HomeDialogandoNewsletterApprofondimentoL’APPROFONDIMENTO – La mente come un giardino fiorito: meditazione (2)

L’APPROFONDIMENTO – La mente come un giardino fiorito: meditazione (2)

Che l’esercizio della meditazione sia quotidiano, è parte essenziale del sentiero.

Accade come alla preghiera cristiana. Nella fede cristiana, per esempio, sono previste preghiere ogni giorno (o anche più volte al giorno): preghiere che più che ripetitive richieste sono invero spazi dedicati alla presenza divina e al colloquio.

Non si può amare Dio, senza dedicargli del tempo ogni giorno e senza rivolgersigli.

E’ questo accudimento regolare (questo regolare rivolgersi a Dio) che accresce la fede e i frutti. E non sarà un ritaglio di tempo. Ma un ‘prime time‘: un tempo di prima qualità.
Tutto il resto ne viene illuminato.

Trovo splendide le parole del Direttorio Omiletico della Liberia Editrice Vaticana, rivolto ai sacerdoti, dove si tratta della Messa feriale.
Esso suggerisce ai sacerdoti di non trascurare mai la Messa feriale (cioè tenuta ogni giorno).
E in essa, di non trascurare mai una piccola omelia. Sarà breve (per tenere conto delle responsabilità familiari e impegni lavorativi che coinvolgono le persone durante la settimana), ma presente:

La consuetudine di celebrare quotidianamente l’Eucarestia è una grande sorgente di santità per i cattolici di Rito Romano e i sacerdoti dovrebbero incoraggiare il popolo a partecipare, per quanto possibile, alla Messa quotidiana. Papa Benedetto esorta affinché non si trascuri anche durante la settimana nelle Messe cum popolo, quando possibile, di offrire brevi riflessioni, appropriate alla situazione, per aiutare i fedeli a accogliere e rendere feconda la Parola ascoltata” (Direttorio Omiletico – Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti – 2015).
E’ questo appuntamento quotidiano a rendere viva e feconda la fede cristiana.
E’ questo appuntamento quotidiano (la meditazione) a rendere radiosa e vasta la mente.

Piccola goccia, grande oceano.

La meditazione buddista non è paragonabile a una scala: una sorta di tour de force e duro lavoro per giungere, prima o poi, alla meta finale del Nibbana (Risveglio, Illuminazione, Visione profonda e Pace), ma a un cerchio.
Basta cominciare in qualunque punto e seguire quello. Ogni punto guida il meditante al cuore dell’insegnamento del Buddha, da subito: la bellezza della mente, la visione profonda, la pace, la beatitudine, la gioia, la saggezza.
Queste qualità, con gli anni e la pratica, si potenziano e si potenziano più come approfondimento e stabilità che come scalata verso una vetta.
Nella loro bellezza, sono presenti già al primo istante di meditazione. Questo sviluppa la vostra motivazione e gioia.

Si attraverseranno tre fasi: prima sarà una presenza puntuale, intermittente, ogni tanto; poi, una presenza più continua, come le onde del mare che si infrangono sulla riva, una dopo l’altra; infine una presenza pervasiva, profonda, stabile che impregna voi stessi alla radice.
Sempre.

Come ogni goccia del mare ha un unico sapore, quello del sale. Così, ogni goccia della meditazione e insegnamento del Buddha ha un unico sapore, quello della libertà”.
Basta poco: un cuscino, un cuore e chanda, una nobile aspirazione alla felicità!

Elena Greggia
(la parte precedente è stata pubblicata nel n. 219)

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