{"id":5938,"date":"2016-09-15T09:00:03","date_gmt":"2016-09-15T09:00:03","guid":{"rendered":"https:\/\/fondazionecomel.org\/2016\/09\/15\/lapprofondimento-potere-guarigione-della-mente\/"},"modified":"2016-09-15T09:00:03","modified_gmt":"2016-09-15T09:00:03","slug":"lapprofondimento-potere-guarigione-della-mente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fondazionecomel.org\/en\/dialogando-en\/newsletter-en\/approfondimento-en\/lapprofondimento-potere-guarigione-della-mente\/","title":{"rendered":"L&#8217;APPROFONDIMENTO: Il potere di guarigione della mente"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;OMS (Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0) definisce la salute come una condizione di completo benessere fisico, mentale, sociale. E&#8217; una definizione che ci invita a guardare l&#8217;individuo in un insieme pi\u00f9 ampio. Oggi sono scientificamente confermate le influenze che anche la mente (stato-mentale) esercita sulla salute, sui parametri fisiologici e sulle risposte del sistema immunitario. Numerosi studi realizzati su monaci orientali che coltivano la benevolenza o su laici inesperti che vangano guidati a brevi esercizi di meditazione, mostrano come risposte fisiologiche positive si ottengano gi\u00e0 dopo pochi giorni in cui si svolgano venti minuti di meditazione quotidiani, portando la mente ad assumere un orientamento pi\u00f9 bilanciato e a estinguere le contaminazioni mentali\u00b9. Non solo. Anche porre sul viso un&#8217;attitudine di sorriso genera a cascata trasformazioni biochimiche e risposte cerebrali positive, che si riverberano sullo stato-mentale abituale (trasformazioni in aree cerebrali), sulle capacit\u00e0 cognitive e sulla salute (riduzione dei processi infiammatori, elevate risposte del sistema immunitario ecc). E&#8217; possibile? La salute influenzata&#8230; da un sorriso? Perch\u00e9 accade? E come sorridere, quando nulla ci porterebbe a farlo?<\/p>\n<p><strong>La psico-immuno-endocrinologia<\/strong><\/p>\n<p>Oggi la scienza ne ha scoperte le ragioni. Circa vent&#8217;anni fa \u00e8 stata scoperta l\u2019esistenza di molecole (<em>peptidi<\/em>) che circolano nel corpo collegando tra loro i sistemi immunitario, endocrino, nervoso, cerebrale. I <em>peptidi<\/em> sono molecole-messaggere, che una volta in circolo, portano in quella parte del corpo la loro informazione chimica. Ma la vera scoperta \u00e8 un&#8217;altra. Immaginando che i <em>peptidi<\/em> abbiano la forma di una chiave, una volta in circolo essi andranno a inserirsi (e porteranno la loro informazione chimica) ovunque trovino la \u201cgiusta serratura\u201d (il recettore adatto). Dove c\u2019\u00e8 la \u201cgiusta serratura\u201d l\u00ec il <em>peptide<\/em> entra portando il suo messaggio chimico. Si \u00e8 scoperto che esistono\u00a0\u201cidentiche serrature\u201d (identici <em>recettori<\/em>) nel sistema immunitario, endocrino, nervoso. Significa che questi sistemi e l&#8217;intero corpo, parlano un medesimo linguaggio e si scambiano tra loro \u201cinformazioni chimiche\u201d, creando una vera e reale connessione tra quello che potremmo definire <em>corpo-mente<\/em>.<\/p>\n<p>Dal diario di Candace Pert, ricercatrice che fece parte del team di ricerca: \u201cSintetizzammo i dati da cui risultava che tanto nel cervello quanto nel sistema immunitario si riscontrava la presenza degli stessi peptidi, e che il sistema nervoso, quello endocrino e quello immunitario erano integrati sul piano funzionale in quella che si presentava come una rete <em>psicoimmunoendocrina<\/em>. Si trattava di una considerazione chiave, che veniva esposta per la prima volta in forma stampata al mondo scientifico. La nostra ipotesi, per la verit\u00e0 ardita, era che occorreva prendere in seria considerazione quella rete per spiegare la patologia non soltanto del cancro, ma anche di altre malattie. [\u2026] Ci\u00f2 che avevamo accertato nella nostra ricerca era che il cervello, le ghiandole, il sistema immunitario, e in sostanza l&#8217;organismo intero, erano uniti in uno straordinario sistema coordinato dall&#8217;azione di molecole-messaggere discrete e specifiche. Queste scoperte ci avevano spinto a formulare degli interrogativi interessanti. Per esempio, il sistema endocrino comunicava con il sistema immunitario? [\u2026] Ma dovevamo anche prendere in considerazione un quesito pi\u00f9 inquietante che era emerso dalla nostra ricerca, e cio\u00e8 il seguente: il cervello comunicava con il sistema immunitario? E questo aveva delle ripercussioni sulla diffusione o regressione delle cellule cancerose o sulle reazioni immunitarie contro i tumori? [\u2026] Sapevamo che quanto stavamo cercando era addirittura dirompente e rivoluzionario: si trattava nientemeno che del ruolo svolto dalla mente (stato-mentale), nell&#8217;origine, nello sviluppo o nella regressione dei tumori e delle malattie\u201d\u00b2.<\/p>\n<p>E&#8217; il motivo per cui stati d\u2019animo negativi o emozioni distruttive (come rabbia, paura, avversione) intaccano realmente per esempio il sistema immunitario indebolendolo, o il sistema endocrino, alterandolo. E analogamente, \u00e8 il motivo per cui attitudini equilibrate (quelle che l&#8217;oriente chiama \u201csane\u201d in contrapposizione a \u201cnon-sane\u201d) trasformano realmente la risposta fisica e chimica del corpo agli eventi che incorrono.<\/p>\n<p>Sistema immunitario, endocrino, nervoso e cerebrale parlano un linguaggio comune. Una vera rivoluzione sul fronte della medicina. Significa che una malattia influenza <em>realmente<\/em> il nostro stato d\u2019animo. Ma anche, che il nostro stato d&#8217;animo influenza realmente il nostro corpo: la sua fisiologia, la risposta alle malattie o l&#8217;andamento\/risposta\/esito di fronte a un medesimo evento patologico o traumatico. La casistica che mostra gli straordinari effetti che una mente bilanciata ha sulla salute \u00e8 molto ampia\u00b3.<\/p>\n<p>Oggi sono numerosi gli studi che mostrano gli effetti positivi che anche la meditazione o la preghiera esercitano sui parametri fisiologici. Questo spiegherebbe per esempio la longevit\u00e0 dei monaci orientali, che pure non si sottopongono a cure salutistiche n\u00e9 vivono in condizioni agiate. Il semplice fatto di prendersi cura della propria mente, orientandola a un\u2019attitudine di benevolenza, trasforma anche il loro corpo. E\u2019 esperienza diffusa come questi risultati non siano patrimonio solo di monaci, ma siano raggiungibili da tutti: un semplice esercizio di respirazione svolto per venti minuti al giorno avvia questo processo, le cui ricadute chimiche benefiche sono oggi confermate dalla scienza. Ma da dove iniziare? Come placare e rendere tranquilla la mente quando nulla ci porterebbe a farlo?<\/p>\n<p><strong>Un sorriso&#8230; negli occhi!<\/strong><\/p>\n<p>Il neurofisiologo americano Paul Ekman, professore di Psicologia e Direttore dello <em>Human Laboratory<\/em> presso l\u2019Universit\u00e0 della California e la <em>Medical School<\/em> di San Francisco, ha dedicato la vita a studiare le emozioni e i loro i loro riflessi organici. In particolare, il sorriso. Ha viaggiato per il mondo esplorando anche popoli lontani e trib\u00f9 non venute a contatto con la civilt\u00e0 occidentale, e ha portato le sue conclusioni all\u2019interno di noti studi e degli incontri <em>Mind and life<\/em>. Si tratta di simposi scientifici di grande rilevanza in cui Oriente e Occidente uniti da un profondo interesse per il benessere dell\u2019uomo esplorano insieme, tra scienza e spiritualit\u00e0, ci\u00f2 che pu\u00f2 trasformare in meglio la nostra salute, la nostra mente, la nostra vita. Sono presenti scienziati provenienti da tutto il mondo, e con essi anche il Dalai Lama e altri monaci orientali.<\/p>\n<p>In quell&#8217;occasione Paul Ekman ha spiegato che il sorriso, questo semplice gesto:<br \/>\n\u2022coinvolge in realt\u00e0 ben oltre 10 muscoli del viso;<br \/>\n\u2022che \u00e8 uguale in tutti gli uomini e tutte le civilt\u00e0, ovunque (quando una persona prova un moto di contentezza o un buon orientamento interiore, il suo viso assume spontaneamente un&#8217;attitudine che si manifesta coi medesimi tratti e movimenti muscolari del volto);<br \/>\n\u2022che \u00e8 contagioso (il vero sorriso contagia; per questo sorridiamo per esempio davanti a un film; anche trib\u00f9 primitive accostate con espressioni di gentilezza e sorriso, sorridono a propria volta e mostrano un&#8217;attitudine benevola);<br \/>\n\u2022che il sorriso scatena nel corpo mutamenti chimici involontari positivi a carico del sistema immunitario, endocrino e cerebrale.<\/p>\n<p>Ma ci\u00f2 che \u00e8 interessante \u00e8 che Ekman ha spiegato che il vero sorriso (quello che produce questi effetti) non coinvolge tanto i muscoli della bocca quanto quelli degli occhi. E che accade anche il contrario: ponendo negli occhi un\u2019attitudine volontaria di sorriso, scatta una reale trasformazione interiore e chimica positiva. Il sorriso negli occhi&#8230; ci guarisce!<\/p>\n<p>Incuriosita dagli studi di Ekman, ho iniziato a provare: per esempio in auto in mezzo al traffico o nei momenti di umore difficile. Trovavo ispirazione anche pensando al sorriso del Dalai Lama: l\u2019immagine del suo volto, cos\u00ec benefico e accogliente, mi contagiava. Provando, mi sono resa conto che il \u201csorriso negli occhi\u201d non pu\u00f2 essere falso: se ci concentriamo sugli occhi (e non sulla bocca) con l\u2019intenzione di porre l\u00ec un sorriso, siamo obbligati a un gesto mimico che si traduce per cos\u00ec dire nell&#8217;\u201caccenderli\u201d: mettere l\u00ec una luce; questo trasforma realmente anche il nostro cuore. Non si tratta di fare una smorfia col viso n\u00e9 di percepire solo una velata serenit\u00e0: \u00e8 un\u2019apertura autentica che sorge; il cuore si rilassa, si apre. E\u2019 come se questo gesto ci mettesse in contatto con la reale possibilit\u00e0 della nostra mente di stare bene, l\u00ec dov\u2019\u00e8; e questo apre una trasformazione (decontrazione) progressiva anche dei parametri fisiologici. Il sorriso, da segnale di benessere e contentezza, diventa \u201cmotore\u201d di benessere e contentezza.<\/p>\n<p>\u201cIn sintesi, il cervello \u00e8 molto ben integrato con il resto del corpo a livello molecolare, al punto che l&#8217;espressione <em>cervello mobile<\/em> \u00e8 una definizione calzante per designare la rete psicosomatica attraverso la quale le informazioni intelligenti viaggiano da un sistema all&#8217;altro. Ognuno dei settori o sistemi della rete -quello neurale, ormonale, gastrointestinale e immunitario- \u00e8 fatto per comunicare con gli altri, mediante i peptidi e i recettori dei peptidi che hanno la funzione specifica di trasmettere messaggi. In ogni istante si verifica nel corpo un massiccio scambio di informazioni [\u2026]. I neuropeptidi e i recettori, ovvero le basi biochimiche dell&#8217;emozione, sono i messaggeri che trasportano informazioni per collegare fra loro i grandi sistemi dell&#8217;organismo in una sola unit\u00e0 che possiamo definire corpo\/mente. Non possiamo pi\u00f9 attribuire alle emozioni minor validit\u00e0 che alla sostanza fisica e materiale, anzi, dobbiamo considerarle segnali cellulari coinvolti nel processo di traduzione delle informazioni in realt\u00e0 fisica, che trasforma letteralmente lo stato della mente in materia\u201d (da \u201cMolecole di emozioni\u201d di Candace B. Pert).<\/p>\n<p>Il sorriso nasce nel punto di congiunzione tra materia e mente, passando dall&#8217;una all&#8217;altra in tutti e due i sensi e influenzandole entrambe. Possiamo porre un sorriso negli occhi, ora, gentilmente; questo trasformer\u00e0 la nostra salute, il nostro umore; per la preziosa legge della <em>risonanza<\/em>, quello di chi ci accanto; e per effetto della reale <em>connessione<\/em> tra i sistemi interni, anche la risposta fisica alle malattie e agli eventi della vita. \u201cL&#8217;avversione non sar\u00e0 mai vinta dall&#8217;avversione. L&#8217;avversione pu\u00f2 essere vinta solo con l&#8217;amore\u201d (Buddha).<\/p>\n<p><strong>Elena Greggia<br \/>\n<\/strong>Orientalista e ricercatrice, Milano<\/p>\n<p><strong>Bibliografia e dati<\/strong><\/p>\n<p>\u00b9\u00a0Dalai Lama, D. Goleman \u201cEmozioni distruttive\u201d, Oscar Mondadori, 2003.<br \/>\nF. Duranti \u201cIl circolo virtuoso del benessere\u201d, Sperling&amp;Kupfer, 2006.<br \/>\nD. Servan-Schreiber \u201cAnticancro\u201d, Sperling&amp;Kupfer, 2007.<\/p>\n<p>Tratto da \u201cAnticancro\u201d: \u201cBob, per esempio, nel 1999 aveva sessant&#8217;anni e lavorava al ministero dell&#8217;Istruzione, quando scopr\u00ec di avere un cancro alla prostata. Dopo una radioterapia locale entr\u00f2 nel programma di meditazione consapevole presso l&#8217;ospedale di Calgary. Inizialmente riusciva a meditare solo cinque o dieci minuti al giorno ma poi, nel giro di qualche settimana, impar\u00f2 a far durare l&#8217;esercizio anche trenta minuti senza difficolt\u00e0 [\u2026] A otto anni dalla diagnosi tumorale, Bob sta benissimo. [\u2026] Nel corso dello studio Linda Carlson ha misurato i suoi parametri immunitari prima, durante e dodici mesi dopo le otto settimane di iniziazione alla meditazione, e ha constatato che risultavano nettamente migliorati (riduzione delle citochine infiammatorie TNF-alfa e interferone-gamma, aumento dell&#8217;interleuchina-10 che combatte l&#8217;infiammazione), cos\u00ec come risultava diminuito il livello di cortisolo. Insomma, si erano calmati sia il corpo, sia la mente.\u201d<\/p>\n<p>\u00b2\u00a0Candace B. Pert \u201cMolecole di emozioni\u201d, TEA.<br \/>\nLa neuroscienziata Candace Pert, ricercatrice nel Dipartimento di fisiologia e biofisica della Facolt\u00e0 di medicina della Georgetown University a Washington, ha fatto parte del team di ricerca che ha portato alla scoperta dei neuropeptidi e dei legami tra corpo e mente, divenuti poi la base della psicoimmuniendocrinologia, accertando l&#8217;esistenza delle basi bio-molecolari delle nostre emozioni e la loro connessione con i sistemi chiave del corpo.<\/p>\n<p>\u00b3 La storia continua: un altro esempio. Marshall e Warren, Premio Nobel 2005 per la Fisiologia e Medicina, per la scoperta del batterio Helicobacter come causa delle ulcere. Poich\u00e9 molte persone sono infette da questo batterio, ma non sviluppano ulcere, \u00e8 stato dimostrato come siano necessari fattori addizionali, per esempio lo stress, perch\u00e9 si sviluppi l&#8217;ulcera. Perch\u00e8 l&#8217;Helicobacter sprigioni il suo effetto patologico, cause fisiche ed emotive devono associarsi. Similmente per la proliferazione delle cellule tumorali, potenzialmente e ciclicamente presenti in ogni persona.<br \/>\nSalute, malattia, guarigione non possono avvenire se non con la concomitanza e nella concomitanza di fattori fisici e mentali, dove i secondi sono gli anelli decisivi nella determinazione dell&#8217;andamento e dell&#8217;esito di ogni evento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;OMS (Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0) definisce la salute come una condizione di completo benessere fisico, mentale, sociale. E&#8217; una definizione che ci invita a guardare l&#8217;individuo in un insieme pi\u00f9 ampio. 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