HomeDialogandoNewsletterApprofondimentoL’APPROFONDIMENTO – Appendice

L’APPROFONDIMENTO – Appendice

Non solo nel gergo deli anatomisti (ma anche nel linguaggio comune) l’appendice è definita “vermiforme” con quell’atteggiamento sprezzante che gli individui della nostra specie riservano a ciò che non considerano bello sulla base della propria misura.

Definire qualcuno un “verme” o qualcosa “vermiforme” non vuole certo essere un complimento. Piuttosto questo appellativo metaforico serve per stigmatizzare chi o cosa non ci piace per qualche caratteristica che appare in contrasto con il nostro paradigma estetico.
Peccato che i vermi siano parte fondamentale della biomassa, al punto che se tutti gli organismi eccetto i vermi fossero eliminati dal pianeta, potremmo ancora riconoscere le forme di tali organismi in uno spettrale mondo di vermi.

Tornando all’appendice vermiforme, la scienza medica moderna compie lo stesso errore (basato su una micidiale congiunzione di ignoranza e arroganza) che ha causato tante “epidemie” che l’uomo si è autoinflitto: in questo caso mi riferisco alle appendicectomie non necessarie.

L’appendice non piace a chi – schiavo dell’ideale classico dell’uomo vitruviano dove ogni cosa è regolare e armoniosa – considera questa bizzarra struttura anatomica un abominio assoluto: ha lunghezza e morfologia estremamente variabili, posizione che non può essere predetta con sicurezza (e che non può essere iscrivibile con precisione in un cerchio). Per giunta si ammala spesso e può talvolta condurre a morte.

Quindi non appena i medici ne hanno l’opportunità (il pretesto), si affrettano a rimuoverla. Dobbiamo ammettere peraltro che questo costituisce un progresso rispetto a Miles Breuer il quale circa un secolo fa suggeriva che i pazienti bisognosi di un’appendicectomia salvavita dovevano essere lasciati morire per evitare che la loro progenie ereditasse un DNA che li caratterizzava come candidati per l’estinzione.

In realtà l’evoluzione – che ha avuto il tempo di milioni di vite umane in successione per fare innumerevoli esperimenti sulle forme di vita più adatte alla sopravvivenza – ci offre qualche elemento di riflessione quando ci indica che l’appendice è presente in oltre 250 specie di mammiferi, essendo comparsa indipendentemente almeno 29 volte.

Il motivo è che un tubicino che si diparte da una tubazione ad alta portata come il colon è un meraviglioso stratagemma che consente ai batteri buoni del nostro intestino di trovare un rifugio sicuro nel corso di quei veri e propri tsunami che sono le gravi diarree. In quei casi un condotto collaterale, sottile e tortuoso, fornisce un rifugio ideale per quei batteri che – terminata l’acuzie – potranno tornare a popolare il colon.
Possiamo ipotizzare che, nel corso di milioni di anni, l’evoluzione abbia preso atto che la possibile morte per patologia infettiva acuta dell’appendice è di gran lunga meno rilevante della protezione che essa garantisce nei confronti delle infezioni gastroenteriche potenzialmente mortali che da sempre affliggono gli organismi, i quali devono introdurre alimenti (spesso infetti) per mantenere in equilibrio il proprio bilancio energetico.

È per questo che l’appendice è evoluta indipendentemente così tante volte: infatti essa salva molte più vite di quante ne tolga. Va inoltre notato che la sua forma sgradevole all’occhio umano è in realtà il brillante risultato del lento ma sicuro processo evolutivo, che ha trovato il modo di mantenere la flora batterica amichevole al sicuro dai catastrofici spopolamenti intestinali provocati dalle enteriti infettive.

Ulteriori studi hanno dimostrato che l’appendice ha una funzione importante in ambito immunitario e che ha un ruolo anche nel prevenire malattie gravi.

Quindi l’appendice serve (serve eccome!) e spero che questo possa tenere a freno l’entusiasmo con il quale molti chirurghi si affrettano ancora a rimuoverla (sebbene spesso non sia strettamente necessario e basterebbe una cura antibiotica) convinti come sono di avere l’opportunità di correggere un errore di madre natura.

Spero anche che un giorno venga scritta un’ampia appendice al librone della medicina, nella quale si elenchino le numerose situazioni (dalla circoncisione, alla terapia di conversione, al gene editing) nelle quali noi – parvenu dell’evoluzione della vita sulla Terra – pensiamo di correggere supposti errori quando invece facciamo grossi guai.

Davide Caramella

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