DAL MONDO SANITARIO E SCIENTIFICO – IA fotografica
Secondo un nuovo studio cinese un sistema di IA addestrato su fotografie del viso e della lingua ha identificato correttamente pazienti con cardiopatia coronarica (CHD).
Reclutate 518 persone (200 con diagnosi di cardiopatia cardiaca e 318 volontari sani) ne sono stati fotografati volto e lingua con un sistema di scansione appositamente progettato. Le immagini sono state analizzate utilizzando il deep learning, un tipo di IA che impara a individuare i pattern nelle immagini.
Il sistema esaminava separatamente le fotografie di lingua e faccia, poi combinava i risultati per accertare chi avesse la CHD. Usare entrambi i metodi insieme ha funzionato meglio rispetto all’uso singolo. La versione con la migliore performance era accurata al 98% in un test su 104 persone identificando correttamente tutti e 40 i pazienti con cardiopatia congenita, sebbene anche due partecipanti sani siano stati erroneamente classificati come affetti (“falsi positivi”).
I ricercatori affermano che le aree evidenziate dall’IA sono coerenti con gli insegnamenti della medicina tradizionale cinese riguardo ai legami tra lingua, volto e cuore.
Leggere la malattia dall’aspetto non è una caratteristica unica della medicina tradizionale cinese. I medici hanno da tempo riconosciuto che alcune caratteristiche visibili possono indicare problemi medici sottostanti […]
Un risultato promettente, con domande ancora aperte.
Lo studio, pubblicato su Scientific Reports, ha confrontato persone già diagnosticate con cardiopatia cardiaca congenita con volontari sani, molto diverso dallo screening del pubblico generale, dove le persone hanno un mix di altre malattie e livelli di rischio cardiovascolare. Le fotografie furono scattate anche sotto illuminazione controllata con attrezzature specializzate.
Il modello non è stato testato su persone provenienti da altri ospedali o contesti. I sistemi di IA a volte funzionano molto bene sui dati utilizzati per costruirli, ma meno in diversi ospedali, gruppi etnici o contesti sanitari.
Non tutti i volontari sani sono stati valutati tramite immagini coronariche, quindi non si può escludere una malattia non rilevata. L’IA potrebbe anche aver rilevato differenze legate all’età, ad altre malattie o ad altre caratteristiche dei partecipanti piuttosto che a malattie cardiache.
Lo screening aggiunge un ulteriore problema. Anche un test altamente accurato può produrre un gran numero di diagnosi falsamente positive quando viene utilizzato su una popolazione in cui la malattia è relativamente rara.
Studi più ampi che seguono le persone nel tempo dovrebbero dimostrare se questo approccio può rilevare malattie passate inosservate, distinguerle da altre condizioni e portare a una salute migliore. I ricercatori dovrebbero anche confrontarlo direttamente con i metodi esistenti di valutazione del rischio. Se si rivelerà utile, potrebbe essere utilizzato insieme ai controlli standard del rischio di malattie cardiache, ai test del colesterolo e alle misurazioni della pressione sanguigna.
(ex The Conversation, 19 11 2026)
David C. Gaze, Università di Westminster
DOI: https://doi.org/10.64628/AB.nfrrsmfyu
Nota della Redazione
Marcello Comel, fondatore fra l’altro della Scuola di specializzazione dermatologica a Pisa, fino dagli anni ’50 iniziava la visita generale di ogni paziente, indipendentemente dalla specifica patologia, con attenta osservazione diretta della sua cute.