L’EDITORIALE – La sicurezza invernale e la commedia dell’informazione
Nell’era della comunicazione & connessione continue avere semplici notizie, vale a dire informazione (nei limiti del possibile e in qualche misura anche tendente all’obiettività), è impresa a rischio e, volendosi in ipotesi astrarre solo un momento dalla realtà, con risultati che volgono al grottesco se non al comico.
Anche la attuale canea in materia della sicurezza da garantire (comprensibilmente vista l’aria che tira) ai Giochi invernali oramai irrimediabilmente incombenti sull’italico territorio non può sfuggire alla consueta prassi di parole una dietro all’altra le quali paiono trascinate, al pari di noti personaggi danteschi, da bufera infernal che mai non resta.
L’inizio è, come sembra, in quel di Milano, città ospitante, dove secondo quanto riferisce la stampa il presidente della Giunta regionale, a margine di un evento, avrebbe detto che ‘Se l’Ice sarà a Milano ci sarà soltanto per controllare il vicepresidente americano Vance e il segretario di Stato Rubio; quindi, sarà soltanto in misura difensiva ma io sono convinto che non succederà niente’.
Frase invero già un po’ scivolosa, all’evidenza pronunciata a braccio, dalla quale si evince che il controllo della discussa ICE (Immigration and Customs Enforcement) sarebbe solo di difesa (meno male) per i due illustri ospiti, ma non succederà niente (meno male un’altra volta): locuzione probabilmente non tale da innescare troppe domande se il parlante non fosse soggetto sensibile così come i contenuti espressi (ICE compresa).
In ogni caso gli uffici regionali fanno prontamente seguire una nota la quale, chiarendo come il presidente in realtà non abbia inteso confermare la presenza di agenti ICE in quanto non in possesso di informazioni al riguardo, diventa ciò che nel gergo giornalistico si chiama ‘notizia data due volte’ e poi, non bastando, interviene anche il Viminale a confermare ufficialmente che ‘La Ice Usa non opererà in Italia. Non ci sono ad oggi accordi di collaborazione sottoscritti per le Olimpiadi’ e così la notizia è data una terza volta.
Ma, sfortunatamente, appare subito con le gambe corte perché invece la ICE ci sarà, come autorevolmente subito dopo conferma l’ambasciata USA (v. inter alia Corsera 27 01), e ovviamente proprio per la tutela della delegazione statunitense la quale (ancora comprensibilmente, si intende, vista l’aria che tira, ma un po’ meno per il ricorso, fra i tanti, a un corpo che in patria si distingue per comportamenti degni di indagine giudiziaria) pur con ogni simpatia e considerazione per i servizi del fido alleato mediterraneo, non dimentica (anzi è persuasa) che chi fa per sé, fa per tre.
Naturalmente la ICE non sarà responsabile di alcuna operazione di sicurezza (gli irregolari o clandestini nostrani possono stare tranquilli) e sarà inoltre sotto il controllo delle autorità italiane (ci mancherebbe altro).
Si avrà così destro di scorgere i due personaggi, di norma poco inclini al sorriso ancorché di circostanza, attorniati da scorta adeguata e conforme.
A questo punto, a parte la polemica politica che su argomenti del genere va in discesa, e infatti è ingrossata a valanga, non resta che, in accordo con il pensiero del presidente della Giunta lombarda, confidare che non succeda niente.
Tra l’altro si viene a conoscenza, en passant, che l’ambasciata iraniana abbia smentito (comunicazione o informazione?) la notizia del 28 scorso che dava gli atleti iraniani scortati dai pasdaran (Anteprima, 29 01) e chi crede alla parola degli ayatollah è libero di tranquillizzarsi e inoltre che il Qatar intorno al suo unico atleta olimpico manda in trasferta (se lo può permettere) oltre 100 agenti per custodirlo a dovere (Anteprima, 28 01) aggiungendo pure mezzi blindati e così al contempo, come precisato dal ministero per gli Interni, realizzando una utile occasione formativa sul campo della propria forza di pubblica sicurezza ‘che vuole vedere come svolgiamo le misure di sicurezza a protezione di un evento tanto grande’.
Immaginando che non solo USA, Qatar e Iran siano, in perfetto spirito olimpico, avvedutamente solerti e pensosi della tranquillità dei propri atleti si intravede quindi perfino la possibilità, sicuramente favorevole per le ricadute economiche sul terziario dei territori Milano-Cortina, che gli sbirri più o meno in borghese e più o meno motorizzati o blindati di provenienza worldwide finiscano a essere anche più numerosi degli spettatori.
LMPD
