{"id":5945,"date":"2016-08-01T09:00:54","date_gmt":"2016-08-01T09:00:54","guid":{"rendered":"https:\/\/fondazionecomel.org\/2016\/08\/01\/lapprofondimento-proposito-dellautismo\/"},"modified":"2016-08-01T09:00:54","modified_gmt":"2016-08-01T09:00:54","slug":"lapprofondimento-proposito-dellautismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fondazionecomel.org\/en\/dialogando-en\/newsletter-en\/approfondimento-en\/lapprofondimento-proposito-dellautismo\/","title":{"rendered":"L&#8217;APPROFONDIMENTO: A proposito dell\u2019autismo"},"content":{"rendered":"<p>Di recente la cronaca ha riferito il caso di una bambina autistica esclusa da una gita di classe organizzata dalla sua scuola per via di una serie di messaggi dei compagni che dichiaravano di non volerla avere con s\u00e9 in stanza. La gita \u00e8 poi stata annullata ed \u00e8 intervenuta anche il ministro della Pubblica Istruzione Stefania Giannini.<\/p>\n<p>\u00c8 utile ricordare che nel 1977, l\u2019allora ministro dell\u2019Istruzione Franca Falcucci port\u00f2 alla promulgazione di una legge che aboliva le classi differenziali e le scuole speciali per favorire l\u2019integrazione di coloro che, a vario titolo, si trovavano in situazioni di difficolt\u00e0, e che gi\u00e0 dal 1974 era stata messa al lavoro una commissione di studio per modificare il lessico con cui ci si riferiva a chi era affetto da qualche forma di patologia. Vennero cos\u00ec chiamati portatori di handicap coloro che in precedenza erano definiti come bambini anormali, subnormali o minorati.<\/p>\n<p>Devo dire che, nella mia esperienza come consulente scolastico per l\u2019area del disagio, non ho mai visto episodi di discriminazione nei confronti dei bambini autistici da parte dei compagni di classe, che si mostravano anzi assai tolleranti. Un bambino autistico che incontrai in una classe, andava spesso a prendere i giocattoli degli altri bambini come se fossero suoi, e questi \u2013 i bambini di solito molto gelosi dei loro oggetti ed eravamo in una prima elementare \u2013 venivano anzi da me a giustificarlo dicendomi che non avrei dovuto punirlo, perch\u00e9 le maestre avevano loro ben spiegato che si trattava di un bambino in una situazione particolare. L\u2019informazione precoce e la formazione alla diversit\u00e0 sono strumenti fondamentali per il superamento dello stigma sociale.<\/p>\n<p>A pi\u00f9 di quarant\u2019anni di distanza dalla commissione promossa dalla Falcucci, il lessico si \u00e8 fatto molto pi\u00f9 sofisticato. Nel DSM V non si parla pi\u00f9 semplicemente di autismo ma di disturbo dello spettro autistico. Bisogna sottolineare che la diagnosi di questo disturbo \u00e8 basata su criteri esclusivamente comportamentali, e che non esiste nessun esame di laboratorio in grado di confermare un sospetto clinico. Inoltre le linee guida dei maggiori paesi europei, compresa l\u2019Italia, riconoscono l\u2019impossibilit\u00e0, allo stato attuale dei fatti, di definire una causa specifica per questo disturbo.<\/p>\n<p>Cosa fare allora, e che tipo di problema presenta l\u2019autismo? Ci troviamo di fronte a una patologia talmente indefinita che nella stessa categoria clinica vediamo il bambino che resta inerte, come inanimato, incapace di comunicare come di guardarti negli occhi, e la professoressa Temple Grandin, che insegna all\u2019Universit\u00e0 Statale del Colorado. Temple Grandin ebbe la fortuna di incontrare Oliver Sacks, che se ne occup\u00f2 non certo seguendo procedure standardizzate o le linee guida universali, ma accompagnando la china delle sue capacit\u00e0, valorizzando le sue invenzioni, facendola crescere.<\/p>\n<p>In questo ultimi anni l\u2019autismo da problema clinico \u00e8 in effetti diventato un problema politico, che ha visto schierati gli uni contro gli altri i sostenitori delle procedure standardizzate di ricondizionamento e i sostenitori, principalmente gli psicanalisti, della necessit\u00e0 di aiutare l\u2019autistico a trovare la propria soggettivit\u00e0, coltivando le sue singolarit\u00e0 e mettendo a profitto le aperture che pu\u00f2 offrire. Questo non stupisce: ci troviamo con un problema che non \u00e8 possibile ricondurre ai parametri correnti di oggettivit\u00e0 su cui interviene il discorso scientifico, perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 una causa riconosciuta, e non c\u2019\u00e8 neppure un focus categoriale a partire da cui universalizzare il problema. A ragion veduta uno studioso di fama come Fran\u00e7ois Ansermet ha potuto sostenere che per l\u2019autismo si tratta di cogliere il modo in cui un soggetto emerge in una situazione estrema, che va a volte anche al di l\u00e0 dei limiti determinati dall\u2019organismo, per poter mettere a frutto, in base alle situazioni di basso o alto funzionamento con cui ci troviamo a lavorare, tutte le opportunit\u00e0 di abilitazione possibili. Dove \u2013 come sempre accade quando \u00e8 in gioco il fattore umano \u2013 l\u2019oggettivit\u00e0 sfugge, \u00e8 il soggetto che bisogna saper seguire, con pazienza, assiduit\u00e0, e con una buona dose di inventiva.<\/p>\n<p>Marco Focchi<br \/>\nIstituto Freudiano, Milano<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di recente la cronaca ha riferito il caso di una bambina autistica esclusa da una gita di classe organizzata dalla sua scuola per via di una serie di messaggi dei compagni che dichiaravano di non volerla avere con s\u00e9 in stanza. 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