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DE LITTERIS ET ARTIBUS – Luce e(‵) Materia – Enrico Fornaini. Una retrospettiva antologica a Pisa

Enrico Fornaini. Una retrospettiva antologica a Pisa

Fortilizio della Cittadella, Pisa — 30 maggio / 21 giugno 2026

 

 

E. Fornaini, Autoritratto, s.d., Olio su tela, Collezione Fornaini. Su concessione dell’Associazione Culturale Enrico Fornaini.

Pisa. La città è già entrata nel tanto amato Giugno pisano e poco prima ha aperto le porte a un capitolo di storia visiva locale – e più ampiamente toscana – che merita lo spazio di un’accurata riflessione.

La prima retrospettiva dedicata al pittore Enrico Fornaini apre al Fortilizio della Cittadella, a due anni dalla scomparsa del maestro (agosto 2024). Questa mostra nasce dalla volontà della neonata Associazione Culturale Enrico Fornaini, con l’intento di continuare il lungo dialogo che il maestro Fornaini coltivò in più di sessant’anni di produzione artistica con le istituzioni locali e internazionali, i collezionisti, gli amici e gli appassionati conoscitori della sua arte. È un primo passo verso un percorso di divulgazione dell’opera, un atto di restituzione che ogni artista merita: una umana conversazione con il tempo.

Nato a San Giuliano Terme nel 1944, Fornaini si formò nella Firenze dei primi anni Sessanta, nella bottega di Pietro Annigoni e Romano Stefanelli, in un contesto dove la modernità era guardata con sospetto costruttivo, e il vero restava la misura di ogni cosa. La Scuola toscana del vero non era per lui un’etichetta accademica, ma un metodo fondato sull’osservazione, la verifica e infine la restituzione attraverso il supporto visivo. Un approccio che ricorda da vicino la postura scientifica galileiana — non a caso pisana — del ricercatore che si fida solamente di ciò che ha visto con i propri occhi e di cui ha fatto esperienza diretta. In oltre sessant’anni di lavoro, Fornaini ha attraversato ritratti, nature silenti (così amava definire le “nature morte”), paesaggi, cicli sacri e scene di genere con la stessa fedeltà a quel principio. Le tecniche cambiano (affresco, tempera grassa, acquerello, olio, acquaforte, incisione) ma il centro rimane: la pittura come atto di conoscenza della realtà, non di decorazione. È questa, forse, una lezione notevole da ricevere in un’epoca come la nostra, abituata alla velocità dell’immagine.

 

Al centro della sua ricerca emerge un’umiltà autentica, cifra distintiva di una personalità discreta ma profondamente appassionata alla vita e all’umanità. Lo testimoniano i ritratti dedicati a figure di grande rilievo, come Madre Teresa di Calcutta, le ampie tele con i paesaggi di Torre del Lago Puccini e del Parco di San Rossore, i grandi cartoni preparatori realizzati per numerosi cicli affreschistici e l’intensa allegoria della città di Pisa, nella quale la dimensione simbolica si intreccia alla memoria storica e all’identità collettiva. Accanto a queste opere trovano spazio i ritratti di numerosi protagonisti della vita culturale e civile pisana contemporanea, testimonianza della sua capacità di cogliere, con sensibilità e partecipazione, il carattere umano dei suoi soggetti.

 

A completare il percorso espositivo, la ricostruzione del suo studio restituisce una dimensione più intima e personale del pittore: la sedia e lo sgabello sui quali accoglieva amici, committenti e visitatori, i pigmenti e i colori che utilizzava, gli strumenti del mestiere, i materiali preparatori e gli oggetti che hanno accompagnato il suo quotidiano lavoro di ricerca del vero. Un ambiente che non si limita a documentare il fare artistico, ma che permette di entrare nel cuore della sua pratica, evocando l’atmosfera di un luogo vissuto come spazio di incontro, di riflessione e di incessante confronto.

 

 

Il suo rapporto con Pisa è qualcosa che va oltre al radicamento di appartenenza geografica e si configura come una relazione culturale, civile e identitaria. Le medaglie dedicate a Galileo Galilei, San Ranieri e Kinzica de’ Sismondi, gli stendardi per le manifestazioni storiche, il volume Altra gente di Pisa realizzato con il poeta Alessandro Scarpellini, testimoniano una costante attenzione verso la città e la sua memoria. Pisa diventa così un soggetto vivo e continuo della sua opera: attraverso volti, storie e simboli, Fornaini ne restituisce l’identità più profonda, elevandola a modello esemplare sul quale sviluppare temi e valori di portata universale. Un gesto autenticamente civico, nel significato più alto del termine.

 

E. Fornaini, San Ranieri, Collezione Fornaini. Su concessione dell’Associazione Culturale Enrico Fornaini.

 

C’è una frase di Pietro Annigoni, scritta in una lettera a Fornaini nel settembre del 1984, che vale da bussola per guardare questa retrospettiva: «[…]Vai avanti così. Sempre guardando il “vero”, guardandolo e straguardandolo fino a “vederlo”». Non è un elogio generico: è la descrizione di un metodo, e insieme di una disciplina interiore. Vedere davvero, non registrare, non interpretare a proprio vantaggio, ma vedere. È qualcosa che richiede tempo, silenzio e una certa dose di dedizione e coraggio.

Quella qualità sinestetica che attraversa la pittura di Fornaini non è un effetto stilistico, è la luce che si percepisce quasi come materia, la materia che sembra trattenere il calore e l’emozionalità di chi la guarda. È il risultato di una pratica quotidiana condotta con spirito di ricerca: la stessa che animava i suoi allievi italiani e stranieri, ai quali insegnò la tecnica del buon fresco rinascimentale con la stessa disponibilità che aveva nel donare un ritratto alla città, del suo tempo, con un’attenzione tecnica filologica che non ha mai dimenticato la grande lezione della tradizione.

Questa mostra si offre come un percorso di memoria e anche come un invito ad affinare lo sguardo. In un tempo che produce immagini alla velocità di un click e le dimentica altrettanto rapidamente, tornare davanti a una tela di Fornaini è un esercizio spirituale e salutare: imparare a stare, imparare ad ascoltare quello che la materia ha ancora da dire.

Vale la pena fermarsi.

Giulia Buscemi

E. Fornaini, Vecchio con sigaretta, s.d., Olio su tela, Collezione Fornaini. Su concessione dell’associazione culturale Enrico Fornaini.

 

 

 

 

 

 

INFORMAZIONI

📍Luogo: Fortilizio della Cittadella, Pisa

📅 Date: 30 maggio – 21 giugno 2026

🕰️Orari: mer–ven 16:00–19:00 / sab–dom 10:00–13:00 e 16:00–19:00

🎟️Ingresso gratuito