DAL MONDO SANITARIO E SCIENTIFICO – Demenza e ricerca
Numerosi studi collocano scelte di vita virtuose (dieta sana, esercizio fisico, stimolazione sociale e cognitiva, salute cardiologica etc) in un’area di rischio ridotto di demenza.
Altre ricerche individuano fattori a rischio anche nella perdita di sensi importanti come la vista o l’udito o nelle conseguenze date dall’herpes zoster; tuttavia, non ci sono prospettive condivise in rapporto a risultati misurabili.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità sta per pubblicare nuove linee guida per la riduzione del rischio (16 luglio prossimo) e c’è attesa sia da parte degli specialisti sia da parte del pubblico anche in considerazione che la patologia sembra essere in aumento.
A parte che esami del sangue dovrebbero aiutare a individuare i sintomi dell’Alzheimer, alcuni ricercatori avvertono circa l’eccessiva enfasi sulla responsabilità personale, cioè sulle singole scelte di vita, quando invece fattori importanti che comunque contribuiscono al rischio (a esempio inquinamento atmosferico, accesso all’istruzione o effettiva disponibilità di cibo sano) non sono di norma nel controllo del singolo, ma costituiscono una responsabilità collettiva e sociale.
Nature 655, 294-297 (2026)
doi: https://doi.org/10.1038/d41586-026-02098-z