{"id":5866,"date":"2017-06-01T09:00:00","date_gmt":"2017-06-01T09:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fondazionecomel.org\/2017\/06\/01\/apocrifa-homo-sapiens\/"},"modified":"2017-06-01T09:00:00","modified_gmt":"2017-06-01T09:00:00","slug":"apocrifa-homo-sapiens","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fondazionecomel.org\/en\/dialogando-en\/apocrifa-homo-sapiens\/","title":{"rendered":"APOCRIFA: Homo sapiens"},"content":{"rendered":"<p>Un gruppo internazionale di paleontologhi, per il tramite di scoperte di nuovi fossili e di utilizzo di tecniche e strumentazioni sempre pi\u00f9 sofisticate, retrodata sensibilmente l\u2019apparizione sulla terra del prototipo di <em>homo sapiens<\/em>: non pi\u00f9 i 195.000 e rotti anni che ne collocavano la culla in Etiopia, ma i 300.000-350.000 anni che, allo stato, individuano invece il Marocco.<\/p>\n<p>Rimaniamo comunque sempre nella zona del Nord Africa e delle faticose scoperte scientifiche che procedono lentamente e a piccoli passi e la notizia \u00e8 destinata, segnatamente, pi\u00f9 a un contenuto uditorio di esperti e interessati che al grande pubblico al quale, considerando tra l\u2019altro le attuali tendenze alimentari e dietetiche (tracimate perfino in politica), non piacer\u00e0 apprendere che desso era uso cibarsi voracemente di gazzelle, gnu, zebre e uova di struzzo.<\/p>\n<p>Appena fuori dalla novit\u00e0 di scienza, in realt\u00e0 sorge per\u00f2 spontaneamente qualche considerazione di senso pi\u00f9 filosofico.<\/p>\n<p>Raddoppiare, pi\u00f9 o meno, il termine iniziale della comparsa ominide sulla terra non ha, a ben vedere, rilevanza alcuna se non per la paleontologia: siamo, e rimaniamo, gli ultimi arrivati dopo circa 13,7 miliardi di anni trascorsi dal cos\u00ec detto Big Bang e dopo che la vita sembra sia comparsa, da noi, solo 3,6 miliardi all\u2019incirca di anni or sono.<\/p>\n<p>La vicenda che ha portato alla comparsa dell\u2019umanit\u00e0 quale tendiamo a considerarla allo stato delle conoscenze \u00e8 comunque stata (secondo i nostri parametri soggettivi che non contemplano i tempi reali) lunga, irta di difficolt\u00e0, caratterizzata da una conoscenza sostanzialmente ancora carsica e verosimilmente non terminata, ma <em>in fieri<\/em> sebbene in modo, quantomeno a livello empirico, non avvertibile.<\/p>\n<p>Una ineludibile (all\u2019osservazione) caratteristica di questo strano essere che \u00e8 l\u2019uomo, la cui evoluzione sembra essersi separata da quella delle grandi scimmie 6 o 7 milioni di anni fa, \u00e8 di portare seco uno sconcertante dualismo, sostanzialmente refrattario ai benefici evoluzionistici, che in vario modo e con alterne risultanze affatica del pari la scienza, la filosofia e la teologia: essere, infatti, in grado di pensare e compiere cose eccelse e cose infime, il bene pi\u00f9 luminoso e il male pi\u00f9 oscuro.<\/p>\n<p>Una divisione esistenziale quasi di ispirazione manichea all\u2019applicazione della quale non sfugge la storia umana che, da sempre, condivide ominosit\u00e0 <em>et<\/em> umanesimo in misure e proporzioni tendenzialmente quasi sempre poco rassicuranti, anche se (forse) mai al punto da spegnere, quantomeno negli spiriti migliori, la speranza e quindi la disponibilit\u00e0 e la dedizione verso gli altri corrispondenti ad una cooperazione, ciascuno per la propria competenza, nella costruzione del futuro o almeno per il traghettamento della vita verso il futuro.<\/p>\n<p>Divisione esistenziale sulla quale, affaticandosi nel tempo, lo spirito tenta di intravedere una risposta al fondamentale e irrisolto problema del male: trovarsi a quei tempi faccia a faccia, nella savana, con uno o pi\u00f9 di questi nostri ingombranti antenati poteva verosimilmente corrispondere all\u2019ultimo atto (in senso figurato, ben inteso) di una esistenza personale, cos\u00ec come lungo il dipanarsi del tempo nella storia \u00e8 sempre stato presente e operante, con i rispettivi parametri differenziali dovuti all\u2019evoluzione, l\u2019uomo malamente pericoloso e funesto per il suo prossimo e tuttora questo avviene con sconcertante e precisa ripetitivit\u00e0 in tutto il mondo, sebbene non sempre, per fortuna, con il medesimo grado di efficacia.<\/p>\n<p>Possiamo accettare che l\u2019irenica visione poetica ottocentesca (<em>Dal d\u00ec che nozze e tribunali ed are dier alle umane belve esser pietose di s\u00e9 stesse e d&#8217;altrui<\/em>\u2026) tracci una sorta di ideale displuvio, molto lontano nel tempo, che in poche ma corrette parole sintetizzi il cammino nondimeno lungo e barcollante della civilizzazione facendone carico, in sostanza, a Dio e agli uomini stessi (quelli con la speranza), ma non riusciamo a chiudere gli occhi (facendolo tradiremmo la civilt\u00e0 che a tanti \u00e8 costata la vita stessa) di fronte alle bestie attuali che continuano a scorrazzare, a loro uso mucido et ominoso non disgiunto neanche forse da un invertito senso, comunque patologico, di potere sul prossimo, nello spazio comune.<\/p>\n<p>E lascia senza fiato che soggetti comunque diversi per etica e cultura, o apparentemente pi\u00f9 normali, non rinuncino alla mescolanza con il male, ma lo accettino dissennatamente e colpevolmente in nome del denaro, come ad esempio con la vendita delle armi laddove se questo non avvenisse a molte fra l\u2019empie bestie in circolazione non rimarrebbe che sfogare i propri istinti picchiandosi ossi (o ossa) sul cranio, come nel prologo di Odissea nello spazio.<\/p>\n<p>S\u00ec, diciamo pure che non se li porta tanto bene, i suoi 350.000, questo povero uomo desolatamente e inutilmente <em>sapiens<\/em> e che li dimostra proprio tutti.<\/p>\n<p>LMPD<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un gruppo internazionale di paleontologhi, per il tramite di scoperte di nuovi fossili e di utilizzo di tecniche e strumentazioni sempre pi\u00f9 sofisticate, retrodata sensibilmente l\u2019apparizione sulla terra del prototipo di <em>homo 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