Tumore prostatico e diagnosi precoce: nuovo marker più promettente del PSA (Prostate-specific antigen)

Intervista al Prof. Franchini

Qualche informazione sulla prostata

(a cura del Dott. Roberto Colajanni)

La prostata è una ghiandola di dimensioni e forma di una noce, che fa parte del sistema riproduttivo maschile.

È posizionata nella pelvi, sotto la vescica e di fronte al retto e la sua funzione è quella di produrre ed emettere il liquido seminale, un liquido lattiginoso che nutre e trasporta gli spermatozoi dai testicoli al pene dove viene emesso con l’eiaculazione. La prostata circonda parte dell’uretra e la sua posizione spiega l’interferenza con la minzione, l’eiaculazione e la defecazione. La prostata tende ad aumentare di dimensione con l’età e premendo sull’uretra può causare problemi nella minzione. I sintomi urinari possono comparire nell’uomo nella fascia d’età tra 30 e 40 anni, sono il motivo del consulto con il proprio medico, ma non è eccezionale una comparsa dei sintomi solo in età avanzata.  
  Flusso urinario in una prostata normale (a sinistra) e in una iperplasia prostatica. Nell’iperplasia prostatica il flusso è ridotto per la compressione da parte della prostata aumentata di volume della vescica e dell’uretra.

È consigliabile rivolgersi al proprio medico in caso di comparsa di:

  • Aumento della frequenza di minzione durante il giorno;
  • Bisogno impellente ed urgente di urinare;
  • Riduzione del flusso urinario;
  • Debole o interrotto flusso urinario;
  • Dolore o bruciore durante la minzione;
  • Necessità di alzarsi più volte durante la notte per urinare;
  • Sangue nelle urine o nello sperma;
  • Eiaculazione dolorosa;
  • Fastidioso dolore alla schiena, fianchi, bacino o pelvi.

Con l’inizio dell’attività sessuale e con l’invecchiamento aumenta il rischio di insorgenza di malattie prostatiche; le principali patologie sono:

  • La prostatite, ovvero l’infiammazione della prostata;
  • L’ingrossamento della prostata ovvero l’iperplasia prostatica benigna;
  • La degenerazione in cancro prostatico.

L’insorgenza di una patologia non porta necessariamente il passaggio ad un’altra; ad esempio una prostatite o un ingrossamento della prostata non portano sicuramente ad un aumento del rischio di cancro alla prostata ed è possibile la coesistenza

I test per valutare la prostata

Il PSA

Secondo le maggiori scuole di urologia, per effettuare uno screening corretto di individuazione del cancro prostatico iniziale occorre effettuare una rilevazione del PSA associato ad una esplorazione rettale in tutti i maschi da 50 anni d’età; più precocemente nel caso di familiarità.

Il PSA (Prostate Specific Antigen) è una proteina prodotta dalle cellule della prostata e immessa nel torrente circolatorio. Il test del PSA è una misurazione del livello della proteina specifica nel sangue. Come regola generale, ad una elevazione del valore del PSA corrisponde quasi sempre una patologia prostatica ma alcuni fattori come l’età e la razza possono influire sul suo valore ed inoltre alcune ghiandole prostatiche possono produrre più PSA di altre.

Un aumento del PSA può essere dovuto a:

  • alcune procedure mediche;
  • andare in bicicletta o in moto;
  • un orgasmo nelle ultime 24 ore;
  • una esplorazione rettale;
  • un ingrossamento della prostata;
  • una infezione prostatica;
  • un tumore prostatico;
  • una biopsia prostatica o un intervento chirurgico alla prostata.

Alcuni farmaci, come finasteride (attenzione che oltre ad essere utilizzata nel trattamento di alcune patologie prostatiche è consigliato per la ricrescita dei capelli) e dutasteride, possono invece diminuire il livello di PSA.

Il PSA libero (FREE PSA)

Il dosaggio del PSA libero viene richiesto quando si riscontra un valore alterato, ma non di molto, del PSA basandosi sulle segnalazioni che la percentuale di PSA libero rispetto al PSA totale è maggiore nei pazienti con ipertrofia prostatica che nei pazienti con cancro della prostata.

Se il PSA totale e il PSA libero sono più alti del normale (alta percentuale di PSA libero), questo suggerisce una iperplasia prostatica piuttosto che un tumore.

Se il PSA totale è alto, ma il PSA libero non lo è (bassa percentuale di PSA libero), è più probabile il cancro e dovrebbero essere effettuati altri test come ad esempio una biopsia.

In conclusione lo specialista urologo saprà interpretare correttamente i risultati dei test di valutazione prostatica associandoli all’esame clinico e potrà consigliare il prosieguo migliore delle indagini e la terapia più appropriata.


http://www.cancer.gov/cancertopics/types/prostate

http://www.pcf.org/site/c.leJRIROrEpH/b.5802023/k.B322/about_the_prostate.htm

http://www.prostate.org.au/articleLive