{"id":5982,"date":"2016-02-01T09:00:19","date_gmt":"2016-02-01T09:00:19","guid":{"rendered":"https:\/\/fondazionecomel.org\/2016\/02\/01\/apocrifa-compagnia-delle-macchine\/"},"modified":"2016-02-01T09:00:19","modified_gmt":"2016-02-01T09:00:19","slug":"apocrifa-compagnia-delle-macchine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fondazionecomel.org\/en\/dialogando-en\/apocrifa-compagnia-delle-macchine\/","title":{"rendered":"APOCRIFA: In compagnia delle macchine"},"content":{"rendered":"<p>Marcello Comel, fisiologo e dermatologo, guardava all\u2019ecologia con gli occhi non sempre semplici dello scienziato in particolare rifacendosi, sotto il profilo terminologico, al precursore (tanto per cambiare) Haeckel che intese in essa indicare quella parte della fisiologia che si occupa delle funzioni di relazione degli organismi fra loro e con l\u2019ambiente (teoria dell\u2019adattamento degli esseri viventi), cio\u00e8 la scienza delle condizioni per esistere, e a Moebius cui si deve il termine biocenosi (comunit\u00e0 biotica) come tale indicante un gruppo di esseri che vivono e interagiscono connessi da reciproca dipendenza per alcune condizioni ambientali ed occupanti uno stesso spazio (biotopo).<\/p>\n<p>Ora Comel, che anche su questo t\u00e8ma apparentemente discosto dalla sua specializzazione scientifica (ma non dalla fisiologia) aveva la capacit\u00e0 di vedere sorprendentemente lontano, a seguito dell\u2019osservazione dell\u2019ecosistema degli uomini del suo tempo caratterizzato dalla dipendenza dalle automobili -ammassate ovunque, sia ferme sia in moto, in una sinistra marmellata metallica di ciclopiche misure- e dalla televisione sempre accesa in ogni posto disponibile -e siamo ancora in epoca precedente all\u2019introduzione e sviluppo dell\u2019interconnessione della rete e dei cellulari- ebbe a dire e profeticamente scrivere pi\u00f9 volte che l\u2019uomo avrebbe dovuto ben guardarsi dal pericolo incombente di farsi <em>mangiare<\/em> dalle macchine.<\/p>\n<p>O per meglio dire che avrebbe dovuto, l\u2019uomo, scegliere se farsi inglobare dalle (sue) macchine o se riportare le (sue) macchine ad essere quell\u2019utilit\u00e0 che dovrebbe costituire il loro scopo, funzione comunque governata dalla consapevolezza umanistica circa il rapporto (non paritario) intercorrente fra il soggetto pensante e, in ogni caso, l\u2019oggetto prodotto.<\/p>\n<p>Andate a ri-vedere, su <em>Digitalsynopsis.com<\/em>, nell\u2019intelligente serie<em> 27 Funny But Thought-Provoking Images Of How Smartphones Have Taken Over Our Lives<\/em>, la nota tavola in bianco e nero n. 22 (<em>Evolution of man<\/em>), credo sia stata pubblicata anche dal Corriere, che parte dal quadrumane e arriva all\u2019uomo civilizzato odierno deambulante curvo a rimorchio del suo baracchino che tiene in mano.<\/p>\n<p>Considerazioni comeliane emergono con colta ironia non disgiunta da un preoccupato sorriso, per esempio, dalla recente vicenda del <em>software<\/em> atto a modificare le emissioni dei motori diesel e da quella (di poco precedente) dell\u2019<em>hacker<\/em> che, introducendosi nel sistema informatico dell\u2019automobile, era in grado di sottrarla alle disposizioni del suo legittimo ed ovviamente ignaro proprietario.<\/p>\n<p>La prima, sulla quale \u00e8 gi\u00e0 stato scritto di tutto considerate anche le parti coinvolte e gli equilibri in gioco, getta sui fatti un\u2019ombra quasi scolastica nel senso pi\u00f9 tradizionale del termine: la macchina, sempre pi\u00f9 ad intelligenza aggiunta, viene opportunamente istruita a comportarsi non correttamente, ma -ad immagine e somiglianza del suo facitore- in modo maliziosamente illecito al pari dello studente che in presenza dell\u2019insegnante si comporta nel modo richiesto per passare l\u2019esame, mentre da solo se ne stropiccia e sceglie la via in discesa di maggior facilit\u00e0.<\/p>\n<p>Come esempio non c\u2019\u00e8 male: incapace di darlo (buono, si capisce) gi\u00e0 ai suoi simili, l\u2019uomo corrompe con la menzogna anche la macchina (andiamo pure a disturbare qualche mantra attuale: innovazione tecnologica, competizione, profitto, posizionamento strategico\u2026e magari aggiungiamone anche uno o due: deficit etico, parassitismo, guadagno, lotta per l\u2019esistenza\u2026).<\/p>\n<p>La seconda \u00e8, forse, ancor pi\u00f9 inquietante nella prospettiva di uno scenario non pi\u00f9 di fantasia in cui si studiano alacremente, con l\u2019apporto di ingenti risorse finanziarie, le condizioni per fare muovere da sola l\u2019automobile del prossimo futuro che sia del tutto intelligente e autonoma a maggior sicurezza (s\u2019intende) di chi la utilizza e vi sta finalmente tranquillo e protetto all\u2019interno.<\/p>\n<p>Se non che qualcuno pi\u00f9 intelligente ancora (le esperienze non mancano) dall\u2019esterno potrebbe anche forse riuscire a farne quello che vuole ad insaputa, come sempre, di qualcun altro.<\/p>\n<p>E se il qualcuno dall\u2019esterno \u00e8 un malintenzionato (il concetto diventa sempre pi\u00f9 ambiguo da definire: potrebbe esserci chi agisce per il bene altrui) ognuno pu\u00f2, secondo la propria sensibilit\u00e0, divertirsi ad immaginare qualche meno divertente conseguenza.<\/p>\n<p>Ovviamente saranno a disposizione tutte le garanzie immaginabili, comprese quelle nemmeno richieste, ma l\u2019evoluzione o il progresso spinti da motivazioni collegabili alla guerra (come gi\u00e0 la rete e internet, il cellulare, il drone <em>etc<\/em>) e finanziati in corrispondente magnitudine sono, e rimangono, inarrestabili perfino se il pericolo fosse gi\u00e0 chiaro sotto il naso dei rispettivi responsabili.<\/p>\n<p><strong>Luca Pedrotti Dell&#8217;Acqua<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Marcello Comel, fisiologo e dermatologo, guardava all\u2019ecologia con gli occhi non sempre semplici dello scienziato in particolare rifacendosi, sotto il profilo terminologico, al precursore (tanto per cambiare) 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