{"id":5895,"date":"2016-12-15T09:00:51","date_gmt":"2016-12-15T09:00:51","guid":{"rendered":"https:\/\/fondazionecomel.org\/2016\/12\/15\/apocrifa-moltitudini\/"},"modified":"2016-12-15T09:00:51","modified_gmt":"2016-12-15T09:00:51","slug":"apocrifa-moltitudini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fondazionecomel.org\/en\/dialogando-en\/apocrifa-moltitudini\/","title":{"rendered":"APOCRIFA: Moltitudini"},"content":{"rendered":"<p>In effetti i Paesi europei di strada da percorrere per giungere (oltre all\u2019euro) a realizzare l\u2019unione, e non solo a parlarne, ne hanno davanti ancora molta.<\/p>\n<p>Fino a quando i migranti giungevano solo in Italia la quale, fra i cos\u00ec detti PIGS (garbata formula per indicare, nel giornalismo economico anglosassone, il sud della Comunit\u00e0: Portogallo, Italia, Grecia, Spagna), \u00e8 per posizione geografica la pi\u00f9 facile da raggiungere -con Lampedusa a un tiro di schioppo dalle coste africane- in molti se ne stavano tranquilli nella loro sostanziale estraneit\u00e0, salvo poche (sobrie) parole di circostanza, come le condoglianze, protetti com\u2019erano dalla Convenzione di Dublino -entrata in vigore dal 1997 nell\u2019ambito di tutto un altro scenario internazionale- e dalla proverbiale disorganizzazione e lentezza dell\u2019amministrazione del nostro Paese, pronto di cuore e di civilt\u00e0, ma sfortunatamente facile da emarginare politicamente.<\/p>\n<p>Ora, viceversa, lo scenario si sta modificando rapidamente a misura che i flussi migratori, spinti dalla necessit\u00e0 di rispondere e di smaltire, verosimilmente, maggior e pi\u00f9 impellente domanda, mettono alla prova altre frontiere europee che fanno cos\u00ec esperienza <em>obtorto collo<\/em> di questa tragedia multilaterale oltre che in crescita.<\/p>\n<p>E le risposte, meglio chiamarle reazioni, che i singoli Stati forniscono, ciascuno pressato da preoccupazioni di casa propria (in s\u00e9 comprensibili -come lo sono peraltro quelle italiane, per lungo tempo inascoltate e sottovalutate sia fuori sia dentro-), pur non condivisibili nel merito delle non-soluzioni, rimangono comunque allarmanti segnali da considerare con la responsabilit\u00e0 di trovare soluzioni diverse dal filo spinato e dai muri di non lontana memoria (per chi ce l\u2019ha).<\/p>\n<p>Poich\u00e9 l\u2019apertura del corridoio dalla Grecia attraverso i Balcani, tra l\u2019altro pi\u00f9 capiente e quindi pi\u00f9 efficiente di quello di Lampedusa, ha scoperto la debolezza e l\u2019impreparazione (per non dire altro), oltre che dei governi dei Paesi principali anche di governi che sono gi\u00e0 UE, ma non ancora tutti Schengen, e che comunque riflettono anche corrispondenti difficili crisi ed ostilit\u00e0 in cui penetrano le radici della storia passata. Donde le reciproche accuse, le chiusure, le polemiche e il rimpallo dei profughi.<\/p>\n<p>Che sono ora obiettivamente tantissimi, ma che saranno sempre di pi\u00f9 se consideriamo con un minimo di realismo la situazione geo-politica (Medio Oriente ed Africa) dalla quale essi provengono in (legittima peraltro) cerca di salvezza.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 la divisione concettuale fra chi fugge dalla guerra, da accogliere, e chi fugge dalla miseria, da rimandare, oltre a non essere agevole da applicare nei fatti, con il rischio elevato di ingiustizia e discriminazione che comporta la scelta, non lo \u00e8 nemmeno in teoria senza toccare un pericoloso corto circuito di coscienza: chi cerca di salvarsi dall\u2019ISIS ha la prelazione, ma chi cerca di non morire di fame?<\/p>\n<p>D\u2019altra parte un\u2019accoglienza non contingente, ma definitiva, di questi flussi biblici postula d\u2019impostare a soluzione reale, e non meramente propagandistica, problemi concreti circa la possibilit\u00e0 di assorbimento sui vari territori di destinazione finale in termini di offerta di lavoro ed integrazione (casa, scuola, assistenza medica, cultura <em>etc<\/em>) senza le quali condizioni si porrebbe incoscientemente il seme per criticit\u00e0 da vertigine nel medio termine. E\u2019 l\u2019<em>humus<\/em> nel quale, non per niente, i movimenti xenofobi coltivano ovunque con successo crescente le loro attuali fortune poich\u00e9 traggono nutrimento dalle (fondate) preoccupazioni che serpeggiano fra le popolazioni le quali non conoscono come, in realt\u00e0, intendano poi muoversi UE ed i rispettivi governi. Probabilmente perch\u00e9, allo stato, dopo anni persi scaricare il problema montante sull\u2019anello pi\u00f9 debole (l\u2019Italia) non lo sanno ancora neanche loro.<\/p>\n<p>E per quanto (ancora) non si voglia, anche perch\u00e9 fondatamente si teme quello che uscirebbe scoperchiando il vaso -viste le incapacit\u00e0 et incomprensioni reciprocamente rilevate, ad esempio, per Siria, Libia, ISIS- assumersi vere responsabilit\u00e0 di difesa europea (che comprende anche, ma non solo la migliore gestione possibile del problema umanitario, con quello che consegue) ecco che colpevolmente non esiste (ancora) una seria prospettiva comune per far s\u00ec che questi flussi umani non siano costretti a migrare. Intervenendo, cio\u00e8, sulle condizioni di causa pi\u00f9 che di effetto: la cura della grave malattia \u00e8 circoscritta al tentativo, nemmeno concorde, di passare al malato un antipiretico.<\/p>\n<p>Purtroppo la cura \u00e8, e sar\u00e0, pericolosa e costosa per i troppo distratti curanti (nel caso della Libia, l\u2019operazione \u00e8 riuscita mentre il malato \u00e8 morto), ma non serve nulla ora recriminare sul comportamento miope e gretto di troppi politici europei che all\u2019insegna del mai tramontato <em>non olet<\/em> o della reciproca discordia hanno incentivato o protetto regimi o situazioni per meri propositi d\u2019interesse con il risultato che questi ora sono implosi (<em>natura non facit saltus<\/em>) liberando miriadi di spore venefiche e rapide come schegge.<\/p>\n<p>Il vizio peraltro sembra continuare perch\u00e9 sembra evidente che senza adeguati e condizionanti appoggi politici e pi\u00f9 adeguati ancora massicci finanziamenti non si spiegherebbe, ad esempio, la capacit\u00e0 operativa dell\u2019ISIS che non si limita a distruggere pezzi insostituibili del patrimonio culturale dell\u2019umanit\u00e0 (dimostrando nei fatti la propria estraneit\u00e0 sia dalla cultura sia dal concetto, ancorch\u00e9 pur esso scivoloso, di umanit\u00e0).<\/p>\n<p>E senza considerare l\u2019inversione storico-strategica del fatto in s\u00e9: dalla cortina di ferro (come da quella di bamb\u00f9) non si usciva -se non a rischio effettivo della vita- perch\u00e9 il regime giudicava disdicevole che suoi sudditi-cittadini dimostrassero per fatti concludenti al mondo l\u2019ossimoro della fuga volontaria dal paradiso in terra, mentre da queste si esce e come -peraltro sempre a rischio della vita- perch\u00e9 i rispettivi regimi giudicano un proprio successo (difficile dar loro torto, mettendosi da quella parte) liberarsi da oppositori, bocche inutili e zavorra e, contemporaneamente, destabilizzare i Paesi terzi che considerano nemici.<\/p>\n<p>Nel mezzo, come sempre, chi tiene i piedi in tre scarpe solo perch\u00e9 ha tanti soldi e gli alleati, comprensivi, glielo consentono.<\/p>\n<p><strong>Luca Pedrotti Dell&#8217;Acqua<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In effetti i Paesi europei di strada da percorrere per giungere (oltre all\u2019euro) a realizzare l\u2019unione, e non solo a parlarne, ne hanno davanti ancora molta.\u00a0Fino a quando i migranti giungevano solo in Italia la quale, fra i cos\u00ec detti PIGS (garbata formula per indicare, nel giornalismo economico anglosassone, il sud della Comunit\u00e0: Portogallo, Italia, Grecia, Spagna), \u00e8 per posizione geografica la pi\u00f9 facile da raggiungere&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":13,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[808,805,850],"tags":[],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v17.6 - 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