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Sangue: popolazione invecchia, fra 10 anni meno 1 mln donatori. Fidas, appello per periodo critico in estate
Roma, 1 luglio - Anche se l'Italia ha raggiunto la copertura del fabbisogno nazionale per le donazioni di sangue, la situazione per i prossimi 10 anni si prospetta critica: con l'invecchiamento progressivo della popolazione infatti il numero dei donatori è destinato a calare. A lanciare l'allarme è la Federazione italiana associazioni donatori di sangue (Fidas) in un convegno sulla donazione volontaria e responsabile. ''Tra dieci anni il numero dei donatori di sangue è destinato a calare se non si interviene tempestivamente - spiega Aldo Caligaris, presidente Fidas - visto che la popolazione continua a invecchiare, così come cresce la qualità delle terapie e l'aspettativa di vita dei pazienti oncologici. Basti pensare che nel 2009, dove le donazioni hanno raggiunto quota 3,1 milioni, i 30-55enni erano il 47% della popolazione, e nel 2020 scenderanno sotto il 44%, circa un milione in meno''. Dopo i 65 anni, infatti, il numero dei donatori cala, sia per motivi fisiologici, che per motivi clinici, visto che spesso devono affrontare malattie ed è proprio in questa fascia d'età che cresce il fabbisogno di terapie trasfusionali. L'equilibrio raggiunto è piuttosto fragile, dicono gli esperti, perchè poggia in gran parte sui donatori delle regioni settentrionali e necessita ancora di donazioni, il 10% del totale annuo, da donatori occasionali. ''Sara' fondamentale diffondere la cultura della donazione - continua Caligaris - e coinvolgere le fasce di popolazione che finora non si sono impegnate molto su questo fronte, cioè giovani, che rappresentano il 17-18% tra i 18 e 29 anni, le donne, circa il 25%, e gli immigrati. La maggioranza dei donatori ha 40-45 anni e risiede nelle regioni settentrionali''. Fidas lancia inoltre un appello in vista dell'estate, da sempre periodo critico per le donazioni di sangue: ''invitiamo tutti, soprattutto i donatori abituali, a dare il loro sangue prima di partire per le vacanze - conclude Caligaris - Ogni giorno ci sono oltre 9 mila trasfusioni di globuli rossi e senza sangue si bloccano le operazioni d'urgenza, i trapianti e altri interventi utili alla salute di tutti''. (ANSA).
Tumori: olio albero del tè contro cancro pelle non-melanoma. Successo sui topi, ora il via a sperimentazione umana
Sydney, 1 luglio - Scoperta un'altra arma nella lotta al cancro alla pelle: è l'olio di melaleuca, o albero del tè, una pianta nativa dell'Australia le cui qualità medicinali sono conosciute dagli aborigeni fin dai tempi più remoti. Gli studiosi dell'università dell'Australia occidentale, la cui ricerca è pubblicata online sulla rivista Cancer Chemotherapy Pharmacology, affermano che l'olio essenziale estratto dalle foglie può formare la base di un trattamento rapido, di basso costo e sicuro per i cancri alla pelle non-melanoma, e per le lesioni precancerose. Lo studio, durato tre anni e condotto dalla scuola di scienze biomediche e biomolecolari dell'ateneo, ha identificato una formulazione unica dell'olio, che si è dimostrata capace di fermare la diffusione di tumori solidi cresciuti sotto la pelle di topi di laboratorio. Dopo un giorno i tumori trattati con l'olio smettevano di crescere e dopo tre giorni erano scomparsi. Secondo Sara Greay, che guida il progetto, l'effetto anticancro sarebbe legato alla capacità della speciale formulazione di attivare il sistema immunitario contro il tumore. La prossima fase sarà una sperimentazione clinica su un campione di 50 persone con lesioni precancerose, con l'obiettivo di prevenire lo sviluppo di cancri alla pelle non-melanoma, che usualmente causano un tumore localizzato e non sono gravi quanto il melanoma che invece può diffondersi rapidamente in altre parti del corpo. L'olio essenziale estratto dalle foglie, dal fortissimo odore e dal sapore assai intenso e caratteristico, è un potente antisettico, antimicotico, antibatterico e antivirale, dalle proprietà fortemente deodoranti, conservanti e leggermente anestetiche. Contiene ben 48 composti organici, numero che spiega le sue numerose proprietà. (ANSA).
Sanità:ospedali italiani sempre più a misura di donna/ANSA bollini rosa salgono a 224; ancora troppe ombre su parto indolore
Roma, 30 giugno - Ospedali sempre più attenti alle esigenze e alla salute delle donne. Salgono a 224 in tutta Italia i centri con il 'bollino rosa', la 'certificazione' per le cure al femminile assegnata da quattro anni dall'Osservatorio nazionale sulla salute della donna, che quest'anno ha premiato 122 nuove strutture su 132 candidate. Strutture sempre più attrezzate anche per le terapie del dolore a misura di donna, anche se stenta a decollare il servizio di anestesia epidurale per il parto, per il quale solo pochi ospedali hanno specialisti dedicati. Quello dei 'bollini rosa' è un ''grande percorso di  civiltà'' ha spiegato il sottosegretario alla Salute Francesca Martini alla presentazione della Guida 2010 dell'assistenza in rosa - 'Bollini rosa. Gli ospedali vicini alle donne' - con le  informazioni su tutti gli ospedali certificati, disponibile  anche in libreria. Tra i centri premiati, oltre 100 hanno ricevuto più di un bollino, e tra questi ''le eccellenze che hanno fatto passi  avanti - ha sottolineato il sottosegretario - anche nella  presenza delle donne nei ruoli di vertice''. Presenza sulla  quale l'Italia ''è in ritardo'' visto che ''a fronte di un 70% di personale infermieristico e di circa il 35% della dirigenza medica solo il 10% delle figure apicali è donna''. Nel 2010, comunque, 51 ospedali hanno ricevuto 3 bollini, altri 51 sono arrivati a 2, e altri 20 uno solo. A candidarsi  soprattutto le strutture del Nord, il 69%, seguite dal Centro (il 17%) e dal Sud (13%). E 36 strutture si sono ricandidate per ottenere più bollini rispetto al 2009. In prima fila tra i  premiati la Lombardia (che porta a casa il 36% dei bollini rosa) il Veneto e l'Emilia Romagna. ''Solo la Val d'Aosta - ha osservato Francesca Merzagora, presidente di Onda - non si è mai candidata''. Nella valutazione, comunque, 'si scoprono eccellenze nei piccoli centri di provincia e all'estero, con una struttura premiata a Sorengo, in Svizzera''. Tra i bollini rosa 'doc' il percorso di prevenzione e diagnosi del tumore al seno con tempi d'attesa quasi azzerati dell'Istituto MultiMedica di Castellanza, la promozione del parto naturale e dell'allattamento al seno all'ospedale di Loreto, la Carta Rosa con tutte le informazioni cliniche del percorso assistenziale della donna dell'ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona di Salerno. Le strutture di eccellenza, secondo un indagine  dell'Osservatorio, sono peraltro sempre più attente al dolore  al femminile, ''anche grazie all'approvazione a marzo della  legge sulle cure palliative''. Se nell'85% delle strutture la valutazione del dolore avviene di routine e in otto su dieci esiste un programma di terapia antalgica, restano però ancora ombre nell'accesso al parto indolore. Da un'analisi su 37 centri con tre bollini rosa, infatti, emerge che 9 strutture su dieci  offrono il servizio 24 ore su 24, ma solo il 35% ha un'anestesista dedicato. Per tutti gli altri il servizio è garantito solo se non subentrano emergenze che impegnino lo specialista in altre sale operatorie. (ANSA).
Salute: per 1/3 donne oltre 6 mesi tentativi per un bebè
Roma, 30 giugno - In Italia il primo figlio arriva sempre più tardi, tuttavia posticipare può diminuire la possibilità di una gravidanza, tanto che, dopo i 30 anni, una donna su tre ha difficoltà a concepire entro i 6 mesi, e il problema riguarda circa un milione e mezzo di donne. E' la situazione delineata dagli esperti, che si sono riuniti oggi a Roma per discutere su come migliorare l'educazione delle coppie in cerca di un figlio. ''Anche nel Lazio - afferma Salvatore Mancuso, presidente del Comitato etico del Policlinico universitario Agostino Gemelli - si verifica la tendenza di posticipare la formazione della coppia e la nascita del primo figlio'', per ragioni sociali, psicologiche ed economiche, e i risultati sono ''pochi figli e in età più avanzata''.In realtà, spiega Mancuso, ''la probabilità di concepire di una coppia apparentemente sana è del 25%'', e nell'arco di un anno raggiunge il 90%. Dopo un anno, però, ''la capacità di riprodursi si riduce almeno del 50%'', nella maggior parte dei casi a causa della ''minore fertilità femminile in questa fase della vita''. Inoltre, aggiunge Mancuso, ''ritardare il concepimento dopo i 30-35 anni può comportare rischi per la madre e il nascituro e avere un impatto negativo sull'equilibrio della coppia'', per questo ''un numero sempre maggiore di donne ricerca informazioni, consigli e metodi per aumentare le possibilità di una gravidanza''. Tra questi, gli esperti ricordano l'importanza della conoscenza esatta dei giorni di massima fertilità della donna, cioè quelli in cui un rapporto sessuale ha maggiori probabilità di successo, ovvero il giorno dell'ovulazione e quello precedente, anche se uno studio dimostra che solo il 50% delle donne ha una corretta conoscenza del ciclo ovulatorio, e quindi sa qual è il momento migliore per concepire. Il problema, però, si può risolvere ricorrendo a strumenti come il test di ovulazione digitale, disponibile nelle farmacie e in grado di indicare alla donna i due giorni di massima fertilità. (ANSA).
Sanità: nasce osservatorio sicurezza veterinari pubblici
Roma, 30 giugno - Nasce l'Osservatorio Nazionale sulla Sicurezza degli Operatori e sull'Attività di Medicina Veterinaria Pubblica, istituito dal sottosegretario alla Salute Francesca Martini presso il Dipartimento per la Sanità Pubblica Veterinaria, la Nutrizione e la Sicurezza degli Alimenti del Ministero della Salute. L'osservatorio, si legge in una nota, è stato istituito allo scopo di garantire, per il tramite di un organismo interistituzionale, continuità ed efficacia all'azione promossa a tutela di sicurezza dei veterinari pubblici. ''Ho sempre sostenuto l'importanza del ruolo dei medici veterinari nell'ambito della sanità pubblica - ha detto Martini - sia per le garanzie di sicurezza alimentare che per quanto riguarda la tutela della salute e del benessere degli animali. Questi professionisti che operano quotidianamente al servizio della collettività, in alcuni contesti ambientali, sono vittima di intimidazioni e a volte di vere e proprie aggressioni criminali''. ''Mi sento particolarmente vicina - ha aggiunto - a tutti i rappresentanti delle istituzioni che, con grande senso di responsabilità, continuano a svolgere il loro dovere e per questo motivo ho voluto istituire l'Osservatorio che si prefigge l'obbiettivo di fare emergere le situazioni di rischio e ristabilire la legalità''. (ANSA).
Sanità: ospedali sempre più rosa, bollino 122 nuove strutture
Roma, 30 giugno - Ospedali sempre più a misura di donna. Sono 122 in tutta Italia le nuove strutture che hanno ricevuto nel 2010 il 'bollino rosa' che certifica l'attenzione degli ospedali alle esigenze delle donne. L'iniziativa, presentata al ministero della Salute insieme al sottosegretario Francesca Martini, è promossa da O.N.Da (Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna) ed è alla sua quarta edizione. Quest'anno, spiega Francesca Merzagora, presidente dell'Osservatorio, sono arrivate 132 candidature e tra le vincitrici oltre 100 hanno ricevuto più di un bollino. In particolare, a 51 ospedali sono stati assegnati 3 bollini, altri 51 hanno ricevuto 2 bollini, 20 un bollino. A candidarsi soprattutto le strutture del Nord, il 69%, il 17% delle richieste di valutazione arriva dal Centro e dal Sud il 13. L'89% delle candidature, poi, è di ospedali pubblici, l'11 per cento di strutture private accreditate. Ma il bando è aperto anche agli ospedali di lingua italiana all'estero (1% le domande). Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna sono le Regioni con il maggior numero di ospedali premiati. E 36 strutture si sono ricandidate per ottenere più bollini rispetto al 2009. ''Solo la Val d'Aosta - osserva Merzagora - non si è mai candidata''. I bollini 2010 saranno validi fino alla fine del prossimo anno, perchè l'Osservatorio rivedrà i criteri di assegnazione della certificazione, ''aggiungendo ad esempio - ha detto Merzagora - un nuovo bollino per le strutture che hanno una unità senologica certificata a livello europeo''. (ANSA).
Salute: a Treviso primo parco giochi anti obesità bimbi
Roma, 30 giugno - Giocare fa bene ai più piccoli, se poi serve anche a combattere l'obesità, fa anche meglio. Con questo obiettivo ha aperto i battenti a Treviso il primo parco giochi in Italia, con la mission di educare i bimbi all'attività fisica per metterli al riparo dai chili di troppo. Il parco si chiama 'Primo Sport' e si trova all'interno de La Ghirada - Città dello Sport, ad un chilometro dal centro di Treviso. Un gruppo di ricercatori della facoltà di Scienze motorie dell'Università di Verona ha ideato 7 percorsi di sviluppo delle capacità motorie del bambino, suddivisi in aree tematiche: manualità, mobilità e equilibrio. Primo Sport è anche il primo parco che accoglie bimbi da 0 a 6 anni ed è dotato di 'personal trainer' che seguono e indirizzano le attività dei giovani frequentatori. (ANSA).
Genetica: capelli che cadono? La 'fattura' in otto geni
Roma, 30 giugno - Sono otto i geni 'maledetti' legati all'antiestetica caduta dei capelli: a scoprire i responsabili dell'alopecia areata, una delle forme più comuni di perdita di capelli, un team della Columbia University di New York. Resa nota sulla rivista Nature, la scoperta potrebbe condurre a trattamenti contro una causa della perdita di capelli che solo negli Usa riguarda 5,3 milioni di individui. La scoperta si deve all'equipe di Angela Christiano ed è basata sullo studio del Dna di oltre mille individui. L'alopecia areata è caratterizzata dalla comparsa di una o diverse chiazze prive di capelli (ma può verificarsi anche su barba, ascelle, arti). Si tratta di una malattia estremamente diffusa, per esempio circa la metà dei maschi nel corso della vita è interessato da chiazze di alopecia sulla barba. I geni scoperti sono implicati nel sistema immunitario e infatti l'alopecia ha molto in comune con malattie autoimmuni come l'artrite reumatoide e la psoriasi; inoltre proprio per questo motivo alcuni farmaci già in sperimentazione contro malattie autoimmuni quali il diabete giovanile potrebbero andare bene anche contro l'alopecia, una potenziale rivoluzione terapeutica per una malattia così diffusa e contro la quale ad oggi poco si può fare. Gli esperti hanno anche calcolato che in base al numero di mutazioni presenti nel Dna si può stimare la gravità della malattia, cioè quanto il paziente sarà interessato dall'alopecia (solo su alcune parti del capo, su tutto il capo - alopecia totale - o su tutto il corpo - alopecia universale). In futuro grazie a questo studio si potrà quindi anche mettere a punto un test diagnostico e prognostico per la malattia.(ANSA).
Tumori: scoperte 'cellule zero' che causano il melanoma
Roma, 30 giugno - Scoperta finalmente la ''cellula zero'' del più micidiale cancro alla pelle, il melanoma. Resa nota sulla rivista Nature, l'importante scoperta potrebbe spiegare perché le cure oggi in uso contro questo tumore non funzionano bene e portare a nuove terapie più efficaci. Le tanto a lungo cercate cellule staminali che danno inizio a questo tumore sono diverse dalle altre cellule tumorali e quindi non possono essere attaccate dai farmaci utilizzati contro il melanoma, spiegano Alexander Boiko e Irving Weissman della Stanford University School of Medicine in California. Negli ultimi anni sono state scoperte le 'cellule zero' di molti tipi di tumori: sono cellule staminali che, pur costituendo la parte minoritaria del tumore, ne causano la crescita perché si riproducono dando continuamente vita a nuove cellule malate. Così anche quando i farmaci annientano la massa tumorale, queste staminali ne vanificano l'efficacia formando un nuovo tumore, spesso più cattivo del primo. Per il melanoma finora queste cellule zero mancavano all'appello ma i ricercatori Usa le hanno identificate riconoscendole per un loro tratto distintivo: portano in superficie una 'bandierina molecolare', la molecola CD271. Trapiantando alcune di queste cellule in topolini, infatti, gli animali si ammalano di melanoma. Le cellule zero che portano l'etichetta CD271 mancano invece, del tutto o in parte, delle etichette molecolari TYR, MART e MAGE che sono i più comuni bersagli terapeutici di farmaci anti-melanoma oggi in uso. Ecco perché questi farmaci non ce la fanno ad eradicare la malattia: non riescono a colpire il cancro alla radice perché le staminali sono immuni ad essi. Ma grazie a questa scoperta decisiva nuovi farmaci potranno essere sviluppati. (ANSA).
Sesso: rapporto perfetto dura 10 minuti, dopo diventa noioso accettabile fino a 7 minuti, troppo se dura più di 13
Roma, 29 giugno - La durata ideale di un rapporto sessuale è di 10 minuti, oltre diventa noioso. L'indagine è stata condotta da 50 specialisti della Society for Sex Therapy and Reserch e pubblicata sul Journal of Sexual Medicine. Il motivo, secondo gli studiosi è semplice: per 10 minuti l'attenzione è altissima e ci si concentra solo sul rapporto sessuale ma superata questa durata il cervello comincia a vagare altrove. La ricerca definisce 2 minuti troppo pochi per un rapporto, da 3 a 7, un tempo accettabile ma più di 13 minuti diventa troppo. Il sesso perfetto, quindi, è quello che dura tra i 7 e i 13 minuti, orologio alla mano. Uno dei dei ricercatori che ha condotto lo studio, Eric Corty, psicologo della Penn State University ha affermato che ''molti credono erroneamente alla fantasia di notti di sesso continuo e prolungato. Speriamo che il nostro studio incoraggi uomini e donne ad avere aspettative più realistiche''. Stop alle maratone tantriche, dunque, tanto più che a stabilire la durata perfetta è stato un team di specialisti: psicologi, terapisti di coppia, medici, assistenti sociali che negli ultimi anni hanno analizzato numerosi casi di coppie con problemi sessuali. (ANSA).