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Danni che predispongono all’Alzheimer

I danni al cervello che predispongono all'Alzheimer sono evidenti già dopo i 40 anni secondo uno studio (pubblicato on-line sulla rivista Stroke dell'American Heart Association) condotto dalla Davis School of Medicine dell'Università della California (USA). E’ stato infatti individuato un irrigidimento delle arterie associato a sottili danni cerebrali in adulti sani e ad un'età più giovane di quanto precedentemente ipotizzato. Dai test, che hanno misurato la pressione di sangue arterioso attraverso l'onda di polso carotideo-femorale (CFPWV) su 1.900 casi, è emerso che un aumento della rigidità aortica è associato a micro lesioni alla materia bianca e grigia del cervello. L'irrigidimento delle arterie provoca infiammazione dei vasi e diminuisce il flusso di sangue agli organi vitali, tra cui il cervello, con conseguente atrofia.
Questo suggerisce la necessità di prevenzione, allo stato, individuando e monitorando i soggetti che presentano queste condizioni.

Acqua da bere

Bere aiuterebbe a ridurre le calorie che si assumono con la dieta, oltre a ridurre il consumo di sodio, zuccheri e grassi saturi. L’Università dell'Illinois (USA) ha pubblicato su Journal of Human Nutrition and Dietetics uno studio dal quale emerge, su 18.300 casi esaminati, “che l'aumento pari al 1% del consumo giornaliero di acqua si associ ad una diminuzione dell'8,6% dell'apporto energetico complessivo, così come a un calo di 5-18 grammi di zuccheri assunti, di 7-21 grammi di grassi saturi e di 78-235 grammi di sodio". Per Nicola Sorrentino, docente di Igiene Nutrizionale all'Università di Pavia, è evidente il ruolo dell'acqua nell'attivazione della termogenesi, ossia della produzione di calore con dispendio energetico, che aiuta a perdere peso. Poiché l'effetto dell'acqua sul metabolismo è di breve durata è necessario bere spesso.

Allergie stagionali e irrigazioni di acqua salina

Le allergie stagionali sono indotte da piante e pollini ed oggetto di cure anche con terapie alternative. Ma non c’è consenso circa il loro esito: non tutte sembrano efficaci. Mentre il vecchio e tradizionale metodo dell'irrigazione nasale con acqua salina può essere utile per dare sollievo ai sintomi, mentre per l'uso del farfaraccio (asteracea di cui recenti studi avrebbero individuato alcuni -non tutti- componenti con efficacia antistaminica), miele e agopuntura ci sono risultati limitati e discordanti. E’ quanto pubblica la newsletter Clinical Digest, curata dal National Center for Complementary and Integrative Health (NCCIH). Sull'agopuntura gli studi non hanno dimostrato evidenti benefici né per la prevenzione della rinite allergica l'assunzione di acidi grassi omega-3. Analogamente, allo stato, non ci sono considerazioni fondate per altri prodotti naturali come astragalus, capsaicina, estratto di semi d'uva, quercetina, spirulina ed ortica.

Anche la grande gioia è dannosa

Come la tradizione ha sempre rilevato, che la grande felicità può fare male, ora anche la scienza ha individuato la possibile genesi di malattie cardiache nella grande gioia proprio come nei grandi dolori. Sulla European Heart Journal è stata pubblicata la descrizione della sindrome 'del cuore felice' o takotsubo. Questa sindrome, il cui nome significa 'trappola per il polpo', fu descritta per la prima volta nel 1990 in Giappone e consiste nella deformazione improvvisa del ventricolo cardiaco sinistro che assume la forma del cestello per la pesca dei polpi.
La percentuale rimane a favore, diciamo così, del grande dolore: su 1.750 casi in esame, all'origine dell'attacco di cuore per 485 casi è stata una emozione: in 20 (il 4%) lo stimolo ricevuto era positivo mentre negli altri 465 pazienti (il 96%) l'attacco di cuore era dovuto a uno stimolo negativo.

Cancro seno e carenza vitamina D

La carenza di vitamina D aumenta le probabilità di sviluppare un tumore del seno e di sviluppare un tipo di cancro che cresce e si diffonde più velocemente. Secondo i ricercatori della Stanford University School of Medicine (USA) è stato individuato un legame diretto tra i livelli di vitamina D circolanti e l'espressione di un gene chiamato ID1, noto per essere associato alla crescita tumorale e alle metastasi del cancro al seno. Lo studio, pubblicato sulla rivista Endocrinology, è stato condotto principalmente sui topi, ma i ricercatori hanno rilevato su trentaquattro pazienti con cancro al seno che i livelli di vitamina D erano, nei rispettivi tumori, inversamente correlati ai livelli di espressione della proteina ID1.

La stimolazione elettrica transcranica potenzia la memoria

La stimolazione elettrica transcranica con corrente continua si realizza inviando al cervello una corrente di bassissima intensità, indolore e non percepita dal soggetto. Ricercatori dell'Università Cattolica del Sacro Cuore - Policlinico A. Gemelli di Roma in uno studio pubblicato da Scientific Reports hanno dimostrato che nei topi una sola seduta di stimolazione è in grado di indurre nel centro della memoria, nell'ippocampo, un potenziamento delle connessioni tra i neuroni, le "sinapsi", indispensabili per trasmettere ed immagazzinare le informazioni. E’ stata così registrata negli animaletti trattati una memoria migliore anche parecchi giorni dopo il trattamento. Da questi risultati emerge che potenzialmente la stimolazione potrebbe risultare efficace in soggetti anziani con deficit cognitivi.

Influenza: quest'anno il vaccino più efficace dal 2004

Il vaccino per questa stagione influenzale è, secondo le stime preliminari USA, tra i migliori degli ultimi anni, con un'efficacia del 59% non essendosi ripresentata la criticità della scorsa stagione allorché il ceppo circolante prevalente risultò diverso da quello nel vaccino. L’efficacia è la più alta dal 2004, mentre per i singoli ceppi si è registrata una efficacia del 51% contro i virus H1N1, il più diffuso, e del 76% contro tutti i virus B.
I dati preliminari europei, Influenza Monitoring Vaccine Effectiveness in Europe (I-MOVE), sono per ora più bassi, intorno al 46%, ma comunque più alti rispetto allo scorso anno.

Scoperto antidoto a fungo mortale attivo negli ospedali

Ricercatori dell'Università Cattolica del Sacro Cuore e del Policlinico A. Gemelli di Roma, insieme ai colleghi della Harvard University di Boston e del Policlinico Universitario di Losanna, hanno scoperto un potenziale antidoto contro la Candida glabrata, causa di gravi infezioni (mortali nel 40% dei casi) soprattutto a carico di anziani e immunodepressi ricoverati in ospedale. Il fungo è resistente alle terapie oggi disponibili (gli azoli, i farmaci antifungini più comunemente usati per il trattamento di queste infezioni).
La scoperta della nuova molecola, denominata "iKix1" e isolata attraverso lo screening su 140 mila diverse molecole, come riferisce Nature, si deve al gruppo di ricerca del professor Maurizio Sanguinetti, Direttore dell'Istituto di Microbiologia e Virologia dell'Università Cattolica di Roma, e al suo team (Riccardo Torelli e Brunella Posteraro) che ha lavorato con ricercatori della Harvard University di Boston e del Policlinico Universitario di Losanna. Le infezioni da Candida glabrata sono considerate dall'Organizzazione Mondiale della Sanità una delle minacce crescenti in ambito sanitario.

Cancro prostata poco aggressivo, sorveglianza attiva

In caso di neoplasia di ridotte dimensioni e scarsa aggressività (se ne stimano circa diecimila all’anno in Italia) i pazienti potrebbero essere sottoposti a sorveglianza attiva che prevede di monitorare periodicamente la malattia attraverso esami e controlli in alternativa alle terapie radicali. Con risparmi per il servizio sanitario nazionale oltre che minori effetti collaterali per gli ammalati medesimi. E’ emerso nell'ambito della terza Conference "Active surveillance for low risk prostate cancer", un convegno internazionale realizzato dall'European School of Oncology con il supporto della Società italiana di urologia oncologica (Siuro).
In alternativa alle terapie radicali come chirurgia, radioterapia o brachiterapia il paziente con tumore indolente è sottoposto a esami e controlli periodici. Questa vale per tutta la vita o fino a quando la malattia non modifica le sue caratteristiche iniziali. Se la patologia cambia il percorso d’osservazione è interrotto ed il paziente inviato al trattamento. La Siuro promuove la sorveglianza attiva fin dal 2009 quando è iniziato "SIUrO PRIAS ITA", il più grande studio a livello mondiale che in Italia è coordinato dall'Istituto nazionale dei tumori (Milano).

Microsfere a 'tempo' per liberare farmaci secondo la scelta terapeutica

Sono state realizzate in Italia microsfere che liberano i farmaci a tempo controllato: gradualmente o all'ora stabilita. Positivi i test sugli animali, tra circa un anno la sperimentazione sull'uomo. Le microsfere sono in grado di funzionare a tempo controllato in virtù del materiale con cui sono state costruite, capace di degradarsi nel corpo a misura del rilascio graduale della quantità di farmaco stabilita.
Le potenzialità terapeutiche si rivolgono ad alcune malattie degli occhi, come il glaucoma, ed a malattie caratterizzate da sintomi che diventano più acuti all'alba (early morning pathologies) come asma e artrite, a fronte delle quali oggi i farmaci sono assunti nottetempo.