi modi di dire (sarebbero più efficaci in dialetto) sporchetto fa grassetto e quel che non ammazza ingrassa (ovviamente entro limiti ragionevoli).

Aspirina liquida contro tumore

Una speciale versione del farmaco, detta 'IP1867B' (con due ingredienti aggiuntivi non rivelati), sembra essere dieci volte più efficace della chemio nell'eliminare le cellule tumorali secondo i risultati preliminari di uno studio condotto dall'Universita' inglese di Portsmouth, presentato a 'Brain Tumors 2016' (Varsavia). Lo sviluppo dell'aspirina in forma liquida e' considerato un obiettivo importante a livello scientifico e la nuova formulazione presenta la capacità di attraversare la barriera del sangue nel cervello, barriera che serve a proteggerlo, ma al tempo stesso può impedire ad alcuni farmaci di raggiungere il tumore e sconfiggerlo.

La riabilitazione del burro

Da una nuova ricerca della Friedman School of Nutrition Science and Policy della Tufts University, Usa, pubblicata su Plos One, emerge che il consumo di burro non presenta legame con le malattie cardiovascolari ed ha anzi anche un lieve effetto protettivo nei confronti del diabete. Le ricerche hanno coinvolto complessivamente oltre 630.000 soggetti con una quantità media di burro giornaliera risultata di circa 14 grammi (un cucchiaio). Lo studio ha riscontrato piccole o insignificanti correlazioni tra ogni porzione giornaliera di burro e la mortalità totale, le malattie cardiovascolari e il diabete stesso, verso il quale sembra esserci anzi un effetto protettivo che dev'essere ulteriormente approfondito e che potrebbe essere legato alla presenza di grassi del latte.

Registro nazionale sull'asma grave

L'Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri (AIPO), in una con l'Associazione Allergologi Immunologi Territoriali Ospedalieri (AAITO), ha presentato il registro Nazionale sull'Asma Grave che, con il già esistente Registro realizzato dalla Società Italiana per le Malattie Respiratorie Infantili (SIMRI) consentirà di avere, per la prima volta in Italia, una visione d'insieme della patologia nell'adulto e nel bambino.
Il modello garantirà l'uniformità nella raccolta dei dati e, nell’autonomia dei due registri, una analisi statistica aggregata. L'accostamento dei due registri (AIPO-AAITO e SIMRI) è volto a migliorare l'assistenza medica specialistica dei pazienti ed a promuovere la crescita culturale e formativa degli specialisti (pneumologi, pediatri, allergologi) nell’affrontare un fenomeno epidemiologico dai contorni allarmanti.

Nuovo esame per rischio infarto

Secondo quanto pubblicato da EbioMedicine, per il tramite di un esame del sangue (che rileva i livelli degli anticorpi IgG) si potrebbe pervenire a valutare in anticipo il rischio di un attacco cardiaco nei successivi cinque anni. Il rischio è, allo stato, considerato per una serie di fattori che comprendono l'età, il sesso, la pressione del sangue, i livelli di colesterolo e la storia medica. Secondo i ricercatori, le persone con alti livelli di anticorpi IgG prodotti dal sistema immunitario hanno un basso rischio cardiaco, indipendentemente da altro come la pressione sanguigna e il colesterolo. Ne potrebbe derivare che soggetti ora destinatari di statine o betabloccanti, ma con sistemi immunitari forti, non avrebbero necessità di assumere farmaci.

Linee Guida multidisciplinari su colesterolo Ldl

Linee guida sul colesterolo Ldl, principale fattore di rischio cardiovascolare di cui soffrono 2,5 milioni di italiani dai 35 ai 79 anni, messe a punto da parte di 16 società scientifiche, di concerto con l'Istituto Superiore della Sanità. Il documento è stato presentato al congresso dell'Anmco, l'associazione dei cardiologi ospedalieri, tenutosi a Rimini. L'ipercolesterolemia, alti livelli di colesterolo Ldl, incide pesantemente sui costi sanitari: oltre un miliardo di euro, di cui le ospedalizzazioni rappresentano il 96%, mentre il restante 4% è per farmaci e assistenza specialistica. Le Linee guida costituiscono, come precisato dal Presidente dell’Associazione, "un nuovo standard ufficiale al quale conformarsi; il tutto è contenuto in un documento di consenso, sottoscritto da altre 16 società scientifiche di cardiologia, medicina interna, medicina generale, farmacologia, biochimica e biologia chimica e molecolare, e soprattutto condiviso dall'Istituto superiore della sanità italiano". Si tratta, afferma Gulizia, del "primo documento congiunto e multidisciplinare che intende rivoluzionare il modo di fare medicina contro l'ipercolesterolemia, offrendo finalmente una visione univoca su come vanno trattati i pazienti in funzione del proprio profilo di rischio cardiovascolare". Il documento - inviato anche al ministro della Salute Beatrice Lorenzin e all'Aifa - "regola come comportarsi con un paziente con il colesterolo alto. Inoltre quale è il percorso diagnostico-terapeutico del paziente, anche in relazione a nuovi parametri che non includono un valore massimo, ma un valore di riferimento tarato sulle caratteristiche e la condizione di salute del paziente stesso. Il tutto per prevenire un infarto al cuore o un ictus cerebrale in chi non li ha avuti e per evitare una recidiva in chi ne ha sofferto".

Ansia, problema sottovalutato

Ragazze (sotto i 35), malati cronici e donne incinte sono le maggiori vittime dell'ansia che interessa, nell'Unione Europea, circa 60 milioni di persone. Secondo i ricercatori dell'Università di Cambridge, che hanno pubblicato lo studio sulla rivista scientifica Brain and Behavior, preoccupazione, paura e disagio che persistono per lungo tempo possono diventare travolgenti, mentre sensazioni fisiche come pressione del sangue in aumenta, nausea e sonno interrotto sono sintomi di un problema a cui "dovrebbe essere data maggiore attenzione, perché è più comune di quanto si pensi" e "può rendere la vita estremamente difficile". Interessa mediamente 4 persone su 100, ma per esempio negli USA riguarda l'8% della popolazione, mentre in Asia il 3%.