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DIALOGANDO – Medicina e altro a cura della Fondazione

La Newsletter della Fondazione, con pubblicazione quindicinale, trae il suo titolo da uno fra gli scopi dell’ente che è la libera comunicazione del pensiero: un dialogo ideale, quindi, che si occupa di medicina e altro.

Essa è inviata a semplice domanda e riceve contributi, a vario titolo, da chi desidera partecipare.

Totale articoli: 1136

Nell’era della comunicazione & connessione continue avere semplici notizie, vale a dire informazione (nei limiti del possibile e in qualche misura anche tendente all’obiettività), è impresa a rischio e, volendosi in ipotesi astrarre solo un momento dalla realtà, con risultati che volgono al grottesco se non al comico. Anche la attuale canea in materia della sicurezza da garantire (comprensibilmente vista l’aria che tira) ai Giochi invernali oramai irrimediabilmente

Il Centro Studi e Ricerche di Itinerari previdenziali, ente indipendente attivo da anni nella analisi, fra l’altro, del sistema di protezione sociale italiano ha recentemente pubblicato e presentato alla Camera il XIII Rapporto dal titolo ‘Il Bilancio del Sistema Previdenziale italiano. Andamenti finanziari e demografici delle pensioni e dell’assistenza per l’anno 2024’ che espone visione d’insieme e scenario del complesso sistema previdenziale del Paese

Vorrei segnalare l’ultimo romanzo di Ian McEwan “Quello che possiamo sapere" (titolo originale What We Can Know), pubblicato nel 2025, che fonde la fantascienza climatica (la cosiddetta Cli-Fi), la riflessione filosofica e il giallo letterario. Nella cronaca degli ultimi mesi è comparso un dibattito pubblico vivace e un po’ scomposto su chi debbano essere considerati i candidati più meritevoli di un premio Nobel e - in questo contesto - c’è stato anche qualche

È stato identificato un modello di onde cerebrali che indica l’entrare nell'incoscienza durante l'anestesia generale attivata per il tramite di un farmaco largamente utilizzato (propofol).I dati prelevati da 37 persone in procinto di intervento mostrano che con

Un migliaio di anni prima di Gesù, nei libri sacri Avestā della religione mazdea (secondo il mito consistevano in 21 parti create da Ahura Mazda e portate da Zarathuštra a re Vištāspa che ne fece trascrivere due copie andate poi  perse per mano dei Greci di Alessandro Magno e faticosamente ricostruite) sembra sia apparso il termine Iran