HomeDialogandoNewsletterApprofondimentoL’APPROFONDIMENTO – Arya, terra degli Ariani

L’APPROFONDIMENTO – Arya, terra degli Ariani

Un migliaio di anni prima di Gesù, nei libri sacri Avestā della religione mazdea (secondo il mito consistevano in 21 parti create da Ahura Mazda e portate da Zarathuštra a re Vištāspa che ne fece trascrivere due copie andate poi  perse per mano dei Greci di Alessandro Magno e faticosamente ricostruite) sembra sia apparso il termine Iran, considerato dagli studiosi variante da Arya, derivazione dall’antico indoiranico con il senso di nobile od onorevole (o ariano che sembra sinonimo) in riferimento a una popolazione indoeuropea stabilitasi in India e in Persia.

Gli Arii (Ariani, Indoariani) erano antichi nomadi la cui origine è indicata fra il III e il II millennio a.C. in Asia centrale ove vivevano principalmente di pastorizia e dell’allevamento del bestiame, e in particolare di cavalli che usavano per i carri da guerra (cocchio con ruote a raggi condotto dall’auriga e combattente armato), che migrarono per motivi probabilmente climatici verso sud (India) nel II millennio a.C., nelle zone della civiltà della valle dell’Indo, e vi si stanziarono divenendo sedentari e urbanizzati su un amplissimo territorio.

E si spinsero altresì intorno al 1700 a. C. fino al nord della Mesopotamia, nell’attuale Siria nord-orientale, ove fu il regno dei Mitanni, così erano infatti chiamati dagli Egizi o regno degli Hurri dagli Ittiti che poi li conquistarono.

Curioso che i re delle tre principali potenze del tempo nel Vicino Oriente (Mitanni, Babilonia e Faraone egizio), ciascuno autoproclamatosi ‘gran re’, nelle corrispondenze reciproche si facessero chiamare ‘fratelli’ secondo una consuetudine medio-orientale all’evidenza di lunghissima data, ben ancora viva oggi, indipendentemente dalle feroci guerre reciproche.

Il termine Iran fu recuperato solo di recente, a livello politico internazionale, dallo Shah Reza nel 1935 in luogo della secolare denominazione ‘Persia’ individuata dai Greci al tempo di Ciro il Grande, fondatore della dinastia achemenide.

I Greci infatti, che in precedenza si avvalevano di termini riferibili in genere alla Media come territorio e ai Medi come popolazione, iniziarono a usare Pérsēs, Persikḗ o Persís nel V secolo a. C. derivandoli dall’antico persiano Pārsa in rapporto, appunto, alla tribù Pars dell’emergente Ciro che diede il nome alla regione in cui viveva (e ancora oggi la provincia è Fars/Pars) e che fu il primo nucleo dell’impero achemenide.

C’era anche, nella mitologia greca, la cupa e intricata vicenda di Perseo (Persèus), figlio di Zeus e di Danae e fondatore di Micene, che ebbe dalla sempre amata Andromeda diversi figli fra cui Perse il quale, secondo Erodoto, diede nome ai Persiani.

E si narra fin che Serse, al tempo dell’invasione della Grecia, cercasse pur senza successo di utilizzare anche questa etimologia per ingraziarsi in qualche modo i Greci collegando la Persia alla loro mitologia a mente della quale Atena, alla morte di Perseo, lo trasformò in costellazione celeste unitamente alla consorte Andromeda.

Del pari in vari libri della Bibbia ricorre frequentemente il nome Paras, e anche in unione a Media, così come gli Arabi si riferivano a livello sia politico sia letterario all’impero persiano e alle zone iraniche in genere denominandole Terre di Persia.

Le terre degli Ariani (ripensando alle deviazioni ideologiche naziste, passate e recenti, è sorprendente constatare come comunicazione e propaganda possano reinterpretare falsandola la realtà ed essere anche credute: e nemmeno solo da minoranze fanatiche) sono quindi un insieme di regioni di antichissima civiltà tra Asia occidentale, meridionale e centrale, caratterizzate da un denominatore comune costituito da lingue e cultura di matrice iranica e tuttora molte popolazioni dell’Asia centrale, oltre a parlare lingue sostanzialmente analoghe hanno in comune, quantomeno parzialmente, cultura, religione e valori.

Eccone le principali.

Khwarazm o Corasmia.

Si trova proprio nel centro, a sud est del Lago di Aral, ed è là dove secondo l’Avestā originarono i primi antichi iraniani.

L’ Impero achemenide conquistò la Corasmia durante il periodo del re Dario I (dal 522 al 486 a. C.) favorendone lo sviluppo sia economico sia culturale e soldati corasmiani parteciparono alla seconda invasione persiana della Grecia condotta dal gran re Serse I nel 480 a. C. al comando di Artabazo il cui incarico principale era tenere sotto controllo la via terrestre fra la Persia e la Grecia.

Questi fu coinvolto nel disastro di Platea, con la débâcle persiana (secondo Erodoto originata da un malinteso che fece credere ai Persiani una disordinata fuga dei Greci, mentre essi intendevano solo ritirarsi a motivo di difficoltà dei rifornimenti) e la morte del generale in capo Mardonio, ma riuscì a sganciarsi per tempo e salvare un gran contingente di uomini ritirandosi in armi verso l’Ellesponto onde il gran re lo ricompensò facendolo satrapo della Frigia, la cui popolazione era considerata dai Greci affine a quella macedone e tracia, territorio attualmente situato al centro dell’Anatolia nella zona di Ankara.

La Corasmia si trova ora nelle regioni di Uzbekistan e Tagikistan la cui lingua

è sostanzialmente quella parlata in Afghanistan e in Iran.

 

Giulio M. Cicognani

(Continua)

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