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Tumori: scoperte 'cellule zero' che causano il melanoma
Roma, 30 giugno - Scoperta finalmente la ''cellula zero'' del più micidiale cancro alla pelle, il melanoma. Resa nota sulla rivista Nature, l'importante scoperta potrebbe spiegare perché le cure oggi in uso contro questo tumore non funzionano bene e portare a nuove terapie più efficaci. Le tanto a lungo cercate cellule staminali che danno inizio a questo tumore sono diverse dalle altre cellule tumorali e quindi non possono essere attaccate dai farmaci utilizzati contro il melanoma, spiegano Alexander Boiko e Irving Weissman della Stanford University School of Medicine in California. Negli ultimi anni sono state scoperte le 'cellule zero' di molti tipi di tumori: sono cellule staminali che, pur costituendo la parte minoritaria del tumore, ne causano la crescita perché si riproducono dando continuamente vita a nuove cellule malate. Così anche quando i farmaci annientano la massa tumorale, queste staminali ne vanificano l'efficacia formando un nuovo tumore, spesso più cattivo del primo. Per il melanoma finora queste cellule zero mancavano all'appello ma i ricercatori Usa le hanno identificate riconoscendole per un loro tratto distintivo: portano in superficie una 'bandierina molecolare', la molecola CD271. Trapiantando alcune di queste cellule in topolini, infatti, gli animali si ammalano di melanoma. Le cellule zero che portano l'etichetta CD271 mancano invece, del tutto o in parte, delle etichette molecolari TYR, MART e MAGE che sono i più comuni bersagli terapeutici di farmaci anti-melanoma oggi in uso. Ecco perché questi farmaci non ce la fanno ad eradicare la malattia: non riescono a colpire il cancro alla radice perché le staminali sono immuni ad essi. Ma grazie a questa scoperta decisiva nuovi farmaci potranno essere sviluppati. (ANSA).
Sesso: rapporto perfetto dura 10 minuti, dopo diventa noioso accettabile fino a 7 minuti, troppo se dura più di 13
Roma, 29 giugno - La durata ideale di un rapporto sessuale è di 10 minuti, oltre diventa noioso. L'indagine è stata condotta da 50 specialisti della Society for Sex Therapy and Reserch e pubblicata sul Journal of Sexual Medicine. Il motivo, secondo gli studiosi è semplice: per 10 minuti l'attenzione è altissima e ci si concentra solo sul rapporto sessuale ma superata questa durata il cervello comincia a vagare altrove. La ricerca definisce 2 minuti troppo pochi per un rapporto, da 3 a 7, un tempo accettabile ma più di 13 minuti diventa troppo. Il sesso perfetto, quindi, è quello che dura tra i 7 e i 13 minuti, orologio alla mano. Uno dei dei ricercatori che ha condotto lo studio, Eric Corty, psicologo della Penn State University ha affermato che ''molti credono erroneamente alla fantasia di notti di sesso continuo e prolungato. Speriamo che il nostro studio incoraggi uomini e donne ad avere aspettative più realistiche''. Stop alle maratone tantriche, dunque, tanto più che a stabilire la durata perfetta è stato un team di specialisti: psicologi, terapisti di coppia, medici, assistenti sociali che negli ultimi anni hanno analizzato numerosi casi di coppie con problemi sessuali. (ANSA).