{"id":5770,"date":"2018-11-21T07:10:24","date_gmt":"2018-11-21T07:10:24","guid":{"rendered":"https:\/\/fondazionecomel.org\/2018\/11\/21\/editoriale-capirsi-370-gradi\/"},"modified":"2018-11-21T07:10:24","modified_gmt":"2018-11-21T07:10:24","slug":"editoriale-capirsi-370-gradi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fondazionecomel.org\/en\/dialogando-en\/editoriale-capirsi-370-gradi\/","title":{"rendered":"EDITORIALE &#8211; Capirsi a 370 gradi"},"content":{"rendered":"<p>Insegnano gli studiosi che la lingua, essendo strumento di comunicazione vivo oltre che generale, \u00e8 pressoch\u00e9 costantemente in fase di -pi\u00f9 o meno percettibile- trasformazione. Si fa riferimento al concetto di lingua \u2018parlata\u2019 anche per significare questi processi (evoluzione e involuzione) che accompagnano lo svolgersi delle fasi della civilizzazione umana le quali non sempre appaiono procedere per linee rette.<\/p>\n<p>Onde il significato e l\u2019uso delle parole variano, in misura che di solito, ma non sempre, \u00e8 pi\u00f9 agevole individuare a una certa distanza di tempo, per una notevole quantit\u00e0 di motivi, anche in reciproca relazione: praticit\u00e0, moda o vezzo, copiatura, imprecisione, sciatteria, ignoranza, manipolazione <em>etc<\/em>.<\/p>\n<p>Agli interventi sul significato e l\u2019uso delle parole conseguono, come \u00e8 logico, modifiche pi\u00f9 o meno registrabili (quantomeno l\u00ec per l\u00ec), ma sempre presenti, del significato e dei concetti cui si riferiscono.<\/p>\n<p>Traendo, per esempio, qualche divertente e istruttivo caso dall\u2019esperienza quotidiana, per l\u2019azienda dei trasporti pubblici milanesi una voce garbata dall&#8217;altoparlante ricorda ai viaggiatori che l\u2019azienda ha intensificato i controlli e quindi invita il pubblico a essere munito di titolo di viaggio valido per evitare <em>spiacevoli equivoci<\/em> con il personale di verifica, altrimenti identificabile come <em>assistente<\/em>\u00a0all\u2019utenza e non mai come controllore.<\/p>\n<p>Nel burocratese corretto, quindi, la sanzione amministrativa che consegue all\u2019essere pizzicati senza biglietto (o a saltare con grazia i tornelli) da parte dei controllori, pur rimanendo tale e quale nella sua sostanza economica misurabile in moneta, integra la pi\u00f9 flautata fattispecie dell\u2019equivoco.<\/p>\n<p>Ohib\u00f2, a ben pensarci anche il cacciatore che impallina sparando nel folto (dove ancora esiste, si capisce) il compagno di battuta immaginando, viceversa, trattarsi dell\u2019agognato volatile cade, tutto sommato, in un equivoco. E il distinto signore della pubblica amministrazione che distrattamente si \u00e8 messo in tasca una busta d\u2019ignota provenienza si scusa prontamente, se lo scoprono, dichiarando che pensava trattarsi dell\u2019invito a nozze di un amico anzich\u00e9 di una mazzetta. Gli equivoci non finiscono mai e sar\u00e0 forse opportuno, per maggior chiarezza di comunicazione, introdurre anche un concetto ulteriore -per rendere maggiormente graduabile la comunicazione- come, che so, <em>disguido<\/em>.<\/p>\n<p>Un altro termine gettonatissimo \u00e8 il lapidario e (quasi) inequivoco <em>inaccettabile<\/em>.<\/p>\n<p>Se non che la valutazione circa essere una cosa o un\u2019idea accettabile o meno dovrebbe svolgersi, per avere senso, nell\u2019ambito di un processo, qualsivoglia esso sia, in qualche modo ancora in corso e pertanto suscettibile di ricevere effetti anche modificativi: una volta che l\u2019evento sia (gi\u00e0) al passato, la valutazione di <em>inaccettabile<\/em> \u00e8 priva di utilit\u00e0, oltre che di logica, e assume soltanto un significato di generale negativit\u00e0.<\/p>\n<p>Cos\u00ec gli insulti appioppati all\u2019avversario politico o i tramezzini immangiabili rifilati ai bambini dalla comunale refezione scolastica gi\u00e0 mangiati o buttati nel cestino non sarebbero, invero, inaccettabili, ma, a scelta, vergognosi, abietti, vili, indegni, spregevoli, turpi\u2026<\/p>\n<p>La tendenza a standardizzare la lingua porta a un suo evidente indebolimento e alla progressiva incapacit\u00e0 di esprimersi se non per suoni vagamente gutturali (non me ne vogliano, ora, gli amici animalisti), ma nonostante tutto, nell\u2019agone politico, spinti dalla necessit\u00e0 quotidiana dell\u2019eloquio (parlai, sempre parlai, fortissimamente parlai) gli interpreti migliori trovano sovente la capacit\u00e0 di un colpo d\u2019ala: cos\u00ec un ministro in carica a proposito della sanatoria per le pratiche edilizie di Ischia, annessa forse <em>per relationem<\/em> al decreto Genova, avrebbe dichiarato (stando alla stampa) che \u201cnon c\u2019\u00e8 alcun condono\u2026sono provvedimenti per i cittadini del Centro Sud\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019importante sarebbe continuare a capirsi, sebbene<em> a<\/em> <em>370 gradi<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Insegnano gli studiosi che la lingua, essendo strumento di comunicazione vivo oltre che generale, \u00e8 pressoch\u00e9 costantemente in fase di -pi\u00f9 o meno percettibile- trasformazione. 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