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Mozzarelle blu: esperti UE confermano stop azienda tedesca
Bruxelles, 2 luglio - La Commissione europea sta monitorando con attenzione la situazione della mozzarella blu e la produzione dell'azienda Milck Wercjager in Germania non potrà riprendere ''fino a quando non sarà eliminata la fonte di contaminazione''. E' quanto ha reso noto oggi lo stesso esecutivo europeo dopo la riunione, ieri, degli esperti degli Stati membri Ue. Le autorità tedesche per la sicurezza alimentare hanno informato i loro partner europei e la Commissione sui controlli eseguiti e sulle misure correttive prese. Lunedì scorso la Commissione aveva già reso noto l'invio di una lettera alle autorità tedesche perchè garantissero che nessun alimento lattiero-caseario dell'azienda Milck Wercjager, che ha prodotto le mozzarelle contaminate dal batterio Pseudomonas fluorescens, fosse messo sul mercato. La decisione era stata presa dopo una missione in Baviera degli ispettori europei inviati dall'Ufficio alimentare e veterinario della Commissione Ue, che ha sede in Irlanda, proprio con l'obiettivo di ricercare le cause della contaminazione presso la sede della società che ha prodotto la mozzarella sotto indagine. (ANSA).
Salute: stress, donne e dirigenti quadri i piu' colpiti, da 1 agosto obbligatorio per aziende valutare rischio dipendenti
Milano, 1 luglio - Sono le donne e i dirigenti quadri i lavoratori piu' esposti al rischio dello stress, specie a Milano: lo affermano i dati di un progetto della Regione Lombardia, citato oggi a Milano dall'Ordine degli psicologi in vista dell'obbligo, per le aziende private, di mettersi in regola entro il primo agosto nel valutare il rischio di stress lavorativo dei propri dipendenti.  Il fenomeno stress, in Italia, riguarda circa il 27% dei lavoratori. In Lombardia il dato e' ancora piu' alto: e' stressato il 32% dei lavoratori, con punte del 34% tra i dirigenti e il picco massimo (41%) nei quadri del settore terziario, concentrati nell'area di Milano e provincia. Qui, ad essere piu' colpite sono le donne tra i 33 e i 45 anni.  Con il decreto legge 81/2008, dal prossimo agosto (e dal 31 dicembre 2010 per le aziende pubbliche) scatta l'obbligo di valutare il rischio di stress dei lavoratori: in pratica, ora lo stress e' un rischio connesso al lavoro alla pari, ad esempio, dei rischi derivanti da composti chimici o da lavori usuranti.  ''Dei 500 mila cittadini che si rivolgono allo psicologo in Lombardia, di cui 160 mila a Milano e provincia - spiega Mauro Grimoldi, presidente dell'Ordine regionale degli psicologi - il 44% lo fa proprio per problemi legati a depressione, ansia e stress. Lo stress lavoro-correlato e' tuttavia un fenomeno complesso, la cui valutazione richiede un approccio basato su metodi scientificamente provati. E' quindi chiaro che gli psicologi esperti di organizzazioni lavorative, circa 2.700 di quelli gia' attivi nella nostra Regione, siano i professionisti piu' adatti per collaborare alla valutazione dello stress lavoro-correlato creando un reale vantaggio sia per i lavoratori sia per le aziende stesse''. Questo perche', concludono gli esperti, un lavoratore piu' sereno non solo e' piu' produttivo e stimolato, ma e' anche piu' in salute e quindi rischia meno assenze dal lavoro (nell'Unione europea circa il 50% delle assenze e' causato proprio dallo stress). (ANSA).
Psicologia: solo il partner stressa più del capo fonte di tensioni anche l’orario di lavoro, il peso e i soldi
Roma, 1 luglio - Più del capo può stressare solo il partner e un intensa vita lavorativa non aiuta ad abbassare la pressione della vita di coppia. Lo ha stabilito una ricerca della Lancaster University, guidata dallo psicologo Cary Cooper e riportata dal Daily Mail. Lo studio, commissionato dalla Philips, ha sondato il livello di pressione psicologica in 3mila persone ed è emerso che il 57% degli intervistati ha definito il partner come maggiore fonte di stress, mentre solo il 43% ha puntato il dito contro il proprio capo. Secondo i dati, il 18% delle donne ha incolpato il compagno dello stress, a fronte di un 12% degli uomini che ha attribuito alla partner il peso della tensione. Uno dei comportamenti di chi si sente insicuro - sottolinea Cooper - è quello di prendersela con il coniuge o con il compagno . Fonte di stress è anche l’orario di lavoro. Se si lavora troppo - dice Cooper - si danneggia la salute e anche la vita di coppia. Ma quando la pressione sale, le donne sono quelle che se la cavano meglio perchè parlano più facilmente agli altri di quello che provano e di come si sentono. L inchiesta ha sondato anche altre possibili fonti di stress, come il peso e la sicurezza economica ed è emerso che il rapporto con la bilancia, per quasi la metà del campione femminile è importante per la salute e il benessere, mentre lo è solo per il 36% degli uomini. I soldi contano, invece, per il 27% delle donne e il 33% degli uomini. (ANSA).
Influenza: scovato potente anticorpo umano contro tutti virus
Roma, 1 luglio - Trovato nel corpo umano un anticorpo universalmente potente contro tutti i ceppi di influenza in circolazione, anche quelli più temuti di aviaria e suina. L'anticorpo naturale, testato sui topi, risulta un promettente trattamento contro l'influenza, che potrebbe essere prezioso dato che i farmaci antinfluenzali oggi disponibili sono pochi e non del tutto efficaci perchè per molti sono già insorte resistenze virali. È il risultato di uno studio pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences e reso noto sul sito della Reuters. Lo studio è stato condotto da uno scienziato esperto di virus influenzali Yoshihiro Kawaoka della Università del Wisconsin-Madison. Gli anticorpi trovati sono rari e sono stati isolati dalla compagnia privata Theraclone e moltiplicati in provetta per poi infine essere testati su topolini dal team universitario guidato da Kawaoka. Gli esperti hanno infettato i topi con dosi letali di influenza H1N1 (suina) e di H5N1 (aviaria) e somministrato gli anticorpi a parte dei topi: così i ricercatori hanno visto che dal 60 all'80% dei topolini trattati con l'anticorpo guariscono da queste infezioni, contro appena il 10% dei topolini non trattati con l'anticorpo umano. Adesso si cercheranno altre di queste potenti difese naturali che il nostro corpo ci mette a disposizione e che di fatto sono molto più efficaci dei farmaci anti-influenza oggi in commercio. (ANSA).
Manovra: pazienti, no a farmaci AIDS e cancro in farmacie
Roma, 1 luglio - ''Chiediamo il ritiro della norma contenuta nella manovra economica, in esame al Senato, che prevede lo spostamento di alcuni farmaci, attualmente di uso ospedaliero e per un importo pari a 600 milioni di Euro, dall'ospedale alle farmacie''. Così le Associazioni dei pazienti oncologici e dei malati di AIDS, preoccupate delle ''finalità economiche'' della misura e ''dei rischi per la continuità e la qualità delle cure''. Trattandosi di farmaci molto costosi, spiegano le Associazioni, uno dei rischi potrebbe essere la non ''disponibilità del farmaco a livello di farmacia territoriale, in quanto le piccole farmacie potrebbero non essere in grado di tenere scorte di medicinali che rischiano di scadere prima di essere venduti''. I pazienti temono che la norma possa portare a un ''minore controllo dell'aderenza al farmaco, fattore centrale per il successo della terapia'', e che ''l'incentivazione all'utilizzo di generici di imminente produzione'', comporti nel tempo la gratuità solo del generico, e ''per avere il farmaco cui si è abituati si debba integrare il costo''. Per queste ragioni, il Network di persone sieropositive (Nps Italia onlus) e la Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia (Favo), hanno presentato al Governo e all'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) un documento analitico sugli effetti del provvedimento chiedendo, oltre al rispetto della ''tutela della salute'', che la ''scelta venga fatta in seguito a una consultazione e una spiegazione''. (ANSA).
Sangue: popolazione invecchia, fra 10 anni meno 1 mln donatori. Fidas, appello per periodo critico in estate
Roma, 1 luglio - Anche se l'Italia ha raggiunto la copertura del fabbisogno nazionale per le donazioni di sangue, la situazione per i prossimi 10 anni si prospetta critica: con l'invecchiamento progressivo della popolazione infatti il numero dei donatori è destinato a calare. A lanciare l'allarme è la Federazione italiana associazioni donatori di sangue (Fidas) in un convegno sulla donazione volontaria e responsabile. ''Tra dieci anni il numero dei donatori di sangue è destinato a calare se non si interviene tempestivamente - spiega Aldo Caligaris, presidente Fidas - visto che la popolazione continua a invecchiare, così come cresce la qualità delle terapie e l'aspettativa di vita dei pazienti oncologici. Basti pensare che nel 2009, dove le donazioni hanno raggiunto quota 3,1 milioni, i 30-55enni erano il 47% della popolazione, e nel 2020 scenderanno sotto il 44%, circa un milione in meno''. Dopo i 65 anni, infatti, il numero dei donatori cala, sia per motivi fisiologici, che per motivi clinici, visto che spesso devono affrontare malattie ed è proprio in questa fascia d'età che cresce il fabbisogno di terapie trasfusionali. L'equilibrio raggiunto è piuttosto fragile, dicono gli esperti, perchè poggia in gran parte sui donatori delle regioni settentrionali e necessita ancora di donazioni, il 10% del totale annuo, da donatori occasionali. ''Sara' fondamentale diffondere la cultura della donazione - continua Caligaris - e coinvolgere le fasce di popolazione che finora non si sono impegnate molto su questo fronte, cioè giovani, che rappresentano il 17-18% tra i 18 e 29 anni, le donne, circa il 25%, e gli immigrati. La maggioranza dei donatori ha 40-45 anni e risiede nelle regioni settentrionali''. Fidas lancia inoltre un appello in vista dell'estate, da sempre periodo critico per le donazioni di sangue: ''invitiamo tutti, soprattutto i donatori abituali, a dare il loro sangue prima di partire per le vacanze - conclude Caligaris - Ogni giorno ci sono oltre 9 mila trasfusioni di globuli rossi e senza sangue si bloccano le operazioni d'urgenza, i trapianti e altri interventi utili alla salute di tutti''. (ANSA).
Tumori: olio albero del tè contro cancro pelle non-melanoma. Successo sui topi, ora il via a sperimentazione umana
Sydney, 1 luglio - Scoperta un'altra arma nella lotta al cancro alla pelle: è l'olio di melaleuca, o albero del tè, una pianta nativa dell'Australia le cui qualità medicinali sono conosciute dagli aborigeni fin dai tempi più remoti. Gli studiosi dell'università dell'Australia occidentale, la cui ricerca è pubblicata online sulla rivista Cancer Chemotherapy Pharmacology, affermano che l'olio essenziale estratto dalle foglie può formare la base di un trattamento rapido, di basso costo e sicuro per i cancri alla pelle non-melanoma, e per le lesioni precancerose. Lo studio, durato tre anni e condotto dalla scuola di scienze biomediche e biomolecolari dell'ateneo, ha identificato una formulazione unica dell'olio, che si è dimostrata capace di fermare la diffusione di tumori solidi cresciuti sotto la pelle di topi di laboratorio. Dopo un giorno i tumori trattati con l'olio smettevano di crescere e dopo tre giorni erano scomparsi. Secondo Sara Greay, che guida il progetto, l'effetto anticancro sarebbe legato alla capacità della speciale formulazione di attivare il sistema immunitario contro il tumore. La prossima fase sarà una sperimentazione clinica su un campione di 50 persone con lesioni precancerose, con l'obiettivo di prevenire lo sviluppo di cancri alla pelle non-melanoma, che usualmente causano un tumore localizzato e non sono gravi quanto il melanoma che invece può diffondersi rapidamente in altre parti del corpo. L'olio essenziale estratto dalle foglie, dal fortissimo odore e dal sapore assai intenso e caratteristico, è un potente antisettico, antimicotico, antibatterico e antivirale, dalle proprietà fortemente deodoranti, conservanti e leggermente anestetiche. Contiene ben 48 composti organici, numero che spiega le sue numerose proprietà. (ANSA).
Sanità:ospedali italiani sempre più a misura di donna/ANSA bollini rosa salgono a 224; ancora troppe ombre su parto indolore
Roma, 30 giugno - Ospedali sempre più attenti alle esigenze e alla salute delle donne. Salgono a 224 in tutta Italia i centri con il 'bollino rosa', la 'certificazione' per le cure al femminile assegnata da quattro anni dall'Osservatorio nazionale sulla salute della donna, che quest'anno ha premiato 122 nuove strutture su 132 candidate. Strutture sempre più attrezzate anche per le terapie del dolore a misura di donna, anche se stenta a decollare il servizio di anestesia epidurale per il parto, per il quale solo pochi ospedali hanno specialisti dedicati. Quello dei 'bollini rosa' è un ''grande percorso di  civiltà'' ha spiegato il sottosegretario alla Salute Francesca Martini alla presentazione della Guida 2010 dell'assistenza in rosa - 'Bollini rosa. Gli ospedali vicini alle donne' - con le  informazioni su tutti gli ospedali certificati, disponibile  anche in libreria. Tra i centri premiati, oltre 100 hanno ricevuto più di un bollino, e tra questi ''le eccellenze che hanno fatto passi  avanti - ha sottolineato il sottosegretario - anche nella  presenza delle donne nei ruoli di vertice''. Presenza sulla  quale l'Italia ''è in ritardo'' visto che ''a fronte di un 70% di personale infermieristico e di circa il 35% della dirigenza medica solo il 10% delle figure apicali è donna''. Nel 2010, comunque, 51 ospedali hanno ricevuto 3 bollini, altri 51 sono arrivati a 2, e altri 20 uno solo. A candidarsi  soprattutto le strutture del Nord, il 69%, seguite dal Centro (il 17%) e dal Sud (13%). E 36 strutture si sono ricandidate per ottenere più bollini rispetto al 2009. In prima fila tra i  premiati la Lombardia (che porta a casa il 36% dei bollini rosa) il Veneto e l'Emilia Romagna. ''Solo la Val d'Aosta - ha osservato Francesca Merzagora, presidente di Onda - non si è mai candidata''. Nella valutazione, comunque, 'si scoprono eccellenze nei piccoli centri di provincia e all'estero, con una struttura premiata a Sorengo, in Svizzera''. Tra i bollini rosa 'doc' il percorso di prevenzione e diagnosi del tumore al seno con tempi d'attesa quasi azzerati dell'Istituto MultiMedica di Castellanza, la promozione del parto naturale e dell'allattamento al seno all'ospedale di Loreto, la Carta Rosa con tutte le informazioni cliniche del percorso assistenziale della donna dell'ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona di Salerno. Le strutture di eccellenza, secondo un indagine  dell'Osservatorio, sono peraltro sempre più attente al dolore  al femminile, ''anche grazie all'approvazione a marzo della  legge sulle cure palliative''. Se nell'85% delle strutture la valutazione del dolore avviene di routine e in otto su dieci esiste un programma di terapia antalgica, restano però ancora ombre nell'accesso al parto indolore. Da un'analisi su 37 centri con tre bollini rosa, infatti, emerge che 9 strutture su dieci  offrono il servizio 24 ore su 24, ma solo il 35% ha un'anestesista dedicato. Per tutti gli altri il servizio è garantito solo se non subentrano emergenze che impegnino lo specialista in altre sale operatorie. (ANSA).
Salute: per 1/3 donne oltre 6 mesi tentativi per un bebè
Roma, 30 giugno - In Italia il primo figlio arriva sempre più tardi, tuttavia posticipare può diminuire la possibilità di una gravidanza, tanto che, dopo i 30 anni, una donna su tre ha difficoltà a concepire entro i 6 mesi, e il problema riguarda circa un milione e mezzo di donne. E' la situazione delineata dagli esperti, che si sono riuniti oggi a Roma per discutere su come migliorare l'educazione delle coppie in cerca di un figlio. ''Anche nel Lazio - afferma Salvatore Mancuso, presidente del Comitato etico del Policlinico universitario Agostino Gemelli - si verifica la tendenza di posticipare la formazione della coppia e la nascita del primo figlio'', per ragioni sociali, psicologiche ed economiche, e i risultati sono ''pochi figli e in età più avanzata''.In realtà, spiega Mancuso, ''la probabilità di concepire di una coppia apparentemente sana è del 25%'', e nell'arco di un anno raggiunge il 90%. Dopo un anno, però, ''la capacità di riprodursi si riduce almeno del 50%'', nella maggior parte dei casi a causa della ''minore fertilità femminile in questa fase della vita''. Inoltre, aggiunge Mancuso, ''ritardare il concepimento dopo i 30-35 anni può comportare rischi per la madre e il nascituro e avere un impatto negativo sull'equilibrio della coppia'', per questo ''un numero sempre maggiore di donne ricerca informazioni, consigli e metodi per aumentare le possibilità di una gravidanza''. Tra questi, gli esperti ricordano l'importanza della conoscenza esatta dei giorni di massima fertilità della donna, cioè quelli in cui un rapporto sessuale ha maggiori probabilità di successo, ovvero il giorno dell'ovulazione e quello precedente, anche se uno studio dimostra che solo il 50% delle donne ha una corretta conoscenza del ciclo ovulatorio, e quindi sa qual è il momento migliore per concepire. Il problema, però, si può risolvere ricorrendo a strumenti come il test di ovulazione digitale, disponibile nelle farmacie e in grado di indicare alla donna i due giorni di massima fertilità. (ANSA).
Sanità: nasce osservatorio sicurezza veterinari pubblici
Roma, 30 giugno - Nasce l'Osservatorio Nazionale sulla Sicurezza degli Operatori e sull'Attività di Medicina Veterinaria Pubblica, istituito dal sottosegretario alla Salute Francesca Martini presso il Dipartimento per la Sanità Pubblica Veterinaria, la Nutrizione e la Sicurezza degli Alimenti del Ministero della Salute. L'osservatorio, si legge in una nota, è stato istituito allo scopo di garantire, per il tramite di un organismo interistituzionale, continuità ed efficacia all'azione promossa a tutela di sicurezza dei veterinari pubblici. ''Ho sempre sostenuto l'importanza del ruolo dei medici veterinari nell'ambito della sanità pubblica - ha detto Martini - sia per le garanzie di sicurezza alimentare che per quanto riguarda la tutela della salute e del benessere degli animali. Questi professionisti che operano quotidianamente al servizio della collettività, in alcuni contesti ambientali, sono vittima di intimidazioni e a volte di vere e proprie aggressioni criminali''. ''Mi sento particolarmente vicina - ha aggiunto - a tutti i rappresentanti delle istituzioni che, con grande senso di responsabilità, continuano a svolgere il loro dovere e per questo motivo ho voluto istituire l'Osservatorio che si prefigge l'obbiettivo di fare emergere le situazioni di rischio e ristabilire la legalità''. (ANSA).