Utilizzando il vecchio incipit di un autentico imperialista come G. Cesare per il De bello gallico (Gallia est omnis divisa in partes tres ossia la Gallia, nel suo complesso, è divisa in tre parti) basta poco: è sufficiente infatti sostituire Gallia con Terra per avere lapidaria sintesi dello stato della politica internazionale di questo piccolo pianeta che prosegue il suo tranquillo moto di rotazione e rivoluzione ignaro, per sua fortuna (perché come già Qohèlet e Seneca