{"id":5757,"date":"2019-01-14T07:05:44","date_gmt":"2019-01-14T07:05:44","guid":{"rendered":"https:\/\/fondazionecomel.org\/2019\/01\/14\/apocrifa-biglietto-lal-la\/"},"modified":"2019-01-14T07:05:44","modified_gmt":"2019-01-14T07:05:44","slug":"apocrifa-biglietto-lal-la","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fondazionecomel.org\/en\/dialogando-en\/apocrifa-biglietto-lal-la\/","title":{"rendered":"APOCRIFA &#8211; Biglietto per l\u2019al di l\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>La crioconservazione \u00e8 uno stato che consente di conservare corpi umani preservandoli dalla decomposizione.<br \/>\nEsso si realizza per il tramite di speciali tecnologie che abbassano in modo graduale, ma rapido la temperatura corporea fino a raggiungere la temperatura dell\u2019azoto liquido (-196 gradi centigradi) che \u00e8 la sostanza nella quale il reperto viene poi conservato chiuso in un cilindro isolante atto a impedire la conduzione del calore e quindi il mantenimento nel tempo delle condizioni richieste.<\/p>\n<p>Il processo di ibernazione, che contempla interventi fantascientifici collegati all\u2019utilizzo di crioprotettori, sostanze <em>ad hoc<\/em> atte, ad esempio, a proteggere le cellule e il sangue dal congelamento dell\u2019acqua contenuta che provocherebbe danni irreparabili alle pareti, e che \u00e8 allo stato disponibile in tre istituti specializzati (negli USA e in Russia), presenta, senza entrare in particolari scientifici, la singolarit\u00e0 di dover iniziare (portando il corpo a -90\u00b0 per evitare l\u2019inizio della fine) entro trenta minuti dall\u2019arresto cardiaco, mentre la nostra legge dispone un periodo di ventiquattro ore (accertamento della morte cerebrale) per poter disporre del cadavere.<\/p>\n<p>In tal modo l\u2019accesso all\u2019ibernazione appare condizionato dal luogo del decesso: nel nostro Paese l\u2019ibernazione o crioconservazione non \u00e8 contemplata, ma questo \u00e8 un aspetto tutt\u2019al pi\u00f9 logistico.<\/p>\n<p>Nella sostanza le osservazioni sono altre.<\/p>\n<p>Per l\u2019uomo l\u2019ibernazione \u00e8 consentita (attualmente) solo <em>post mortem<\/em> e questo ne distingue lo <em>status<\/em> da quello dei campioni biologici (fra i quali anche organi di mammiferi, tessuti umani ed embrioni) che gi\u00e0 sono stati crioconservati e quindi <em>riportati in vita<\/em> nell\u2019ambito delle sperimentazioni scientifiche.<\/p>\n<p>La distinzione non \u00e8 da poco in quanto, per l\u2019uomo, si tratterebbe non di ri-ammettere alla vita un vivo (anche se malato o gi\u00e0 al lumicino) a suo tempo sottoposto a un processo di sospensione delle facolt\u00e0 vitali per mezzo dell\u2019ibernazione, ma di <em>ri-dare<\/em> la vita a un morto, cio\u00e8 a ri-suscitarlo scientificamente.<\/p>\n<p>Che \u00e8, viceversa, il sogno di quanti hanno gi\u00e0 scelto di farsi ibernare e di coloro che sono ora in lista d\u2019attesa per farlo a loro volta.<br \/>\nCostoro confidano nelle straordinarie capacit\u00e0 della scienza e considerando il suo incessante e rapido progresso nel mettere a punto tecnologie sempre pi\u00f9 sofisticate il cui intento dichiarato \u00e8 la preservazione dell\u2019organismo vivente dall\u2019invecchiamento e la sua guarigione dai danni procurati dalle malattie, si aspettano anche che la scienza pervenga, prima o poi, come promettono alcuni suoi sacerdoti, alla scoperta del principio della eternit\u00e0 (o quasi) fisica e, pi\u00f9 o meno, del segreto della vita.<\/p>\n<p>A parte il fatto che questa prospettiva \u00e8, sempre allo stato, ardita assai (infatti nelle sperimentazioni le cavie, insetti e anguille, non hanno ricevuto la vita, ma il ritorno in vita poich\u00e9 erano stati ibernati comunque da vive: una sorta di estremo letargo indotto) non risulta che alcuno fra i candidati, gi\u00e0 sotto azoto o in fila per andarci, abbia pensato pi\u00f9 che a se stesso e alla propria vagheggiata resurrezione, piuttosto a <em>chi<\/em> e <em>cosa<\/em> troverebbe e <em>come<\/em> vivrebbe fra, per esempio, tre o quattrocento anni da oggi.<\/p>\n<p>Solo ponendo mente a quanto accaduto negli ultimi cinquanta anni e senza considerare eventuali accelerazioni dei cambiamenti temporali cui abbiamo gi\u00e0 assistito, potrebbe invero presentarsi al ritornante o reveniente uno scenario globalmente pi\u00f9 simile all\u2019inferno che al paradiso agognato.<\/p>\n<p>Esseri umani dissimili, modificati e irriconoscibili, mezzi di comunicazioni diversi e non interpretabili, ambiente sconosciuto e a sua volta profondamente modificato in prospettive ignote (aria non pi\u00f9 compatibile con i <em>vecchi<\/em> polmoni \u00e8 solo un esempio), contesto socio-politico (pensate se avesse visto giusto, almeno un po\u2019, S. Hawkins!) disciplinato e ferreamente condizionato dall\u2019intelligenza artificiale\u2026<\/p>\n<p>Quale, dunque, il possibile o probabile destino del resuscitando?<\/p>\n<p>Qualcuno (o qualcosa di automatico) lo dovr\u00e0 pure estrarre dal suo cilindro di azoto liquido, ma gli si consentirebbe di mettersi liberamente in circolazione in modo autonomo, dato e non concesso che le funzioni, gli organi e i sensi di quattrocento anni prima glielo permettano o piuttosto non finirebbe, da cavia (se gli va bene), in qualche <em>moderno<\/em> istituto di ricerca avanzata?<\/p>\n<p>O direttamente al museo (ammesso che ce ne siano ancora e non siano tutti digitali) o cos\u2019altro per esso?<\/p>\n<p>Una prospettiva di assoluta solitudine che sembra gi\u00e0 l\u2019elemento pi\u00f9 caratterizzante l\u2019inferno della nostra vita attuale (prospettiva sociologica) e, forse, della vita futura (prospettiva teologica).<\/p>\n<p>Ma per non dovere sforzare troppo l\u2019immaginazione: come si comporterebbero mai, oggi, le nostre istituzioni se ritornasse in vita (tralasciamo il <em>come<\/em>) un predecessore di qualche secolo passato?<\/p>\n<p>Non solo la comunicazione interpersonale sarebbe una barriera (peraltro da affrontare forse con minore difficolt\u00e0 rispetto a quella proiettabile nel futuro), ma altres\u00ec (e quantomeno), da un lato, la paura di contagio di malattie o pestilenze ignote e, dall\u2019altro, la curiosit\u00e0 scientifica destinerebbero lo sfortunato, epigono reale di antecedenti ignoti che l\u2019immaginazione nostra rispetto alla cruda realt\u00e0 (sempre inferiore alle aspettative) farebbe migliori o pi\u00f9 interessanti di lui, congiurerebbero a farlo diventare un soggetto (<em>rectius<\/em>: oggetto) da baraccone, sebbene in qualche modo ammantato dalla scienza.<\/p>\n<p>A parte che, verosimilmente, sarebbe desso a risolvere ogni problema morendo in breve di tristezza e di solitudine e, non ultimo, per incapacit\u00e0 fisiologica a sopportare l\u2019inquinamento cui noi ci siamo nel tempo mitridatizzati.<\/p>\n<p>LMPD<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La crioconservazione \u00e8 uno stato che consente di conservare corpi umani preservandoli dalla decomposizione. 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