{"id":5794,"date":"2018-07-31T10:15:48","date_gmt":"2018-07-31T10:15:48","guid":{"rendered":"https:\/\/fondazionecomel.org\/2018\/07\/31\/schegge-di-saggezza\/"},"modified":"2019-02-13T15:17:20","modified_gmt":"2019-02-13T15:17:20","slug":"schegge-di-saggezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fondazionecomel.org\/en\/de-litteris-et-artibus-en\/letteratura-en\/schegge-di-saggezza\/","title":{"rendered":"Schegge di Saggezza"},"content":{"rendered":"<p>Ne \u00e8 autore il marchese Piero Bargagli (da Siena) che fu, fra l\u2019altro, scrittore, pittore ed esperto d\u2019arte oltre che amico e compagno di Marcello Comel.<\/p>\n<p>Sono una serie di piccolissimi libretti di poche pagine ciascuno, <em>schegge<\/em> appunto, stampati nel periodo 1981-1982 da C. Cursi, Pisa, che la Fondazione offre ai suoi lettori come un (poco ricorrente nella prassi) esempio di visione libera della vita unita, ovviamente nell\u2019autonomia e responsabilit\u00e0 delle proprie idee, a intelligenza e umorismo, a provocazione e ammiccamento, nel quadro di un gioco non sempre a carte (palesemente?) scoperte.<\/p>\n<p>A volte sul filo sottile della filosofia di Diogene prima che l\u2019originale suo pensiero fosse degradato dai posteri (invidi?) ad assumere il significato poco positivo che \u00e8 noto e a volte in compagnia di un altro senese, ma ducentesco, come Cecco Angiolieri di cui molti ricorderanno l\u2019originale biglietto da visita:<\/p>\n<p><em>S\u2019i\u2019 fosse <\/em><em>foco, arderei\u2019l mondo;\/s\u2019i\u2019 fosse vento, tempestarei;\/s\u2019i\u2019 fosse acqua, i\u2019 l\u2019annegherei;\/s\u2019i\u2019 fosse Dio, mandereil\u2019 en profondo;\/(\u2026)\/S\u2019i\u2019 fosse Cecco, com\u2019 i\u2019sono e fui,\/torrei le donne giovani e leggiadre:\/<\/em><em>le zoppe e vecchie lasserei altrui.<\/em><\/p>\n<p>A questa piccola raccolta fu assegnata come prologo, dall\u2019autore, una nota con alcune considerazioni di Giuseppe Prezzolini, a sua volta di genitori senesi (<em>La bruschetta<\/em>, in \u201cGazzetta Ticinese\u201d del 31 maggio 1980), che sono di seguito riportate e che ne costituiscono proprio il primo librino [<strong>1) Schegge di saggezza<\/strong>].<\/p>\n<p><em>(\u2026) non fui sorpreso di leggere due poesie di Piero Bargagli senese-luganese; perch\u00e9 da tempo intendevo scrivere qualche riga su questa singolare figura, che per amore di donna s\u2019\u00e8 trasferito nella citt\u00e0 dove io sono venuto per desiderio di tranquillit\u00e0. Forse per questo lui scrive versi, io soltanto prosa.<\/em><\/p>\n<p><em>Sebbene preceduto nel mio intento di rivelarlo come nuovo, ma non pi\u00f9 giovane poeta, e scrittore senza et\u00e0 che gli possa essere attribuita, sono in possesso di una sua curiosa pubblicazione ora in versi ed ora in prosa che consiste in librettini, forse tra i pi\u00f9 piccoli dell\u2019editoria italiana, e certamente fra i pi\u00f9 spiritosi, mordenti, formicolanti di pruriti satirici e di cocenti paradossi. Questi libriccioli hanno le dimensioni di un francobollo di tre e mezzo per due e mezzo centimetri. Non sono illustrati. Sono stampati con abbondanza di pagine bianche e contengono minimi pensieri, poesiole, aforismi.<\/em><\/p>\n<p><em>Tutto quello che tende al semplice, al magro, al sostanzioso ed al concreto, tutto quello che abolisce svolazzi, introiti, commenti, appendici mi \u00e8 simpatico. Una delle malattie di tutta la letteratura italiana dai Siciliani a D\u2019Annunzio fu la sovrabbondanza e lo spreco di parole, e specialmente di aggettivi. I nostri poeti, pochi esclusi, furono sovrabbondanti, ed io reagii fin da scolaro con risa, beffe, caricature e contraffazioni. Quando il Bargagli mi regal\u00f2 questi suoi preziosi minuscoli prodotti, ora in versi ora in prosa, ma sempre di proporzioni da biblioteca delle formiche lo riconobbi come un compagno e spero d\u2019essere ricambiato (\u2026).<\/em><\/p>\n<p>Le Schegge sono ora trascritte secondo l\u2019ordine indicato nell\u2019Indice.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>2) DEL DECORO<\/strong><\/p>\n<p>Indecorosamen \/ te nati \/ crescere \u00e8 \/ inevitabile \/ studiare \/ decoroso \/ innamorarsi \/ indecoroso \/ sposarsi \/ ineluttabile.<br \/>\nEssere normali \/ ovvio \/ essere pederasti \/ ecologico \/ essere lesbiche \/ vezzoso \/ fare l\u2019amore \/ gradevole \/ figliare \/ indecoroso.<br \/>\nLavorare \/ decoroso \/ lavorare molto \/ disgustoso \/ avere successo \/ decoroso \/ ostentarlo \/ indecoroso \/ essere glabri \/ decoroso \/ ostendere i peli\/indecoroso.<br \/>\nFare politica decoroso \/ Fare i politici \/ Indecoroso \/ Essere anarchici \/ decoroso \/ essere liberali \/ ingenuo \/ essere socialisti \/ disdicevole.<br \/>\nEssere \/ Malinconici \/ sgradevole \/ suicidarsi da \/ giovani \/ indecoroso \/ suicidarsi da \/ vecchi decoroso \/ morire da \/ coraggiosi \/ dignitoso \/ morire da vili \/ umano.<\/p>\n<p>(Finito di stampare il 29 giugno 1981)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>3) DELLA BUONA SALUTE<\/strong><\/p>\n<p>La buona salute non \u00e8 tanto importante perch\u00e9 tiene lontana la malattia, ma perch\u00e9 tiene lontano il medico. Ricorda che le malattie sono otto o nove: gli altri sono disturbi; per le prime chiama il medico, che ti offra la speranza. I secondi l\u2019organismo fino a 65 anni tende a guarirli da s\u00e9, da 65 a 85 a cronicizzarli, dopo 85 anni a lasciarli morire. Curali a casa finch\u00e9 puoi. Ricorda che anche i rimedi sono otto o nove; tutti gli altri sono nella migliore delle ipotesi palliativi. Comunque accetta fiducioso il placebo. Le cose che fanno peggio cominciano per S. Nell\u2019ordine, le sigarette, gli stress, lo sport, il sale; quando si esagera, naturalmente. Agli uomini fa male anche un\u2019altra S. Alle donne meno. Se per ogni vedovo ci sono parecchie vedove, non \u00e8 colpa della vita pi\u00f9 dura. E\u2019 merito delle mestruazioni. Abbi fiducia nella chirurgia; l\u2019eliminazione o la riparazione di un pezzo sono validi anche in meccanica. Ricorda che il chirurgo lavora vedendo, il medico immaginando. Abbi anche fiducia nelle analisi e nelle radiografie, ma falle leggere sempre a pi\u00f9 d\u2019uno. E anche le diagnosi falle controllare a pi\u00f9 d\u2019uno. Prima della cura, naturalmente. Dopo pu\u00f2 essere tardi. Il medico che ti ordina un farmaco \u00e8 come il muratore che monta sul tetto: aggiusta un tegolo e ne rompe due. Spesso mentre arriva sa gi\u00e0 che cosa ti ordiner\u00e0. Quando inghiotti un farmaco non dimenticare che l\u2019industria che lo ha prodotto non pensava a te, ma al proprio fatturato. E leggi subito le controindicazioni. Chi te lo ha ordinato difficilmente le ricordava. E la buona salute allora? Il segreto \u00e8 semplice: basta scegliersi dei genitori sani e longevi.<\/p>\n<p>(Finito di stampare il 29 giugno 1981)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>4) DE L\u2019INSONNIA E LA STITICHEZZA<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019insonnia e la stitichezza sono strette parenti; l\u2019una e l\u2019altra sono conseguenze del vizio principale dell\u2019uomo: l\u2019impazienza (che \u00e8 poi impazienza di morire). E la miglior cura \u00e8 la pazienza. Aspettate tranquillamente di addormentarvi sdraiati nel letto: il sonno verr\u00e0. Aspettate serenamente di liberarvi seduti sul cesso: qualcosa verr\u00e0. Insonnia e stitichezza sono anche ottime amiche della cultura. L\u2019attesa va confortata da buoni libri, con notevole vantaggio mentale.<\/p>\n<p>Gli impazienti le curano con sonniferi e lassativi che non fanno cha aggravare il male. Oltretutto, essendo gli uni e gli altri veleni, i sonniferi danno stitichezza e i lassativi insonnia. Se si guarda l\u2019insonnia con ottimismo, si pu\u00f2 arrivare invece che a soffrire d\u2019insonnia a godere d\u2019insonnia. Durante ore fattive o fantasticanti. L\u2019ottimismo sulla stitichezza \u00e8 pi\u00f9 difficile. Ma se si riesce ad apprezzare il clistere (delizia dei nostri avi), si possono avere anche momenti di discreto piacere. In fondo il dormire \u00e8 una servit\u00f9 che accorcia la vita, l\u2019evacuazione una operazione mortificante. Non \u00e8 dunque tutto in perdita il ridurli. Ricordate sempre che salvo casi rarissimi di alta patologia, n\u00e9 il sonno n\u00e9 la cacca rinunzieranno alla fine ad arrivare. E rifuggite dai farmaci, nemici anche della borsa.<\/p>\n<p>(Finito di stampare il 29 giugno 1981)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>5) MEMORANDUM PER IL SUPERSTIZIOSO<\/strong><\/p>\n<p>La superstizione \u00e8 una delle poche cose nelle quali sia ragionevole credere: infatti deriva dall\u2019osservazione di fenomeni che vanno ripetendosi nel tempo fino a creare una costanza di tradizione. I naturali nemici della superstizione sono sempre stati la religione e la scienza. E si capisce perch\u00e9: ogni venti secoli qualche religione finisce; ogni venti anni le scienze mutano. Solo la superstizione \u00e8 l\u00e0, immutabile, dalla notte dei tempi.<\/p>\n<p>Ma scusatemi se non posso dirvi altro a proposito di superstizione; sono superstizioso e ho paura che mi porterebbe male. Quindi vi dico solo: attenzione agli jettatori, alle streghe, ai gatti neri, al sale e all\u2019olio versati, alla rottura degli specchi, a passar sotto alle scale, alle pecore a sinistra, al carro funebre vuoto, al venerd\u00ec, al 13, al 17, alla luna attraverso il vetro, al cappello sul letto, al canto della civetta, all\u2019opale, all\u2019agata, alle comete, al color viola, alle spille e ai fazzoletti regalati, alle vipere, agli scorpioni, e chi pi\u00f9 ne sa, pi\u00f9 stia attento.<\/p>\n<p>Ma anche se sta attento non dimentichi di adornarsi di amuleti e di talismani, visto che tra l\u2019altro ve ne sono di graziosissimi.<\/p>\n<p>Un buon ciondoletto con il tredici, un corno di corallo, un elefantino con la proboscide all\u2019ins\u00f9, un quadrifoglio, un pelo di tasso, un gobbetto d\u2019oro o meglio vero, un nastro rosso, uno scarabeo, una zampetta di coniglio siano sempre a portata di mano per difendervi; e meglio ancora la compagnia di una vergine. E toccate, toccate: talismani, amuleti, chiavi, legno, palle, sederi.<\/p>\n<p>Porta sempre bene. Anche se doveste prendere un manrovescio. Porta bene anche quello. Porta invece male la ceffata a mano aperta. Ai tempi dell\u2019onore poteva anche portare alla morte (in duello).<\/p>\n<p>(Finito di stampare il 29 giugno 1981)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>6) DELLA LETTERATURA MURALE<\/strong><\/p>\n<p>A tutti i \/ bastardi \/ che scrivono sui \/ muri \/ di politica o di \/ calcio \/ di galera o di \/ ribellione, \/ Juventus troia \/ Giovannino libero \/ Zaccanguer \/ possa Dio \/ all\u2019improvviso \/ vendicando i \/ marmi delle \/ chiese \/ gli intonaci dei \/ palazzi \/ trasformare in \/ veleno la \/ vernice \/ in vipera il \/ pennello, \/ dannarli tra gli \/ spasimi \/ per avere \/ lordato ci\u00f2 che \/ \u00e8 bello.<\/p>\n<p>Ma uno vorrei \/ che salvasse fra \/ mille: \/ chi ha scritto in \/ via Trieste \/ Irene, \/ la topa ti fa \/ scintille.<\/p>\n<p>(Finito di stampare il 29 giugno 1981)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ne \u00e8 autore il marchese Piero Bargagli (da Siena) che fu, fra l\u2019altro, scrittore, pittore ed esperto d\u2019arte oltre che amico e compagno di Marcello Comel. 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