{"id":5994,"date":"2010-11-15T15:15:46","date_gmt":"2010-11-15T15:15:46","guid":{"rendered":"https:\/\/fondazionecomel.org\/2010\/11\/15\/tumore-prostatico-diagnosi-precoce-marker-piu-promettente-del-psa-prostate-specific-antigen\/"},"modified":"2010-11-15T15:15:46","modified_gmt":"2010-11-15T15:15:46","slug":"tumore-prostatico-diagnosi-precoce-marker-piu-promettente-del-psa-prostate-specific-antigen","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fondazionecomel.org\/en\/dialogando-en\/tumore-prostatico-diagnosi-precoce-marker-piu-promettente-del-psa-prostate-specific-antigen\/","title":{"rendered":"Tumore prostatico e diagnosi precoce: nuovo marker pi\u00f9 promettente del PSA (Prostate-specific antigen) &#8211; Intervista al Prof. Vincenzo Franchini"},"content":{"rendered":"<p><iframe loading=\"lazy\" style=\"position: absolute; width: 100%; height: 100%; left: 0;\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/7j6FB0N9Kn4?ecver=2\" width=\"598\" height=\"360\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\n<strong>Intervista al Prof. Vincenzo Franchini &#8211; Responsabile Unit\u00e0 Operativa di Urologia e Capo del Dipartimento Chirurgico &#8211; Casa di Cura San Pio X di Milano<\/strong><\/p>\n<p><strong>1- incidenza del carcinoma prostatico e mortalit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Professore, con quale frequenza rilevate il CaP e quale \u00e8 il tasso di mortalit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>I dati, riferiti dalla AIOM, Associazione Italiana di Oncologia Medica, confermano che l&#8217;incidenza del CaP \u00e8 legata all&#8217;et\u00e0: a 40 anni si ammala 1 maschio su 10.000, mentre tra i 60 e gli 80 anni, 1 su 8. In termini assoluti, significa circa 43.000 nuovi casi ogni anno, con un numero di decessi tra i 7.500 e i 9.000 a seconda delle fonti statistiche. I dati OMS del 2002 parlano di 25.000 nuovi casi\/anno, a fronte di un ugual numero di decessi. I casi di CaP sono aumentati, perch\u00e9 oggi \u00e8 una patologia ampiamente indagata, ma si \u00e8 abbassata notevolmente l\u2019incidenza sui decessi, rimasti simili per numero, segnale concreto che la diagnosi precoce e la terapia ottengono i loro effetti positivi.<\/p>\n<p><strong>2- storia e genesi della malattia, familiarit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il tumore prostatico \u00e8 ereditario? \u00c8 un tumore a crescita veloce?<\/strong><\/p>\n<p>Non si eredita il tumore, ma la predisposizione ad ammalarsi; mediata da un gene che sembra sia stato individuato nella razza bianca. Il rischio \u00e8 10 volte superiore tra padre e figlio e di circa 3-4 volte per i rami di parentela collaterali. C\u2019\u00e8 da precisare che in meno del 5% dei casi \u00e8 possibile riscontrare una familiarit\u00e0. \u00c8 un tumore a crescita lenta: raddoppia la sua massa ogni 5 anni. Massa inizialmente molto piccola e con la caratteristica di nascere e crescere come piccoli atolli nell\u2019oceano: motivo per cui si rendono necessari molti prelievi durante la biopsia. Proprio per aumentare la possibilit\u00e0 di trovarlo e diagnosticarlo.<\/p>\n<p><strong>3- importanza dello screening<\/strong><\/p>\n<p><strong>Secondo lei attualmente il tumore prostatico \u00e8 tra i tumori che viene sempre cercato nelle indagini di routine? Da quale et\u00e0 \u00e8 importante indagare la prostata?<\/strong><\/p>\n<p>Le campagne di stampa, nei decenni, hanno sensibilizzato sufficientemente la popolazione: ormai \u00e8 il paziente che, ad un certo punto della sua vita, in genere intorno ai 50 anni, chiede al medico di famiglia di fare un \u201ccontrollo della prostata\u201d. Possiamo affermare che, in Italia, pi\u00f9 dell\u201980% della popolazione maschile esegue, prima o poi, uno screening per la diagnosi del CaP. In alcune Regioni si arriva al 90-95%, in altre ci si ferma al 50-60%. L\u2019importanza dello screening \u00e8 anche nella frequenza: dovrebbe essere annuale, a partire dai 50 anni di et\u00e0. Se esiste familiarit\u00e0, \u00e8 bene iniziare a 40 anni.<\/p>\n<p><strong>4- sintomi e iter diagnostico<\/strong><\/p>\n<p><strong>Quali sintomi devono allarmare il paziente e farlo rivolgere al medico?<\/strong><\/p>\n<p>Purtroppo non esistono sintomi soggettivi, cio\u00e8 riferiti dallo stesso paziente, che facciano sorgere il dubbio di un CaP in atto. Quando esistono, il tumore \u00e8 quasi sempre in fase molto avanzata. Anche in questo caso, i sintomi sono aspecifici, nel senso che sono comuni a molte affezioni banali dell\u2019apparato urinario.<\/p>\n<p><strong>5- marker diagnostici<\/strong><\/p>\n<p><strong>Quali esami sono consigliati per indagare la presenza del carcinoma prostatico?<\/strong><\/p>\n<p>Due sono gli esami fondamentali, che devono correre appaiati come i binari del treno, uniti da salde traversine: 1- Il dosaggio del PSA 2- Visita dello specialista urologo. Il primo perch\u00e9, da quando esiste, circa 30 anni, ha permesso un cambiamento radicale nella diagnosi precoce del CaP, cambiando completamente il destino dei pazienti colpiti dalla malattia, una volta destinati solo a terapie palliative. Il secondo perch\u00e9 il 3-5% dei casi di CaP vengono diagnosticati per mezzo della esplorazione rettale, che, anche in pazienti con PSA normale, pu\u00f2 evidenziare aspetti sospetti che conducono all\u2019esecuzione della biopsia. L\u2019ecografia prostatica riveste un\u2019importanza minore nello screening, perch\u00e9 quando questa indagine evidenzia aspetti sospetti della prostata, generalmente ci troviamo di fronte ad uno stadio della malattia gi\u00e0 avanzato.<\/p>\n<p><strong>6- quando \u00e8 necessario eseguire una biopsia prostatica?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Quale valore di Psa e\/o quali sintomi consigliano l&#8217;esecuzione della biopsia prostatica?<\/strong><\/p>\n<p>Quando il PSA supera il valore massimo ammesso e questo valore viene confermato, \u00e8 necessario eseguire una biopsia. Sottolineo che ho appositamente detto \u2018confermato\u2019, perch\u00e9 \u00e8 mia abitudine, comune a molti altri colleghi, far ripetere l\u2019esame al paziente, dopo una breve terapia antinfiammatoria, per escludere la possibilit\u00e0 che il PSA sia alterato a causa di infiammazioni o infezioni prostatiche in atto, condizioni che possono portare ad un aumento dei valori del PSA stesso.<\/p>\n<p><strong>7- il test p2proPsa<\/strong><\/p>\n<p><strong>I giornali hanno dato recentemente notizia di un nuovo esame del sangue che eviterebbe il ricorso alla biopsia prostatica; \u00e8 una speranza reale?<\/strong><\/p>\n<p>Premettiamo qualche dato: il 5% dei pazienti con un PSA di poco superiore ai valori ammessi \u00e8 portatore di CaP; arriviamo al 20-25% per quelli con un PSA vicino ai 10 ng (nanogrammi)\/ml; saliamo al 55% nel caso di PSA superiore a 10 ng\/ml; Numeri importanti, che giustificano il ricorso alla biopsia prostatica: gli stessi numeri, per\u00f2, ci dicono che rispettivamente il 95, 75 e 45% delle biopsie eseguite risulteranno negative, cio\u00e8 non evidenzieranno un CaP. Attenzione, per\u00f2: negativit\u00e0 non significa assenza. Negativit\u00e0 significa che nei 12-20 campioni di ghiandola che vengono prelevati non si \u00e8 riscontrato tumore. E\u2019 importante rammentare che il tumore nasce e cresce nella prostata come isole separate da un mare vastissimo. Questo \u00e8 il motivo perch\u00e9 non si esegue un solo prelievo, come avviene nella maggior parte dei tumori, ma si prelevano numerose \u201ccarote\u201d di tessuto, da varie zone, ben determinate, della ghiandola. Esiste sempre la possibilit\u00e0 che l\u2019isola tumorale sia stata mancata e non esiste alcun metodo oggi conosciuto per guidare l\u2019ago bioptico verso un\u2019area prostatica sospetta. Tutto ci\u00f2 giustifica quanto prescritto dalle Linee Guida Europee ed Internazionali, cio\u00e8 il ricorso ad una seconda o terza biopsia della prostata, a distanza di 6 mesi, nei casi in cui il PSA resti elevato dopo la prima biopsia. Gli sforzi massimi sono, quindi, diretti ad individuare un test pi\u00f9 preciso del PSA, che permetta di ridurre il numero delle biopsie inutili. Il nuovo esame, il p2proPSA, individuando e dosando una frazione particolare del PSA, altamente presente nelle cellule tumorali prostatiche, permette di ridurre del 25-30% il numero delle biopsie, concedendo maggior tranquillit\u00e0 al paziente e al curante, nei casi in cui si decida di attendere e di \u2018sorvegliare\u2019 semplicemente la situazione.<\/p>\n<p><strong>8- corretta indicazione<\/strong><\/p>\n<p><strong>Tutti devono sottoporsi a questo nuovo test per diagnosi precoce del tumore prostatico?<\/strong><\/p>\n<p>No. L\u2019esame principe \u00e8 e resta il dosaggio del PSA che conosciamo tutti; solo nei casi in cui questo risulti fuori dai valori normali, allora \u00e8 giustificata l\u2019esecuzione del proPSA.<\/p>\n<p><strong>9- interpretazione dei risultati: significato ai fini bioptici<\/strong><\/p>\n<p><strong>Eseguendo questo test si pu\u00f2 evitare la biopsia?<\/strong><\/p>\n<p>Per merito di questo esame -ed esclusivamente per decisione dell\u2019urologo- un 30% circa dei pazienti con PSA alterato riuscir\u00e0 ad evitare o procrastinare la biopsia. C\u2019\u00e8 un altro aspetto, molto importante, del proPSA: sembra ormai accertato che esso sia anche un indice di aggressivit\u00e0 del tumore, cio\u00e8 che possa dirci quando \u00e8 necessario decidere per una qualunque forma di terapia e quando invece possiamo mantenere una sorveglianza vigile ed attiva. E\u2019 importante sottolineare che il nuovo esame p2proPSA riduce il numero di biopsie alle quali dovr\u00e0 sottoporsi la popolazione maschile sotto indagine, ma non \u00e8 sostitutivo della biopsia. Resta quindi l\u2019importanza del nuovo test con beneficio, in primis, del paziente che grazie ad esso limita il numero di biopsie e, in secondo luogo, del sistema sanitario che riduce i costi vivi ed organizzativi. 10-modalit\u00e0 di esecuzione e costi Come viene effettuato il test e i costi sono a carico del SSN? Il test comporta un semplice prelievo di sangue, eseguibile anche non in situazione di digiuno. La risposta del laboratorio non comporta tempi di attesa elevati e viene fornita gi\u00e0 nell\u2019arco di 24-48 ore. Attualmente \u00e8 al vaglio degli Organi competenti l\u2019immissione del test nei prontuari del SSN, che, penso, non si far\u00e0 attendere. Per ora \u00e8 a carico del paziente e comporta un costo intorno ai 120 euro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Milano, 15 novembre 2010<\/p>\n<p>Casa di Cura San Pio X<\/p>\n<p>A cura di Mariateresa Canale<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista al Prof. Vincenzo Franchini &#8211; Responsabile Unit\u00e0 Operativa di Urologia e Capo del Dipartimento Chirurgico &#8211; Casa di Cura San Pio X di Milano 1- incidenza del carcinoma prostatico e mortalit\u00e0 Professore, con quale frequenza rilevate il CaP e quale \u00e8 il tasso di mortalit\u00e0? 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