{"id":5771,"date":"2018-11-21T07:07:18","date_gmt":"2018-11-21T07:07:18","guid":{"rendered":"https:\/\/fondazionecomel.org\/2018\/11\/21\/apocrifa-chiare-fresche-dolci-acque-etc\/"},"modified":"2018-11-21T07:07:18","modified_gmt":"2018-11-21T07:07:18","slug":"apocrifa-chiare-fresche-dolci-acque-etc","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fondazionecomel.org\/en\/dialogando-en\/apocrifa-chiare-fresche-dolci-acque-etc\/","title":{"rendered":"APOCRIFA &#8211; Chiare, fresche e dolci acque etc"},"content":{"rendered":"<p>Secondo una ricerca pubblicata su <em>Enviromental<\/em> \u2013 <em>Science &amp; Technology<\/em> \u2013 ogni anno l\u2019essere umano ingerisce mediamente circa 32.000 microplastiche, minuscoli pezzetti dei rifiuti presenti nel mare o nell\u2019aria che si finisce per bere, mangiare o anche solo respirare.<br \/>\nE secondo un articolo di <em>Quartz<\/em>, circa 2000 microplastiche all\u2019anno entrano nell\u2019organismo tramite l\u2019umile e anonimo sale da cucina.<\/p>\n<p>Da una ricerca condotta su numerose marche di sale provenienti da oltre 20 paesi diversi del mondo \u00e8 emerso che solo tre di esse risultavano prive di microplastiche: i sali per uso alimentare dunque contengono plastica.<br \/>\nIl sale rimanendo dall\u2019evaporazione dell\u2019acqua altro non fa che mantenere i residui della plastica sparsa quotidianamente nei mari, fiumi e laghi del nostro pianeta.<br \/>\nOltre alla plastica nel sale, che costituisce circa il 6% della plastica ingerita ogni anno, l\u201980% proviene dall\u2019aria e la si respira tutti i giorni.<br \/>\nEd \u00e8 altres\u00ec assunta, essa, per il tramite del pesce.<\/p>\n<p>\u00c8 indifferente o inutile, per la logica di questo articolo, addentrarsi ora nei dettagli della ricerca scientifica o spulciare con la necessaria acribia i riferimenti bibliografici, ma \u00e8 bene ricordare qualche considerazione stando al di fuori, se ancora possibile, della tenzone ideologica la quale, in prospettiva politica, esige sempre la proclamazione di chi ha vinto o l\u2019indicazione di chi ha perso.<br \/>\nIn materia di ambiente, infatti, e delle necessariamente connesse condizioni che influiscono sulla salute, privata e pubblica, si perde tutti in ogni caso e sempre.<\/p>\n<p>Ora uno dei due capi si dichiara fieramente a favore dei termovalorizzatori (sono gli inceneritori che bruciando producono energia), anzi ne auspica di pi\u00f9, e l\u2019altro, come \u00e8 consuetudine di governo, raccogliendo non meno fieramente la sfida (continua) invoca il contratto che porta l\u2019obiettivo \u2018zero rifiuti\u2019 da realizzare per il tramite di recupero e riciclo senza ovviamente precisare quanto tempo ci si impieghi.<br \/>\nNel dialogo fa capolino l\u2019immancabile riferimento alla malavita organizzata che lucra (non da oggi) sia sui rifiuti (e magari si limitasse a questi) sia sulla loro perenne emergenza (dato che di norma -e non solo da parte di questo governo n\u00e9 in tema di rifiuti- i problemi sono presi dalla coda e non dalla testa).<\/p>\n<p>Per nostra sfortuna lo Stato non solo non \u00e8 mai riuscito a sradicare la malavita organizzata ove essa era (e rimane) endemica, ma anche spedendo altrove, rispetto ai luoghi d\u2019origine, soggetti pericolosi ha contribuito a seminare ovunque la zizzania.<\/p>\n<p>Ora sembra evidente che mentre le discussioni possono continuare o essere sospese in attesa di eventi, i rifiuti sono invece regolarmente prodotti ogni giorno senza ritardo alcuno e con cronometrica puntualit\u00e0 e che da quando la Cina ha chiuso i porti al ricevimento della plastica lo scenario sia sensibilmente peggiorato.<\/p>\n<p>Recupero e riciclo sono, nel Paese, funzionanti bene, cos\u00ec cos\u00ec, male o inesistenti a macchia di leopardo, ma, indipendentemente dall\u2019ampliamento e miglioramento di questi processi sicuramente necessari, un aspetto fondamentale della criticit\u00e0 del sistema \u00e8 la enorme quantit\u00e0 di rifiuto plastico prodotto quotidianamente dalla odierna civilizzazione.<br \/>\nPer convincersene, anche in modo approssimativo, basta osservare -ove funziona la raccolta differenziata- il volume dei sacchi contenente plastica rispetto ad altri materiali.<\/p>\n<p>Una modifica progressiva delle abitudini produttive e distributive, in argomento, porterebbe verosimilmente, con la diminuzione degli scarti, a una minore e decrescente tensione su tutta la filiera.<br \/>\nE anche a livello culturale da parte dei consumatori un recupero di altre forse non del tutto obliate abitudini circa l\u2019uso di recipienti e contenitori non sempre e comunque a perdere introdurrebbe una cooperazione consapevole e civica verso il miglioramento comune per un tramite finalmente diverso dai TAR e dalla ideologica opposizione alla discarica o al termovalorizzatore o a qualsivoglia altro (salvo che non siano da posizionare altrove, a casa altrui, si capisce).<\/p>\n<p>Ovviamente approvvigionarsi costerebbe di pi\u00f9, ma andrebbero fatti, e fatti conoscere a tutti, conti attendibili circa le diverse soluzioni possibili (compresi i costi di trasporto e di deposito dei rifiuti verso chi, all\u2019estero e a caro prezzo, ancora li riceve): la gestione dei rifiuti non \u00e8 solo un problema politico o industriale, ma anche sociale e i cittadini andrebbero coinvolti non come spettatori di risse, ma come attori (comunque a loro volta paganti, direttamente o indirettamente e consapevoli o meno) di un sistema adottato in quanto scelto -a seguito di una valutazione di costi e benefici- rispetto ad altri.<\/p>\n<p>In attesa, quindi, che qualche futuro Nobel inventi la plastica alimentare onde, al termine della cena, consumare direttamente sul posto anche vasetti, vassoi e contenitori vari oltre, se del caso, a piatti e bicchieri (gli antichi Greci non si mangiavano forse le <em>mense<\/em>?), cominciamo a imparare a utilizzarne il meno possibile.<\/p>\n<p>LMPD<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo una ricerca pubblicata su Enviromental \u2013 Science &amp; Technology \u2013 ogni anno l\u2019essere umano ingerisce mediamente circa 32.000 microplastiche, minuscoli pezzetti dei rifiuti presenti nel mare o nell\u2019aria che si finisce per bere, mangiare o anche solo respirare.\u00a0E secondo un articolo di <em>Quartz<\/em>, circa 2000 microplastiche all\u2019anno entrano nell\u2019organismo tramite l\u2019umile e anonimo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":13,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[808,805,814],"tags":[],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v17.6 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>APOCRIFA - Chiare, fresche e dolci acque etc - Fondazione Comel<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, 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