APOCRIFA – Caro Diario
1° agosto, sabato. Oggi è il primo giorno di agosto e nella notte fra mercoledì e giovedì scorsi è stata luna piena, incredibilmente vicina e lume per una notte piena di grilli. Fa un caldo cane: gli esperti dicono che è per via dell’Africa in progressivo movimento verso settentrione.
Nonostante sia certo a livello scientifico che il riscaldamento globale è opera dell’uomo, nessuno dei responsabili politici titolati a intervenire ne parla più in quanto è più semplice negare piuttosto che intervenire scontentando gli elettori e chi verrà si aggiusterà.
Inoltre sarebbe necessario mettersi anche (un po’) d’accordo, poiché le cattive pratiche e le emissioni non rispettano i confini, ma questo è escluso dai ringhianti VVIP odierni.
2 agosto, domenica.
Invece di auto-immergersi nella palude stigia, Ritiro l’attacco a Teheran per il bene del mondo dichiara il presidente dopo avere perso la guerra (la consueta blitzkrieg di presuntuosi e tiranni), finite le munizioni e squinternato il globo.
Il 20% degli americani, pare, gli crede ancora, ma la vergogna (di tutti) è che non lo abbiano ancora rimandato a casa.
A proposito: e do d’agòst (il due d’agosto) in Romagna serve (anche) per indicare i testicoli e l’origine della definizione risale ai primi tempi napoleonici. Nella piazza di Lugo, davanti a Rocca e Pavaglione e più o meno dove poi sarebbe sorto il monumento a Francesco Baracca, alcuni autoctoni volontari nell’esercito transalpino dovevano aggregarsi ai commilitoni già schierati, ma trovavano comprensibili difficoltà a vestire correttamente gli strettissimi calzoni dell’uniforme francese.
Per far cessare indecorosi contorcimenti e garantire marziale conformità al reparto, l’ufficiale francese, spazientito, abbaiava agli zucconi il suo ripetuto comando: Les deux à gauche, les deux à gauche (i due a sinistra)!
S’el dis e purètt mai (cosa mai dice il poveretto)? si domandavano, invano, a vicenda i volonterosi fino a che non intervenne uno che aveva studiato: Al so pu me: al dis e do d’agòst, ignurantāz (Lo so io: dice due d’agosto, ignorantoni)!
Pensiero della sera: gran parte del mondo continua a comportarsi come in quella storica piazza di Lugo, terricolo comune della bizantina Ravenna.
3 agosto, lunedì.
Ceuta, semi-enclave spagnola in Marocco e una delle due Colonne d’Ercole (l’altra è Gibilterra), all’improvviso invasa da oltre 50.000 migranti che entrano a nuoto (un centinaio e più di annegati) ed escono a piedi (150 al minuto, dice la polizia spagnola) fino a essere oramai tutti tornati indietro.
I conti non tornano (mai) e la comunicazione è opaca: ma si possono immaginare le facce degli organizzatori -malviventi, politici, servizi di intelligence etc– soddisfatti del laido successo e delle coperture sui giornali: facce ignote, ma come quelle dei maiali uguali le une alle altre.
Don Antonio Mazzi: nel momento del saluto, lo ricordano a difendere la libertà dei giovani dal mercimonio del mercato delle illusioni e degli inganni che punta ad averli inerti e aggiogati perché il ruolo della tossicodipendenza, come di ogni altro ramo, è solo continuare a vendere.
4 agosto, martedì.
(Agenzia Vista) Washington, “Io non so, penso che potremmo ottenere qualcosa, ma voglio dare loro ogni ultimissima possibilità prima della decapitazione. È molto dura fare ciò che abbiamo pianificato, che abbiamo ancora in piano di fare“.
L’Iran, tanto per cambiare, smentisce ci siano contatti in corso.
5 agosto, mercoledì.
Si confida che qualche governante saggio annulli, abroghi, sopprima, cancelli e abolisca per legge il calcio ufficiale e il gioco torni a essere disponibile a chi lo desidera per sport e diletto.
VIP e VVIP del campo largo litigano, vanno a pranzo di pace (disgelo) secondo il rito romano per cui gli affari si fanno attovagliati e riprendono e continuano a litigare: con reciproco rispetto avendo idee differenti e non negoziabili.
6 agosto, giovedì.
Emerge (ora) che prima della guerra contro l’Iran i generali avessero manifestato tre preoccupazioni: pericolo per le basi nel Golfo, rischio perdite (di ogni genere) e consumo degli arsenali.
Previsioni puntualmente avveratesi, tant’è che perfino la tolleranza del presidente vs il regime (prima di decapitare il Paese, si capisce) sembra suggerita dalla mancanza di cartucce. E poi si dice che i militari non siano svegli.
Ora uno se la prende con l’altro il quale scarica su un altro ancora, come nelle migliori famiglie, e il singolare coro a bocca socchiusa di anonimi grilli parlanti (parlano a condizione di non apparire) che svergogna capo e sottoposti è degno sfondo per la politica di uno che si è creduto speciale, laddove altro non è che uno qualsiasi (ma al potere).
E a proposito poi di scoperte: a valle della recente indagine Istat sui consumi delle famiglie (2024) è stato lucidamente osservato da più di un esperto come le famiglie più ricche spendano e consumino molto di più rispetto a quelle povere.
7 agosto, venerdì.
Quando muore un personaggio noto in tanti si scatenano a dire o scrivere in memoriam e allora emerge la rispettiva intelligenza, sensibilità, educazione, cultura.
(Regie) Poste: Milano, in un Ufficio grande e climatizzato ci sono quattro impiegati dietro ai vetri e tre clienti, no utenti, no meglio pazienti in attesa. Due degli impiegati, alle lor poste, sono fermi e guardano distrattamente intorno, forse usufruendo di pausa per la meditazione, mentre gli altri due lavorano: per ritirare una raccomandata (il terzo paziente) impiega 19 minuti esatti.
Forse, insistendo, anche l’Italia riuscirà a raggiungere i livelli qualitativi di servizio del Nordafrica.
8 agosto, sabato.
Per via di Ceuta (che non fa parte di Schengen) e conseguenti ‘rischi di sicurezza e terrorismo’ anche in vista del Ceuta bis di Ferragosto l’Italia sospende Schengen vs la Spagna e sembra che fra Linate, Malpensa, Torino, Bergamo e Bologna i controlli abbiano individuato una quindicina di irregolari (fra cui alcuni marocchini, non si sa se in Europa attraverso Ceuta, oltre a cinesi, colombiani e georgiani).
La Spagna restituisce le attenzioni per i viaggiatori in arrivo dall’Italia a causa della ‘persistente pressione migratoria irregolare’ che incombe sul bel Paese.
Cose serie e tragiche mescolate a cose da asilo Mariuccia.
9 agosto, domenica.
L’accompagnamento per chi muore non è nei discorsi né negli articoli, ma nelle poche parole di Marco, il più scabro degli evangelisti: E dice loro in quel giorno, fattasi sera: Passiamo all’altra riva.
10 agosto, lunedì.
San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.
Parole che escono dal principio del tempo, dalle rive di Tigri ed Eufrate sfocianti insieme nel Golfo Persico e incise in modalità cuneiforme su tavolette di argilla da antichi sapienti sumeri stupefatti dalla oscura volta infinita sopra di loro e in religiosa ammirazione e lettura del cielo stellato.
E scritte in memoriam da altissimo poeta.
11 agosto, martedì.
Gli internauti, come consuetudine, si dividono equamente (in senso numerico, si capisce) fra automobilisti e ciclisti.
I primi accusano i secondi di passare con il rosso, andare contromano, usucapire (se in gruppo) lo spazio stradale, mandare a ranare l’automobilista che aspirerebbe (legittimamente) a sorpassarli etc. Ovviamente hanno ragione, perché è quanto succede.
I secondi accusano i primi di indisciplina stradale, di prepotenza perché sono più grossi, di sprezzo del rischio specialmente altrui e c’è stato perfino chi ha rimarcato come, a fronte di tale situazione, pedalare in mezzo alla strada sia più sicuro.
Ovviamente hanno ragione, perché è quanto succede.
In particolare gli automobilisti sono degni di un capitolo dedicato in un librone come Psychopathia Sexualis del von Krafft-Ebing dato il rapporto perverso e degenere che li lega all’automobile per la quale sono disposti a tutto, fin all’omicidio.
Ma pochi considerano il contesto: spazio ristretto e tanta gente e ognuno che sta sul fiato al prossimo e viceversa. Aggiungansi mancanza di educazione, caldo africano e una visione del mondo (altrui) a livello di videogame in cui la vocetta non dice più ‘prendilo’, ma ‘kill’.
È, come d’uso, la sindrome del crowding & cramping sconosciuta in spazi aperti e non intasati dove ignoti conducenti, a qualsivoglia numero di ruote, incontrandosi in strada stretta, invece di spingersi fuori a vicenda, si salutano o si fermano a fare due parole.
12 agosto, mercoledì.
Il meme, neologismo inglese derivante dal greco μίμημα, mímēma (imitazione) trovato negli anni ’70 da un inglese professore a Oxford, zoologo fondamentalista darwiniano (Richard Dawkins, The selfish gene, 1976, per cui il corpo umano veicola la sopravvivenza dei geni, unità fondamentali della selezione) indica una informazione elementare replicabile nella misura in cui suscita interesse, emozione etc.
Il meme corrisponde a una singola unità trasmissibile per imitazione fra individui o mezzi di comunicazione e trattandosi di elemento culturale o comportamentale è senza rimedio condizionato dalla evoluzione umana onde i meccanismi di diffusione della Rete ne amplificano la singola natura: intelligenza o idiozia, invenzione o copiatura, buona o mala fede.
Per un giornalismo d’inchiesta che intenda essere tale, con valide credenziali di obiettività oltre che di competenza, è consigliabile andare a vedere (e magari anche copiare un po’) come si muovono e con quali dichiarati principi (e.g. Reuters) i colleghi negli USA.
La gens Ligurum mugugna inospitale sui foresti in genere, ma più di tutti detesta i meneghini che le hanno colonizzato, rovinandoglielo, l’angusto bel territorio ristretto fra mare e monte fingendo di non ricordare di averlo essa stessa venduto allo straniero.
E si vendica con prezzi, cattivi servizi e maleducazione.
Cumenda ed epigoni, oltre a ricchi naturalizzati mediolanensi e riccastri, pseudo-ricchi, lemuri e quaquaraquà hanno da sempre il piede marino: spendono capitali per tenere a Portofino, Santa Margherita (familiarmente: Santa) e Rapallo costosi e candidi yacht, ma intorno alle 11 di mattina escono in mare, rombando i possenti motori (e grandi barche anche due alberi dalle vele strettamente avvolte e naviganti a vapore), fanno poche miglia fino alle scogliere di Zoagli ed ivi danno fondo, sotto ai condomini, parcheggiandosi ordinatamente a cento metri dalla riva scoscesa uno accanto all’altro per tintarella, bagno e pranzo di pesce a bordo.
Da Chiavari, latitudine sud e longitudine est, pigre correnti spingono schiumosi scarichi fognari gettati a mare nella opima località a sciabordare galleggiando fra gli immacolati scafi all’ancora.
13 agosto, giovedì.
Nonostante il parere delle guide contrario alla salita per via delle condizioni atmosferiche e delle scariche di sassi, alpinisti rimasti bloccati sul Bianco al rifugio Gouter, 3800 metri di quota, via francese nota nel tempo per numerose vittime, chiedono il soccorso gratuito della protezione civile per essere riportati a valle in elicottero, ma il sindaco competente per territorio (Saint-Gervais) si oppone adducendo che chi si prende volontariamente il rischio conoscendone le condizioni paga anche di tasca propria.
A parte i dati economici (nel 2024 i soccorsi, in zona francese, sono costati mediamente oltre 10.000 euro per intervento) sarebbe ora, non solo sul Bianco, che spensierati e imprudenti escursionisti adottassero a loro volta comportamenti diversi, responsabili oltre che per se stessi anche per i soccorritori costretti a rischiare a causa di scelte altrui con la testa nel sacco.
14 agosto, venerdì.
Il leader di Reform UK ha vinto alla grande (63%) le elezioni disertate dai principali partiti lasciando al Conte Faccia di bidone (della spazzatura, Count Binface) il 27%, peraltro miglior risultato mai conseguito da quest’ultimo che ha ben superato quella soglia del 5% mal di pancia per più di uno.
È costui un comico della politica, presentatosi con la promessa elettorale, fra le altre, di tagliare le tasse e aumentare quelle degli altri la cui identità corrisponde a quella di un alieno dal pianeta Sigma IX riconoscibile per l’elmo (un bidone della spazzatura) e ansioso di candidarsi, ma sarebbe riduttivo considerarlo (solo) un esponente della tipica tendenza britannica all’eccentrico e al paradosso: la sua satira non si ferma in Albione dalle bianche scogliere, ma tracima e ridicolizza wordwide la fauna di quegli innumeri politicanti che in testa hanno di peggio del bidone della ruera e neanche lo sanno, ma credono di cingere lauri e corone.
15 agosto, sabato.
Coincidono nel giorno di Ferragosto, mezza estate, la festa pagana e la festa cristiana dedicata a מרים, Miryam o Myriam, Maria, la Θεοτόκος, Theotókos, colei che genera Dio, madre di Dio.
Quando diede alla luce Gesù, Maria di Nazareth era assai giovane galilea che, secondo quanto scrive il greco Luca all’esito delle sue accurate ricerche, per tutti gli anni di vita con quel suo ben strano e misterioso figlio, serbò nel cuore e pensiero quanto di straordinario e di drammatico accadeva, non capendolo, a lei e intorno a lei.
Dopo la morte di Gesù, ella raccontò tutto il tesoro della sua memoria a Giovanni, uno dei due pescatori figli del tuono per la giovanile irruenza, che l’aveva accolta nella sua casa fuori Gerusalemme: raccontava seduta sul tetto terrazzato della piccola costruzione circondata dall’orto, il discepolo silenzioso e attento ai suoi piedi, sul fare della sera, quando lentamente si accendono le prime stelle e, alla terza, è giorno nuovo sotto il cielo che oscura.
E una sera a metà della estate, nel caldo mese di Av (quinto mese da Nisan, il mese di Pasqua, dal babilonese Abu che significa Consolazione del Padre) si accende per loro lunghissimo lampo guizzante e fermo dalle montagne della Giudea al buio Mediterraneo.
Intuiscono, scoprono e conoscono il Figlio.
Così origina il Vangelo di Giovanni, il quale vide e credette.
16 agosto, domenica.
Nella provincia italica tiene banco la orizzontale vicenda di Report con il consueto, secondo tradizione, colaticcio socio-politico-culturale che appassiona i lettori estivi e oscura mediaticamente perfino le prevedibili e scontate e sempre uguali vicende internazionali.
Il conduttore aveva all’epoca una protezione composta solamente da due uomini. Siccome gli attentatori – secondo il modo di vedere di Lavitola – erano pericolosissimi (ma non è indagato proprio come mandante?) lui l’ha fatto perché poi in effetti la scorta è stata più che raddoppiata: si è passati da due a otto agenti… (Avvocato del faccendiere, Repubblica, 12 08). Ora protestano anche i materiali esecutori del fatto, i quali non avrebbero ottenuto il compenso pattuito per il servizio pur ben sapendosi -come spiega Sparafucile, il sicario borgognone attivo in quel di Mantova ducale, allo sprovveduto Rigoletto- che una metà si anticipa, il resto si dà poi.
Gli anni passati, anche a detta di una del ramo come la signora Nell Kimball (Memorie di una maîtresse americana), presentano sempre il culo più roseo e si tornerà a sognare perfino i governi balneari che, almeno nella pausa estiva, davano temporanea tregua all’ansia dei cittadini.
L’eruzione dell’Etna mette fuori gioco l’aeroporto di Catania e dà il destro al ministro dei Trasporti di puntualizzare che se il progettato ponte sullo Stretto fosse già stato in attività i disguidi per i viaggiatori bloccati a terra sarebbero risultati ben minori: è infatti noto come gli aeroplani viaggino con auto al seguito.
Né sorge il dubbio che con parte di quel denaro (oltre 13,5 mld stimati) si possano levare le regie ferrovie sicule, e già che ci siamo anche talune calabresi e talaltre vicine, dalle condizioni nordafricane in cui storicamente versano.
17 agosto, lunedì.
Nella ricorrente polemica sulle condizioni di salute del presidente USA seguita a un recente articolo sul NYT del medico (repubblicano) che fu curante personale del vice di Bush, Cheney, cerusico garbatamente definito idiota dalla Casa Bianca, un comune lettore ha scritto al giornale stupendosi che per guidare un autobus siano previsti accurati e numerosi controlli pubblici e che per tenere il dito sul grilletto nucleare sia sufficiente a un ottantenne la certificazione di un ignoto medico della Marina.
18 agosto, martedì.
Al taikùn piace l’idea di dichiarare Stretto di Hormuz territorio Usa. Ne abbiamo totale controllo, dice stuzzicato dai giornalisti e pubblica (su Truth) la nuova mappa geopolitica con la scritta New Us Territory.
Lo Stretto di Hormuz è aperto e operativo. Tutte le mine sono state rimosse o fatte brillare ha inoltre scritto il presidente americano che, a proclami, ha già vinto tutte le guerre in conflitto con la realtà.
Israele bombarda la Siria e respinge il piano USA per Gaza per via di Hamas che, nelle more, si prepara a sconfiggere Abu Mazen alle elezioni palestinesi: nel frattempo numera con il pennarello palestinesi sospetti in Cisgiordania e, certo, si comporta meglio di quanto non facessero i nazisti sebbene Ben Gvir insegni che Dovremmo uccidere 30-40 palestinesi ogni notte: modo come un altro per risolvere, alla lunga, il problema di un territorio che Israele occupa illegalmente.
Buon giorno, Mondo: tu continua a girare e chi sa che non ti riesca di centrifugare nello spazio almeno qualcuno, fra i molti, di cui abbiamo piene le scuffie.
19 agosto, mercoledì.
Pare che il governo, maneggiando Schengen con qualche disinvoltura, abbia, come si diceva in paese, orinato in un formicaio di cui peraltro non conosce il numero degli abitanti.
20 agosto, giovedì.
Il presidente americano, infilatosi alla generale Custer nel cul-de-sac iraniano e impantanato, per la tranquillità degli alleati sunniti, fino al berretto da ciclista calcato sulle orecchie in guerra armata non vinta e forse già persa, oltre che in quella delle parole, proclama ora anche la guerra economica ai pasdaran (al resto del mondo già l’ha portata, con innegabile successo).
Lungimirante implacabile statista.
Da che mondo è mondo -ancora prima del riscaldamento antropico e delle sue fatali conseguenze che in Francia, e non solo lì, nocquer tanto- dopo Ferragosto c’è sempre stata la grande tempesta di fine estate, foriera d’autunno.
Ma un temporalone fatto di temporali attorcigliati a doppia elica come il DNA e senza sosta che inizi nella notte e proceda senza prendere fiato fino a sera e poi al giorno dopo non s’era mai veduto.
21 agosto, venerdì.
Nel Mare Arabico la portaerei USS George Washington ha dato il cambio alla USS Abraham Lincoln con l’equipaggio alla canna del gas (burnout) dopo troppi mesi di ininterrotta missione che, secondo Military Times e Stars & Stripes, ha sofferto di carenze alimentari e manifestato sintomi di esaurimento nervoso fino a tentativi di suicidio.
Il presidente, sebbene nervoso con giornalista della Cnn, rea di avergli chiesto della vicenda, ha smentito assicurando eccellenti le condizioni a bordo e commentato con la consueta lucidità che, dopo tutto, 9 mesi non gli sembrano neanche tanti.
“Sono stato su navi che sono rimaste in missione molto più a lungo di così e conosco persone sulla Lincoln -ha precisato- Dicono che è splendidamente mantenuta e splendidamente curata, e altre persone sono andate a verificare e hanno trovato che fosse vero”.
22 agosto, sabato.
In argomento di credenza o di fede tutto è controvertibile: Dio è-non è, Dio c’è-non c’è e le prove, intese come le intende la razionalità della creatura umana, non esistono né in un senso né nell’altro.
L’ateo che nega Dio lo fa in virtù di una fede uguale, ma in senso inverso, a quella di colui che crede Dio e, in particolare, quando si serve della scienza per constatare il conflitto con la fede in Dio e certificarne la incompatibilità immagina, anche se forse non lo sa o non lo vorrebbe, un dio (antropomorfo) con mentalità, caratteristiche e modo di agire in tutto simili a quelle dell’uomo.
Richard Dawkins, in onore del quale l’Atheist Alliance International ha istituito un Award, ha elaborato una scala per definire i gradi di credenza da Dio a non-Dio (il primo connotato dal riferimento a Carl Gustav Jung per il quale “io non credo, io so” e il settimo “So che non esiste nessun Dio, con la stessa convinzione con cui Jung sa che ce n’è uno“.
Applicare negli argomenti intorno a Dio criteri di ordine scientifico porta a ripetere il medesimo percorso dell’illuminista Pierre J. G. Cabanis, medico e fisiologo, il quale affermò la propria certezza circa la non esistenza dell’anima a motivo del fatto (da lui stesso sperimentalmente accertato) che avendo nei decenni sezionato migliaia di cadaveri mai aveva rinvenuto né anima né quantomeno un posto dove, anatomicamente, essa potesse trovarsi nel corpo umano.
Cercare l’anima nell’inanimato per definizione, la vita nello stato di morte, l’ineffabile e l’invisibile nella materia già ha avuto risposta da Pascal, scienziato, con la distinzione tra cuore (esprit de finesse) e ragione (esprit de géométrie) non a livello di conflitto tra opposti, ma di competenza fra due diverse facoltà che servono a conoscere verità diverse (Il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce per nulla).
Forse, nonostante tutta la scienza disponibile, per ideologia si erra nella scelta dello strumento di ricerca, come chi intenda ascoltare la musica con il gusto o con la vista o con il tatto.
23 agosto, domenica.
Gli uomini, non avendo potuto guarire la morte, la miseria, l’ignoranza, hanno deciso di non pensarci per rendersi felici (168).
L’unica cosa che ci consola dalle nostre miserie è il divertimento, e intanto questa è la maggiore tra le nostre miserie (171).
(Blaise Pascal, Pensieri)
24 agosto, lunedì.
35 anni di indipendenza dall’Unione Sovietica, per l’Ucraina: i plenipotenziari di famiglia della Casa Bianca, che girano come biglie ovunque ci sia odore di trifola, non si sono fatti vedere.
C’è una (nuova) crisi fra il governo e la ONG Sea Watch che meriterebbe di essere chiarita da parte del ministero (degli Interni) nel merito dell’individuazione delle ‘autorità competenti’ libiche che sono, da parte della Organizzazione, qualificate come paravento dei trafficanti.
Ma è una delle punte, per quanto ignobile, di iceberg in scia nella corrente: le migrazioni, a partire dagli australopitechi scesi dagli alberi alle savane per mutamenti climatici (diminuzione della pioggia) che diradarono le foreste ampliando le radure, hanno fatto nei secoli la storia delle civilizzazioni umane e di norma, ove sospinte dal bisogno, non sono mai state arrestate, alla lunga, né da valli né da eserciti.
L’unico rimedio è (sarebbe) stabilizzare in positivo le condizioni d’origine.
E per coloro che nondimeno giungono (anche perché servono) è (sarebbe) giusto realizzare un vero, sebbene lungo e impegnativo, percorso di inserimento perché le differenze culturali sono rilevanti onde, in difetto, si producono sacche a rischio.
25 agosto, martedì.
I Britannici, e in particolare gli Inglesi, saranno certo antipatici, supponenti e svitati fino al punto da avere nei secoli messo d’accordo riguardo a se stessi perfino i due principali europei – la perfide Albion e das perfide Albion, viceversa l’Italietta imperial-fascista, tanto per cambiare, si affidava al canoro: Falsa Inghilterra per ogni naviglio perdi una zanna, perdi un artiglio,… (poi s’è visto) e a canzonette avrebbe vinto la guerra- ma lucidità e coerenza in politica estera, addestrati come sono dalla storia, le hanno probabilmente inventate loro.
Né sono privi di esperienza nell’uso della bipartisanship (sebbene di genesi USA) se, valutata strategicamente sullo scacchiere internazionale la delinquenziale invasione dell’Ucraina, non cambiano idea (qual piuma al vento) pur nell’alternanza anomala di soggetti politici e colore dei governi (in quattro anni cinque primi ministri da Johnson a Burnham che, non appena in carica, è andato a visitare il collega a Kiev) e come non hanno ceduto a Hitler così non si fanno intimorire dal suo tetro epigono.
Senza parlare del viscido governo USA, attratto come falena da luci equivoche e soggetti impresentabili (cane non mangia di cane) e, per stare a casa nostra, Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di provincie, ma bordello! con piede in tre scarpe e distinzioni, sottili e no, fra opinioni, cripto-opinioni, convenienze, viltà etc.
E aspirano pure ad avere ruoli.
26 agosto, mercoledì.
È (quasi sempre) saggio distinguere, e mantenere, distinzione fra autore e corrispondente persona. Vale per tutti, anche per Report.
Dopo le tempeste di Ferragosto la stagione non è più quella: cambia nel respiro e nei colori: timida e incerta. E le cicale, indotte dal vento ad andarsene, tacciono e con loro tace la colonna sonora dell’estate.
27 agosto, giovedì.
La classe superiore di destra ha in mente che occuparsi del clima sia di sinistra e infatti non ne parla proprio, nonostante evidenze contrarie.
Il negazionismo è un metodo ruspante, ma di qualche efficacia, in quanto togliendo il problema toglie (al momento) la necessità di affrontarlo e, d’altra parte, è ben noto che i duci, proprio lì a fare i conducenti per grazie del cielo e volontà delle plebi (sebbene per lo più manovrino tram su rotaie), sanno sempre loro quello che è e quello che non è.
E la classe inferiore è paga di udire quello che le piace sentirsi dire e ripetere né mai stanca della sua salutatio matutina (con annesso ricevimento di sportula) verso il potente patronus di turno.
28 agosto, venerdì.
Incartatosi, con il fido ministro della Guerra et predicatore, sul piano militare e non solo, il presidente è nondimeno agile sul piano geografico e, sospesi per ora i propositi di fare del riottoso e ingrato Canada il 51° Paese, della Groenlandia il 52°, di Hormuz il 53°, di Gaza etc etc, ha vergato assiso al Resolute Desk nello Oval Office altro ordine esecutivo ordinando al Dipartimento degli Interni di aggiornare nel servizio di denominazione geografica degli Stati Uniti il nome del lago Ontario in Lake America.
Ontario, in lingua indigena Huron (oniatarí:io) significa “lago delle acque splendenti” ed è nome precedente sia alla Confederazione Canadese sia alla Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti.
La novità si aggiunge a quella del Golfo del Messico (Gulf of America), dello Stretto di Hormuz e, allo stato ancora in itinere, dell’Oceano Atlantico o Pacifico o ambedue.
29 agosto, sabato.
Roberta De Monticelli, filosofa, domanda retoricamente (il manifesto, 28 08 2026) Ma i papi ci credono, in Dio? per passare alla principale seconda domanda: Cosa aspetta il papa a recarsi a Gerusalemme?
Seguono osservazioni condivisibili sulla abnorme situazione di un Paese la cui originaria democrazia è progressivamente cangiata in tirannide omicida sebbene manchi di far memoria circa l’altra faccia della laida medaglia, vale a dire i propositi di annientamento e le conformi azioni di buona parte dei confinanti, che hanno la loro colpa nell’avere reso ingovernabile e senza ritorno il conflitto politico-religioso in atto.
La realtà dell’ecclesia, di cui il papa è a capo, esprime due essenze non facilmente conciliabili pur in condizioni di normalità, figurarsi di eccezionalità: il papa è successore di apostolo scelto da Gesù come vicario per continuare (verso tutti) l’annuncio di salvezza voluto da un Dio ineffabilmente misterioso e amico (Il regno è vicino, convertitevi e credete al vangelo) ma, al contempo, capo di uno Stato privo bensì di divisioni in armi, ma dotato nondimeno di grande e vasto potere spirituale e mediatico oltre che di prerogative formali non dissimili da quelle di altri Stati della Terra.
È dubbio, invero, che la seconda essenza sia stata intenzione pur indiretta di Gesù il quale si è ben tenuto lontano dal messianismo storico e che nel colloquio con la Samaritana, secondo Giovanni, è esplicito circa il superamento del tempio organizzato nei rapporti dell’uomo con Dio e nella conseguente adorazione in spirito e verità.
E anzi si potrebbe fin pensare che la successiva costruzione del tempio cristiano (nel senso di religione positiva, cioè burocraticamente organizzata), con caratteristiche sostanzialmente non dissimili da quello ebraico, sia stata più parola dell’uomo che Parola di Dio laddove l’annuncio di Gesù nel nome di Dio (Il regno è vicino, convertitevi e credete al vangelo) potrebbe in realtà essere fatto proprio -e non paradossalmente, ma poiché (alla lettera) cattolico e rivolto a tutti- anche da ogni diversa religione positiva a unico patto che non abbia come obiettivo la morte altrui.
Certo, un capo di Stato è tenuto a realismo, opportunità, convenienze e riguardo anche per i numerosi equilibri che, a ragnatela, collegano il proprio Stato agli altri, pure quelli ostili.
E più certo ancora, Gesù ancora ci andrebbe, salendo a Gerusalemme a rischio della propria vita come ha già fatto una volta, per dire in faccia a capi dei sacerdoti (increduli circa la resurrezione), a dottori della legge (incuranti del diritto e anzi suoi mestatori) e anziani del popolo (politici e militari di tutte le fazioni e popoli coinvolti) proprio quelle stesse parole nel nome del Signore che è uno.
30 agosto, domenica.
Si stupiscono, in tanti e troppi, che il testè trapassato criminale di guerra serbo (uno fra i pochissimi raggiunto dalla giustizia internazionale), nome e ignobili gesta legate alla Bosnia-Erzegovina, riceva in patria, che ancora lo considera non colpevole, onoranze da eroe.
Non è che la sintesi del nazionalismo allo stato tribo-naturale (che con la patria non c’entra a parte i fanatici) coltivato dai sovranisti di tutta la Terra i quali vanno d’accordo fino a quando non si mangiano a vicenda.
31 agosto, lunedì.
Fra quattordici giorni riaprono le scuole. Magari funzionassero, le scuole, sempre e bene e anche di più ché istruzione e cultura sono unica via per dignitosa libertà anzitutto dal bisogno, ma, lì per lì, quanta malinconia.
LMPD