{"id":5916,"date":"2016-12-04T17:17:11","date_gmt":"2016-12-04T17:17:11","guid":{"rendered":"https:\/\/fondazionecomel.org\/2016\/12\/04\/disfunzioni-del-pronto-soccorso-non-riorganizzazione-del-servizio-medici-medicina-generale-chiamati-risolvere-la-situazione\/"},"modified":"2016-12-04T17:17:11","modified_gmt":"2016-12-04T17:17:11","slug":"disfunzioni-del-pronto-soccorso-non-riorganizzazione-del-servizio-medici-medicina-generale-chiamati-risolvere-la-situazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fondazionecomel.org\/en\/dialogando-en\/dal-mondo-sanitario-en-2\/disfunzioni-del-pronto-soccorso-non-riorganizzazione-del-servizio-medici-medicina-generale-chiamati-risolvere-la-situazione\/","title":{"rendered":"Disfunzioni del pronto soccorso: non riorganizzazione del servizio, ma medici di medicina generale chiamati a risolvere la situazione"},"content":{"rendered":"<p>Venuta alla luce la tragica realt\u00e0 di alcune strutture del pronto soccorso, la ricetta suggerita per la risoluzione della situazione non prevede una riorganizzazione degli ospedali con miglior utilizzo dei fondi ma il coinvolgimento dei medici di medicina generale.<br \/>\nIl ministro della Salute, Renato Balduzzi, invitato ad una trasmissione su Rai Tre, dichiara:<br \/>\n\u00abGli accessi al pronto soccorso sono quasi 23 milioni l&#8217;anno, il 15% sbocca in un ricovero, l&#8217;85% viene dimesso. In questa percentuale c&#8217;\u00e8 una parte di accesso non appropriato. Dunque ho chiesto ai medici di medicina generale di arrivare alla fine di un percorso lungo: la medicina di base deve funzionare 7 giorni su 7 e gli ambulatori dalle 8 alle 20. Ebbene, ho trovato una buona risposta da parte dei medici di famiglia; sono moderatamente ottimista che nel prossimo Patto della salute si possa ragionare in questi termini\u00bb.<br \/>\nEcco come le organizzazioni che rappresentano una larga parte dei medici di medicina generale hanno commentato le affermazioni:<br \/>\nLa Simg per bocca del suo Presidente Claudio Cricelli commenta: \u00abVogliamo essere protagonisti della riorganizzazione delle cure primarie e ci faremo carico delle esigenze legate alla maggiore copertura assistenziale e alle nuove responsabilit\u00e0 professionali. Ma siamo preoccupati perch\u00e9 siamo stati esclusi dal tavolo di lavoro che porter\u00e0 alla stesura del nuovo Patto per la Salute. Per compensare il minor finanziamento rispetto al fabbisogno stimato, si ipotizzano soluzioni quasi esclusivamente a carico dei percettori delle prestazioni. La globale riorganizzazione delle cure primarie migliorer\u00e0 la regolazione dell&#8217;offerta, rimoduler\u00e0 i servizi e assester\u00e0 il rapporto con le prestazioni specialistiche ospedaliere, compensando cos\u00ec in 3 anni il definanziamento ed il disavanzo strutturale del Servizio sanitario nazionale. Ma devono essere affrontate in sede tecnica, con esclusivo riguardo e attenzione alle competenze delle parti, le proposte e le soluzioni disponibili superando una volta per tutte le attuali limitazioni ed esclusioni\u00bb.<br \/>\nLo Snami per bocca del suo presidente Angelo testa commenta: \u00abInvece di risolvere i problemi si preferisce praticare lo sport dello scaricabarile e cos\u00ec la medicina generale fa da capro espiatorio al fallimento del sistema per carenze e incompetenze altrui. Da tempo lo Snami, inascoltato, ha proposto il suo modello h24 per un&#8217;assistenza continuativa, con \u2018postazioni filtro\u2019 sul territorio e nei pressi dell&#8217;ospedale, in alternativa a Case della salute e grupponi vari non attuabili concretamente. Si stanno smobilitando gli ospedali ma nel contempo non hanno potenziato il territorio. Alla crescente domanda di salute ed all&#8217;aumento delle cronicit\u00e0, l&#8217;unica risposta \u00e8 stata il sottodimensionamento dei pronto soccorso che, soprattutto nei momenti critici come ad esempio l\u2019epidemia influenzale, a causa dell&#8217;eccesso di prestazioni richieste vanno al puntuale collasso totale. E in questi frangenti paga il territorio, cio\u00e8 la medicina generale, cenerentola della sanit\u00e0 ma da sempre ai vertici del gradimento dei pazienti\u00bb.<br \/>\nLe proposte della Aimef in occasione della X Assemblea nazionale sono: \u00abCoinvolgimento diretto dei medici nella pianificazione dei servizi; partecipazione della medicina di famiglia agli organi di governo delle Asl; presenza del medico di famiglia in pronto soccorso per i codici bianchi e verdi\u00bb.<br \/>\nLa Fimmg per bocca del segretario nazionale Giacomo Milillo commenta: \u00abStiamo subendo da giorni attacchi ingiustificati da parte dei media che, pi\u00f9 o meno velatamente, accusano i medici di medicina generale di essere i principali responsabili della situazione di caos nei pronto soccorso italiani. Siamo indignati per i ripetuti attacchi e ci rifiutamo di diventare il capro espiatorio di una situazione grave della quale i medici di famiglia non hanno nessuna responsabilit\u00e0. In varie occasioni il medico di famiglia \u00e8 stato dipinto dai mezzi di comunicazione come una sorta di fannullone che prescrive esami e farmaci in modo scriteriato. Queste accuse infondate ci riempiono di sdegno. Ci sono decine di migliaia di professionisti che ogni giorno servono 2 milioni di cittadini, portando avanti sempre pi\u00f9 faticosamente ma con passione e responsabilit\u00e0 il loro lavoro. Non possiamo rimanere in silenzio di fronte ad attacchi infondati che gettano fango sui un&#8217;intera categoria, apprezzata e stimata dai cittadini. E&#8217; noto a tutte le fonti di informazione che, come risulta da recenti sondaggi indipendenti, circa l&#8217;80% degli italiani ha espresso piena fiducia nel proprio medico di famiglia. Ci sorprende infine l&#8217;ipocrisia di qualche solito politico, pronto a cambiare la propria opinione in un batter d&#8217;occhio pur di trovare un capro espiatorio su cui scaricare tutte le responsabilit\u00e0 per le inefficienze del sistema\u00bb.<br \/>\nInteressante la disamina dello Snami su alcune cause di accesso al pronto soccorso \u2018su base finanziaria\u2019: \u00abOggi recarsi al pronto soccorso e fare degli accertamenti a basso costo, evitando il ticket che ordinariamente si dovrebbe pagare, diventa a volte quasi una necessit\u00e0 ed in altri casi una furba e cattiva abitudine tutta italiana. Anche perch\u00e9 dalle statistiche risulta che il 70% degli accessi in ospedale \u00e8 un codice verde, per cui non si paga il ticket, e solo il 10% sono codici bianchi per cui si paga solo un piccolo contributo\u00bb. Ma che filtro ci pu\u00f2 essere sul territorio se per il cittadino \u00e8 pi\u00f9 conveniente, soprattutto economicamente, rivolgersi all&#8217;ospedale?.<br \/>\nDomenico Salvago, presidente regionale Snami Sardegna riporta la sua realt\u00e0 sociale: \u00abNei nostri territori in cui c&#8217;\u00e8 un forte radicamento della medicina territoriale, con presenza capillare e costante dei medici di famiglia\u00bb perlopi\u00f9 \u00abassociati in rete o in gruppo tra loro abbiamo verificato che la stragrande maggioranza degli accessi incongrui al pronto soccorso ospedaliero si verificano per evitare i costi ed i tempi della diagnostica\u00bb.<br \/>\nIn conclusione sembra che la tragica realt\u00e0 del pronto soccorso sia solo la punta dell\u2019iceberg e che la ricetta corretta debba riesaminare tutta l\u2019organizzazione ovvero le liste d&#8217;attesa eccessivamente lunghe, i tagli indiscriminati al numero dei posti letto e delle unit\u00e0 di personale medico ed infermieristico, il sottodimensionamento dei pronto soccorso e del 118, i mancati investimenti a favore della medicina territoriale con conseguente carenza di strutture territoriali per anziani e disabili altrimenti, riportando una frase colorita di Testa, si vuole \u201cfare le nozze con i fichi secchi\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venuta alla luce la tragica realt\u00e0 di alcune strutture del pronto soccorso, la ricetta suggerita per la risoluzione della situazione non prevede una riorganizzazione degli ospedali con miglior utilizzo dei fondi ma il coinvolgimento dei medici di medicina generale. 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