HomeDialogandoNewsletterApprofondimentoL’APPROFONDIMENTO – La mente come un giardino fiorito: meditazione (1)

L’APPROFONDIMENTO – La mente come un giardino fiorito: meditazione (1)

Cosa è la meditazione, secondo l’insegnamento del Buddha? 

E’ come curare un giardino: prendersene cura e renderlo bello. Così, con la mente.

Non importa se in questo momento la vostra mente appaia stanca o disordinata. Non importa se per qualunque ragione stati mentali spiacevoli vi attraversano. Sedendo in meditazione, la renderete luminosa, tersa, vasta. 

E facendolo ogni giorno, con squisita cura, accadrà una vera trasformazione.
Bhavana, infatti, termine in lingua pali che indica la meditazione buddista, significa: coltivazione.

Coltiviamo la mente, prendendocene cura. Accade come a un giardino. Coltivare un giardino.

Se aveste un fazzoletto di terreno, che appare brutto, sporco o invaso da erbacce e desideraste avere un giardino armonioso e fiorito, non passereste il tempo a lamentarvi di come sia spoglio o arido. 

Piuttosto, con delicata pazienza, iniziereste a togliere le erbacce, dissodare il terreno, piantare semi di rose, fiori e piante profumate. E in men che non si dica, comincereste ad avere un giardino splendido. 

Ogni giorno, dedichereste qualche minuto a innaffiarlo; potare qualche rametto, spazzare le foglie; contemplarlo: inizierà a diventare armonioso e fiorito e ogni tanto, vi fermereste a guardarlo. 

Non serve prendersi cura di un giardino, se non ne godiamo e non lo contempliamo. 

Forse non è ancora perfetto, ma è già così bello. Esso risponde alle vostre cure. Anche la mente risponde alle nostre cure.

Prendersi cura della mente.

La meditazione, dunque, è prendersi cura della mente.
Il termine cura ha una etimologia latina ed è ricco di sfumature. 

Cura, in lingua latina, non significa solo ‘rimedio’ (qualcosa che sana), ma sottende anche i concetti di accuratezza e accudimento.
Come in medicina: la cura non è il foglietto scritto dal medico (la prescrizione, da sola, non farebbe nulla) e neppure la sola pillola come composto chimico in sé. 

La cura è l‘accuratezza e l’accudimento che voi mettete nel prendere quel farmaco rispettando posologie, orari e modi. E’ questa accuratezza che voi mettete nell’applicare la prescrizione medica, a guarire la malattia. 

Marcello Comel, fisiologo e dermatologo fondatore della celebre scuola di dermatologia di Pisa, raccomandava a studenti e pazienti la necessità di medicarsi un poco ogni giorno e non distrattamente in modo abitudinario o automatico, ma pensando con quiete e accuratezza a quanto si faceva.

Ugualmente con la mente. E’ l’accudimento quotidiano che voi mettete, attraverso la meditazione, a guarire la mente. Ed è l’accuratezza con cui lo fate.

Un gesto quotidiano.

Il Buddha raccomandò che questo gesto di cura (meditazione) fosse quotidiano. Anche breve, ma quotidiano. Non serve meditare per ore due o tre volte all’anno, ma pochi minuti, ogni giorno. 

A mano a mano che diventate esperti, il tempo si allungherà, spontaneamente. Vi parrà bello e importante coltivare la vostra mente. Ripulirla nelle rifiniture. Potenziarne la bellezza. Gustarla. Così come con il giardino. Non ve ne prendete solo cura, ma ogni tanto sedete sulla vostra poltrona guardandolo con soddisfazione.

Il giardino risponde meravigliosamente alle vostre cure.

Anche la mente risponde meravigliosamente alle nostre cure.

Questo accresce saddha (termine in lingua pali che significa fiducia, devozione, fede). E gratitudine. 

Esse (fiducia, fede, devozione, gratitudine) sono qualità sane che in breve tempo impregnano la mente creando un vero e proprio circolo virtuoso.
Incontrare la mente diventa una necessità e un piacere.

 

Elena Greggia

(continua)

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