{"id":5971,"date":"2016-04-01T09:00:01","date_gmt":"2016-04-01T09:00:01","guid":{"rendered":"https:\/\/fondazionecomel.org\/2016\/04\/01\/apocrifa-clima-inquinamento\/"},"modified":"2016-04-01T09:00:01","modified_gmt":"2016-04-01T09:00:01","slug":"apocrifa-clima-inquinamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fondazionecomel.org\/en\/dialogando-en\/apocrifa-clima-inquinamento\/","title":{"rendered":"APOCRIFA: Clima e inquinamento"},"content":{"rendered":"<p>Una delle (tante) difficolt\u00e0 che la scienza incontra nell\u2019analisi della situazione climatica del pianeta, finalizzata a individuare comportamenti atti a correggere pericolose interferenze antropiche con il sistema climatico, \u00e8 la prospettiva temporale molto lunga nell\u2019ambito della quale i fenomeni da osservare si svolgono.<\/p>\n<p>Da un lato, quindi, osservazioni ed accertamenti che inducono a stime o previsioni di un certo tipo e, dall\u2019altro, incertezze e interrogativi che riducono, quantomeno, la coesione e la determinazione strategica necessarie per mettere in cantiere programmi i quali, per avere ragionevole aspettativa di successo, sono condizionati a profondi mutamenti di scenari con tanto di conseguenze d\u2019ordine economico, di investimenti e di vita che sono numerose e significative.<\/p>\n<p>Dal 1992 (Rio de Janeiro) a ieri (Parigi) i livelli delle emissioni non sono (ancora) cambiati ed il decennio passato \u00e8 risultato il pi\u00f9 caldo da quando si sono iniziate a registrare le temperature, mentre in quindici anni sembra che le attivit\u00e0 umane abbiano rilasciato in atmosfera una quantit\u00e0 di anidride carbonica quasi pari a tutta quella del secolo scorso.<\/p>\n<p>Dalla fine dell\u2019Ottocento la Terra si \u00e8 riscaldata, mediamente, di quasi un grado, in gran parte a decorrere dagli anni sessanta, ma questo nella media: in realt\u00e0 il processo non \u00e8 uniforme e se talune (poche) zone dell\u2019Antartide sono comunque pi\u00f9 fredde, altre e pi\u00f9 numerose parti dell\u2019Artide si sono riscaldate di quasi nove gradi. Un eventuale collasso, parziale, della calotta glaciale dell\u2019Artico occidentale comporta una risalita di oltre un metro del livello delle acque\u00b9: solo pensando all\u2019Italia si ha un\u2019idea delle conseguenze pi\u00f9 immediate. Ed il fatto che questo possa capitare non nel prossimo futuro, ma (molto) pi\u00f9 in l\u00e0, non legittima la disattenzione o il disimpegno nel presente.<\/p>\n<p>Anche perch\u00e9 questo evidente disallineamento fra lo scenario odierno, le registrazioni documentali disponibili intorno al (recente) passato e le decisioni strategiche, cio\u00e8 non casuali n\u00e9 contingenti, da intraprendere oggi per un futuro che certamente non saremo noi ad osservare, n\u00e9 a conviverci, rende ogni scelta ancor pi\u00f9 complessa, a motivo del numero delle variabili connesse, e pertanto anche politicamente difficile da assumere. Tenendo presente che trattandosi di un fenomeno evidentemente globale ogni decisione invero di ordine o rilevanza ambientale comporta di necessit\u00e0 un previo concerto di proporzioni globali (i due paesi che rilasciano pi\u00f9 carbonio sono Cina e Stati Uniti).<\/p>\n<p>E\u2019 vero che la storia del nostro pianeta \u00e8 passata attraverso trasformazioni epocali che hanno cambiato il corso della sua evoluzione, ma questa volta, a motivo della crescita della popolazione e della rivoluzione tecnologica e del progresso economico energivoro il processo \u00e8 diverso, evidentemente, dalla scomparsa dei dinosauri dato che coinvolge direttamente l\u2019uomo, nella sua duplice veste di soggetto passivo e, riuscendoci, anche di soggetto attivo, capace (forse) di governare almeno in parte le condizioni necessarie (oggi) per la vita (futura) di chi ci sar\u00e0.<\/p>\n<p>In questo scenario globale l\u2019Italia, nel suo piccolo, ha fatto recentemente esperienza di un\u2019ennesima crisi da inquinamento causata dal permanere di condizioni ambientali sfavorevoli al ricambio dell\u2019aria su molte zone del Paese, con conseguente sforamento prolungato dei livelli massimi (teoricamente consentiti) concernenti le varie sostanze dannose, fra le quali le famigerate polveri sottili che le persone, non potendo adottare le branchie ed immergersi alla ricerca di qualcosa di meglio, sono costrette a respirare specialmente nelle zone urbane o comunque a pi\u00f9 elevata antropizzazione.<\/p>\n<p>In particolare la valle del Po \u00e8 una delle pi\u00f9 critiche poich\u00e9 la frequente stabilit\u00e0 atmosferica e la tendenziale debolezza dei venti, oltra alla densit\u00e0 produttiva (in ogni senso), favoriscono l\u2019accumulo degli inquinanti. A proposito dei quali la OMS, trattando di PM10 e di PM2.5, ha precisato non solo esserne accertati gli effetti negativi sulla salute, ma anche l\u2019assenza di prove circa eventuali livelli di soglia al di sotto dei quali non si verificano effetti.<\/p>\n<p>Quest\u2019anno, oltre alla valle del Po, sono state interessate anche altre localit\u00e0 nel centro-sud fra cui Roma e Napoli.<\/p>\n<p>Le reazioni delle amministrazioni sono state tipiche: considerato, tra l\u2019altro, che numerosi sindaci sembra si siano accorti del problema dopo lo sforamento di circa il triplo delle giornate fuori legge, diciamo cos\u00ec, le varie riunioni (affannosamente) realizzate hanno prodotto indicazioni sostanzialmente di maniera, gi\u00e0 viste o sentite, e verosimilmente di debole costituzione.<\/p>\n<p>A Milano, per esempio, il blocco totale del traffico privato per tre giorni non ha avuto effetto a riprova che intervenire su una delle tessere (sempre la stessa) del mosaico non \u00e8 risolutivo del problema. La previsione di abbassare il riscaldamento rimane una grida se non ci si accerta e non si fa in modo che gli impianti tecnici siano realmente in grado di essere regolati (- due gradi!), a cominciare da quelli pubblici, cos\u00ec come l\u2019abbassamento della velocit\u00e0 di crociera (in numerose zone urbanizzate gi\u00e0 un traffico che scorra a 30 km\/ora \u00e8 utopico).<\/p>\n<p>Senza contare che il trasporto pubblico su gomma, sul quale si conduce (a parole) una pubblica promozione come possibile mezzo per aiutare l\u2019ambiente, in quanto potenzialmente in grado di assorbire una parte almeno del traffico privato (in realt\u00e0 nei comuni capoluogo gli ultimi cinque anni hanno registrato un calo medio di utenza di quasi il 12%), presenta di norma mezzi rotabili con un\u2019anzianit\u00e0 media critica (nell\u2019urbano: tredici anni contro una media europea di sette), e quindi inquinanti. Inoltre ci sono i veicoli commerciali che, oltre alla loro funzione specifica che dovrebbe essere distributiva, sostituiscono quasi ovunque la debole modalit\u00e0 ferroviaria di trasporto delle merci.<\/p>\n<p>La promozione del trasporto pubblico \u00e8 solo a parole, nonostante la foga comunicativa di politici e pubblici amministratori, perch\u00e9 da anni a questa parte proprio il trasporto di persone su gomma \u00e8 oggetto di ripetute riduzioni di risorse pubbliche a motivo delle (scandalose) situazioni di bilancio fallimentare di non poche importanti aziende pubbliche, causate da mala gestione di matrice politica e consociativa che non si ha condizioni\/coraggio o la possibilit\u00e0 di affrontare alla radice: cos\u00ec, invece di intervenire l\u00e0 dove ci sono le voragini, si interviene con logica lineare togliendo risorse anche alle situazioni che funzionano correttamente. Intanto quelle dissestate continuano a bruciare risorse preziose.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 ci sono problemi, come quello dell\u2019inquinamento atmosferico che \u00e8 tassello di uno pi\u00f9 grande ancora (la variazione climatica), che non possono essere affrontati in modalit\u00e0 contingente, che costituisce sfortunatamente la norma della politica amministrativa, pena la pi\u00f9 evidente inefficacia delle (poche) misure possibili.<\/p>\n<p>\u00b9 National Geographic, novembre 2015.<\/p>\n<p><strong>Luca Pedrotti Dell&#8217;Acqua<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una delle (tante) difficolt\u00e0 che la scienza incontra nell\u2019analisi della situazione climatica del pianeta, finalizzata a individuare comportamenti atti a correggere pericolose interferenze antropiche con il sistema climatico, \u00e8 la prospettiva temporale molto lunga nell\u2019ambito della quale i fenomeni da osservare si svolgono.\u00a0Da un lato, quindi, osservazioni ed accertamenti che inducono a stime o previsioni di un certo tipo e&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":13,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[808,805,868],"tags":[],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v17.6 - 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