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DE LITTERIS ET ARTIBUS – Il cinema ritrovato – Hiroshima mon amour di Alain Resnais (1959)

Hiroshima mon amour di Alain Resnais (1959)

Un’attrice francese si trova a Hiroshima per girare un film pacifista.
Mentre è in città, la donna ha un’ardente relazione con un architetto giapponese.

Il loro rapporto, breve e appassionato, rievoca alla memoria di lei il ricordo di un amore sfortunato che, durante la guerra, l’aveva legata a un giovane soldato tedesco nella Francia occupata dai nazisti e che si era concluso tragicamente con accuse, dopo la liberazione, di collaborazionismo a suo carico.

La macchina da presa si sofferma sulla pelle dei due amanti (due corpi nudi avvinghiati l’uno all’altro, intervallati dalle immagini degli orrori di Hiroshima), segue l’immagine di una luce abbagliante che si riverbera fra i resti della città, nelle stesse strade in cui la prima bomba atomica sviluppò un inferno da diecimila gradi che avrebbe provocato 100.000 morti nell’arco di un secondo, dissolvendo ogni cosa intorno a sé.

In circa 15 minuti il regista Alain Resnais ci presenta uno dei più indimenticabili incipit nella storia del cinema, per uno dei film-simbolo della sua carriera.

Tratto da un romanzo della scrittrice Marguerite Duras, che ne ha anche firmato la sceneggiatura, Hiroshima mon amour è il primo lungometraggio di Resnais.

Dirigerà poi 19 film oltre a cortometraggi e documentari, vincitore di numerosi premi cinematografici “Golden Globe”, “Cesar”, “Leone d’oro”, “Orso d’argento”.

Presentato al Festival di Cannes del 1959, il film è considerato il capostipite della Nouvelle Vague (insieme con I quattrocento colpi di Truffaut, uscito nello stesso anno) grazie al suo stile assolutamente innovativo sia per quanto riguarda le scelte registiche, sia per l’originalità del montaggio e della costruzione narrativa.

L’intensa passione fra due personaggi senza nome, un’attrice francese (Emmanuelle Riva) e un architetto giapponese (Eiji Okada), consumata nel corso di un giorno e mezzo, si intreccia con la tragedia di Hiroshima, la città devastata dall’esplosione della bomba atomica, e con la consapevolezza che “tutto ciò si ripeterà”.

Grazie a un formidabile uso dei flashback Hiroshima mon amour è un film sul tempo e sulla memoria, i due temi che costituiscono l’essenza più profonda della pellicola, presente e passato si fondono l’uno con l’altro, in un continuo susseguirsi di salti temporali, secondo le regole del flusso di coscienza.

La relazione fra la protagonista e il suo amante, in una Hiroshima ancora segnata dalle ferite della guerra, rievocherà alla mente della donna i giorni trascorsi da ragazza nella natia città di Nevers e il suo amore proibito per un giovane tedesco all’epoca della guerra.

Hiroshima mon amour diventa dunque anche una commovente riflessione sul dolore e sulla solitudine, nella quale la sofferenza di una singola persona viene messa in rapporto con quella di un’intera nazione e in cui realtà e immaginazione, memoria e oblio, amore e morte formano una serie di contrasti che si rispecchiano nel conflitto interiore del personaggio interpretato dalla Riva (consacrata con questo film star internazionale e icona del cinema francese).

Da antologia la colonna sonora (composta da Georges Delerue e Giovanni Fusco) e la bellissima fotografia in bianco e nero di Sacha Vierny.

Antonello Nessi

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